mercoledì 28 gennaio 2009

SANITA' E CLANDESTINI: VERBALE DELLA RISPOSTA DI MEZZOLANI A D'ANNA E REPLICA


PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l'interrogazione n. 980 del Consigliere D'Anna.

Per la Giunta risponde l’Assessore Mezzolani.

Almerino MEZZOLANI(RELAZIONE SCRITTA)

In merito ai quesiti che pone il collega D’Anna si risponde quanto segue. Il d.p.r. n. 394/99 delega alle Regioni italiane l'organizzazione dei servizi sanitari, ovvero la definizione del modo attraverso cui fornire l'assistenza sanitaria agli stranieri temporaneamente presenti in quanto queste persone, pur avendo il diritto alle cure essenziali, a differenza degli italiani, non hanno il medico di medicina generale. Sono dunque costretti a ricorrere impropriamente al pronto soccorso. Il d.p.r. dispone che: “le Regioni individuano le modalità più opportune per garantire le cure essenziali e continuative, che possono essere erogate nell'ambito delle strutture della medicina del territorio o nei presidi sanitari accreditati, strutture in forma poliambulatoriale od ospedaliera, eventualmente in collaborazione con organismi di volontariato aventi esperienza specifica. Tali ipotesi organizzative, in quanto funzionanti come strutture di primo livello, dovranno comunque prevedere l'accesso diretto senza prenotazione né impegnativa". Quindi gli ambulatori di medicina di base per gli stranieri temporaneamente presenti rispondono alle seguenti esigenze: adeguamento alla normativa nazionale; fornire il medico di medicina generale agli stranieri temporaneamente presenti; prevenire l'eccessivo ricorso al pronto soccorso; tenere sotto controllo la salute degli stranieri temporaneamente presenti a tutela della salute collettiva, in quanto la clandestinità sanitaria non conviene dal momento che potrebbe mettere a rischio la pubblica incolumità soprattutto per alcune patologie come la tubercolosi che in molti paesi d'origine è ancora largamente diffusa e potrebbe attivare pericolosi percorsi di cura "illegali"; contenere i costi legati ad un improprio utilizzo dell'ospedale o, comunque ad un ricorso all'ospedale solamente in casi molto gravi e quindi necessitanti di interventi più lunghi e complessi (dunque più costosi).In tal senso gli ambulatori in questione non solo non determinano situazioni di vantaggio rispetto agli italiani, ma sono uno strumento per la tutela della salute individuale e collettiva, tanto che gli ambulatori STP sono presenti in diciotto regioni italiane e in tre l’assistenza di base viene fornita attraverso i medici di medicina generale.Per effetto dell’art. 32 della Costituzione italiana, inoltre per effetto del D.lgs n. 286/98, del D,lgs n. 286/98 e della Legge n. 189/2002, agli stranieri temporaneamente presenti (STP) “sono comunque assicurate le cure ambulatoriali ed ospedaliere urgenti o comunque essenziali, ancorhè continuative, per malattia ed infortunio. Tali prestazioni sono erogate nei servizi pubblici ed accreditati. Sono inoltre estesi agli stranieri irregolari e non iscritti al SSN i programmi di medicina preventiva a salvaguardia della salute individuale e collettiva”.“Ai sensi del comma 5 dell’art, 35 del testo unico l’accesso alle strutture sanitarie da parte dello straniero non in regola con le norme sul soggiorno non deve comportare alcun tipo di segnalazione alle autorità di pubblica sicurezza, salvo i caso in cui sia obbligatorio il referto a parità di condizioni con il cittadino italiano”.“Lo straniero indigente, non in regola con le norme relative all’ingresso ed al soggiorno, è esonerato dalla quota di partecipazione alla spesa, in analogia con il cittadino italiano, per quanto concerne: le prestazioni sanitarie di primo livello, le urgenze, lo stato di gradivi danza, le patologie esenti o i soggetti esenti in ragione dell’età o in quanto affetti da gravi stati invalidanti. In conformità a quanto stabilito dal suddetto comma 4 dell’art. 43 del regolamento di attuazione.L’art. 35 del testo unico, pur affermando che di norma non esiste il principio della gratuità delle prestazioni erogate dal SSN ai cittadini non iscritti, al comma 4 prevede che le prestazioni sono erogate senza oneri a carico degli stranieri irregolarmente presenti qualora privi di risorse economiche sufficienti, fatte salve le quote di partecipazione alla spesa a parità di condizioni con il cittadino italiano”.Poiché gli stranieri temporaneamente presenti sono poco informati sul funzionamento dei servizi e su come accedere alle cure, onde evitare i problemi di cui sopra è interesse del sistema far conoscere i servizi più appropriati sul piano dei costi/benefici.Per venire in Italia a farsi curare è necessario un permesso di ingresso "per cure mediche" che si ottiene con una procedura alquanto complessa e in casi gravissimi qualora il paese di origine non disponga di adeguate strutture per la cura. Le cure erogate in tal caso sono a totale carico del soggetto. Per il resto gli immigrati sono una popolazione giovane e sana e non affrontano la migrazione quando sono malati, proprio perché si tratta di un percorso molto duro. Essi perdono il loro patrimonio di salute a causa delle condizioni di esclusione e marginalità. E' interesse della collettività e del sistema mantenere in buona salute queste persone che apportano un contributo al nostro PIL.Ribadendo il concetto che l'iscrizione stranieri temporaneamente presenti (STP) è un’iscrizione che si effettua all'anagrafe sanitaria gratuitamente, il costo per le circa 80 ore alla settimana di assistenza fornita in tutta la regione si aggira intorno ai 10.000 euro al mese. Va inoltre tenuto presente che il FSN destina annualmente un fondo vincolato per le prestazioni in questione che è pari a 500.000 euro per il 2007, e che parte della spesa sostenuta viene recuperata tramite Ministero dell’interno dai Paesi di origine.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere D'Anna.
Giancarlo D'ANNA.
Francamente sia la situazione che le risposte sono abbastanza sconcertanti, addirittura qui ci troviamo di fronte ad un privilegio nei confronti dei clandestini rispetto ai cittadini italiani. E’ sempre infatti di attualità il discorso delle liste di attesa che prevedendo a volte tempi molto lunghi che mettono in difficoltà i cittadini sia dal punto di vista medico che dal punto di vista psicologico.Lo scopo di questa mia interrogazione è proprio quello di evidenziare un assurdo. Certo, ci vuole un’attenzione nei confronti dei cittadini temporaneamente presenti sul territorio, ma è una dicitura che dice tutto e nulla, infatti con “temporaneamente presenti sul territorio” ci immaginiamo dei turisti o degli uomini d’affari, tanto che dovrebbe esserci una certa reciprocità anche nei confronti di altre nazionalità. Chiunque sia andato negli Stati Uniti sa che la prima cosa da fare prima di andare è quella di sottoscrivere un’assicurazione, altrimenti se ci si dovesse trovare nella condizione di usufruire dei servizi ospedalieri si potrebbero avere guai proprio perché i costi della sanità sono molto alti. Qui, invece, andiamo addirittura oltre. Perché un conto sono i cittadini temporaneamente presenti sul territorio, per i quali sicuramente si può avere un occhio di attenzione, un conto è un’associazione che vive anche di contributi della Regione e che pubblicizza ai clandestini un servizio al quale possono rivolgersi e dove l’iscrizione è gratuita e dove peraltro si può andare anche tranquilli visto che nessuno può fare una segnalazione alla polizia. Quindi c’è un’associazione che dice “attenzione, se state male rivolgetevi pure a questo servizio, iscrivetevi, tanto nessuno può segnalare niente alla polizia”. Dunque c’è una sorta di favoreggiamento, perché, secondo me, se uno è clandestino prima deve essere identificato poi, se ne ha bisogno, curato e rimandato a casa sua. Caro Assessore, io non credo alla favoletta che dice che poi uno non viene a farsi curare! Lei sa benissimo che dal 1° gennaio – anche se i media non se ne sono occupati – finalmente è stata presa una decisione – peraltro mi auguro che su questo argomento il Governo faccia la medesima scelta –, quella cioè che per avere la pensione sociale serve un periodo di permanenza di dieci anni, contrariamente ad un anno come era previsto fino a qualche mese fa. Infatti c’erano persone che dai paesi comunitari venivano in Italia, vi rimanevano un anno, avevano i requisiti, quindi poi prendevano la pensione sociale che però si andavano a godere a casa loro. Pertanto ritengo che questo sia un provvedimento da adottare, non è ammissibile che ci sia un’associazione che dica ai clandestini: “fate quello che vi pare perché tanto lì nessuno vi può fare niente”. Questo è un incentivo che si dà per venire ulteriormente nella nostra nazione, caro Assessore! Perché se ci sono delle persone malate, come ci sono, e sanno che qui possono avere dei servizi gratuitamente, poi vengono apposta!Inoltre in questo c’è anche una contraddizione, perché se lei, Assessore, mi dice che i clandestini contribuiscono all’aumento del PIL, allora questa è proprio una babilonia che non finirà più! Noi siamo già in una situazione di difficoltà, i nostri cittadini hanno liste di attesa lunghissime, per essere curati magari devono andare a pagamento, mentre al clandestino lo curiamo, magari dandogli anche il bacino o la buonuscita! Siamo alla follia pura, non è ammissibile! Forse ora capisco perché l’Italia non viene definita più neanche nazione bensì paese, infatti è veramente diventata un paese, perchè questa cosa non esiste da nessuna parte al mondo! Io ho visitato mezzo mondo, quindi ho verificato che qualsiasi struttura sanitaria un minimo di cose le chiedono. Noi invece abbiamo spalancato le porte a chi vuol fare ciò che gli pare. Qui non si tratta di assistere il povero disgraziato che sta male, si tratta di incentivare queste persone a venire da noi, perché da un parte ci sono i servizi sociali che danno una mano, dall’altra ci sono quelli che le curano, oppure quelli che fino all’altro giorno addirittura dava loro anche la pensione sociale! Bastava, ripeto, un anno di residenza in Italia per avere i la pensione sociale; oggi grazie a Dio dal 1° gennaio 2009 questo non avviene più.Le giustificazioni che lei ha portato, Assessore, non stanno né in cielo né in terra. C’è un’Associazione, che si chiama Multietnica, che oltre ad essere finanziata dalla Regione Marche, sta addirittura invitando i clandestini ad iscriversi. (…) E’ nell’ambito delle leggi italiane fino a un certo punto, perché qui della legge italiana viene fatta una forzatura, e mi prendo anche l’impegno di segnalarlo a chi di dovere. Infatti non credo che la legge italiana dica: “clandestini, andatevi pure a curare tanto nessuno vi può fare niente”. La legge italiana, invece, sancisce che se uno è clandestino va identificato ed espulso. Quindi qui c’è qualcosa che non funziona, caro Assessore! Perché con i soldi della Regione non si può fare pubblicità e incentivare i clandestini a venire sul nostro territorio.Pertanto ritengo che la delibera in questione sia illegale, anzi ritengo che fare pubblicità per invitare i clandestini a presentarsi in questi centri dove ottenere dei servizi, sia contro legge. Ritengo, inoltre, che ci sia una discriminazione nei confronti dei cittadini italiani che, al contrario, sono addirittura obbligati a identificarsi, ad esempio anche nel solo caso di un piccolo incidente subito ti chiedono dove è accaduto, cosa è accaduto, come è accaduto. A queste persone, invece, non si chiede niente, viene dato tutto. Concludo dicendo che un conto è la solidarietà, ma farsi prendere per i fondelli è un’altra cosa!

1 commento:

Anonimo ha detto...

hai detto bene un conto è la solidarietà un conto prendere per i fondelli. E gli italiani si sentono presi per i fondelli.
Vedere risposte come questa , riferito a Mezzolani, mi sembra davvero di trovarmi di fronte a una ignoranza senza rimedio, perchè così è... se sbagli devi essere punito secondo la legge perchè le leggi le abbiamo, solo che nel caso specifico non vengono attuate giustificando il tutto dietro a un falso pietismo. Infatti vediamo stupri, rapine, furti ecc ecc commessi da persone straniere e molte di esse sono irregolari e nonostante tutto hanno anche dei diritti, che non abbiamo noi che siamo i padroni di casa. allora non si può essere indifferenti e poi ci lamentiamo se accadono fatti fai da te..... non solo ma tutto ciò fa sì che la spesa pubblica salga ancora perchè dietro a questo, non essendoci da noi la certeza della pena, paghiamo carabinieri, poliziotti, forze dell'ordine in generale impiegati di uffici pubblici preposti tutto INUTILMENTE.

Non so se all'assessore mezzolani è mai capitato che per fare un esame sanitario urgente abbia dovuto aspettare 4-5 mesi ed essere costretto ad andare a pagare 300 euro perchè la pelle propria è un bene prezioso e non può aspettare!!

Grazie Giancarlo
stefano