sabato 30 aprile 2011

SANITA',D'ANNA: “ RICCI SI LEGGA LE DELIBERE DELLA SUA GIUNTA”.

Manifestazione a difesa del Santa Croce di Fano



A proposito del futuro della Sanità nella Provincia di Pesaro-Urbino il Capogruppo del PD in regione Ricci si legga le delibere della sua maggioranza

A pagina 54 della delibera di Giunta 17 del 17.1.2011 della Regione Marche si legge:”La necessità di garantire un livello assistenziale tale da assicurare la sicurezza dei pazienti e degli operatori induce ad attivare percorsi che tendano a ridurre la frammentazione ospedaliera, obiettivo che potrà essere raggiunto solo con la totale aggregazione strutturale, non ipotizzabile nel breve periodo ma già avviata in alcune realtà (Marche Nord)”.



Proprio ieri Mezzolani parlava di “Ospedale Provinciale” cioè quell'Unico Ospedale venduto come Ospedale Unico Pesaro Fano. E il resto degli ospedali? Ricci dice che non chiuderanno, vedremo. Ammesso che non chiudano può ancora definirsi ospedale una struttura di “tipo residenziale” come prevede la stessa delibera? Per l'entroterra è già segnato il destino:riabilitazione lungodegenza. Una cosa ben diversa dall'Ospedale.



Sulla Sanità la Regione Marche ha sempre”giocato sporco”. Prima “sanando” i bilanci con alienazioni effettuate o da effettuarsi. Poi disinformando ipotizzando e quantificando futuri tagli alla Sanità, che invece erano eventualmente mancati incrementi, per poi fare clamorose marce indietro.

Poi nascondendo dietro l'operazione istituzione dell'Azienda Ospedaliera Marche Nord il salvataggio dell'Azienda San Salvatore come testimonia un documento ufficiale della Regione Marche, cioè il verbale della V Commissione del 23 luglio 2009, cioè prima dell'approvazione della legge che istituiva Marche Nord . A pagina 4 del verbale Mezzolani afferma:” A nord invece si tratta di rafforzare l'Azienda che c'è, perché così com'è non avrebbe nemmeno le caratteristiche e la forza di andare avanti”.Questi gli atti, i documenti, i verbali votati firmati e sottoscritti dalla maggioranza di centrosinistra. Il resto sono chiacchiere da imbonitori del Far West.

Per questo non solo la battaglia continua ma si allarga a vista d'occhio. L'inganno è smascherato ridurre nella provincia di Pesaro-Urbino per foraggiare Ancona e le sue strutture dove il Piano Socio Sanitario, di cui sono relatore di minoranza, prevede tutte le eccellenze lasciando a noi, sud della Romagna, il livello minimo di assistenza.

Giancarlo D'Anna

Vice Presidente Commissione Sanità.

venerdì 29 aprile 2011

SANITA', ASCOLTA L'INTERVISTA A GIANCARLO D'ANNA

Sanita' e Ospedale Unico ascolta l'intervista a Giancarlo D'Anna su Radio Fano

SERGIO RAMELLI

Milano, 8 luglio 1956 – Milano, 29 aprile 1975

giovedì 28 aprile 2011

AMIANTO: LE CONSEGUENZE DI DECENNI D'INDIFFERENZA.


Mesotelliona, tumore che certifica l'esposizione a fibre di amianto
 AMIANTO: 9.166 CASI DI MESOTELIOMA REGISTRATI IN ITALIA LOTITO (INAIL), E' MALATTIA DI RILEVANZA SOCIALE (ANSA) - TORINO, 28 APR - Sono 9.166 i casi di mesotelioma segnalati fino a oggi nel Registro nazionale dei mesoteliomi; ogni anno, inoltre, in Italia si registrano circa 1.200 nuovi casi, cui si aggiungono i casi di asbestosi e di altre forme tumorali: i dati sono emersi oggi, a Torino, a un convegno organizzato dall'Inail in occasione della Giornata mondiale per le vittime dell'amianto. ''Abbiamo a che fare non con una malattia rara ma con un'affezione che assume rilevanza sociale'', ha spiegato il presidente del Consiglio di indirizzo e Vigilanza dell'Inail, Franco Lotito. Sui 9.166 casi registrati (gli ultimi dati disponibili, riferiti al periodo 1993-2004) il 72,4% interessa gli uomini. Nella maggior parte dei casi, l'insorgere della malattia e' dovuta a un'esposizione di tipo ''professionale''.

mercoledì 27 aprile 2011

D’Anna: “La Sanità nelle Marche è sempre meno sociale"



“La CGIL denuncia il “Rischio paralisi per la Zona 3”. Forza Nuova s’incatena di fronte a quello che resta dell’Ospedale di Fossombrone, politici e sindaci “scoprono” con anni di ritardo quello che alcuni hanno sempre sostenuto: la riforma della Sanità nella Regione Marche privilegia la costa, l’accorpamento dei servizi lungo la costa mortificando l’entroterra – scrive Giancarlo D’Anna, vicepresidente della Commissione Sanità -”.



“Accade attraverso un Piano Socio Sanitario controverso che dopo oltre un anno non è ancora arrivato in consiglio regionale. Un Piano che affoga il Sociale nel calderone della Sanità. Lo fa senza assegnare personalità Giuridica alle aree. Lo fa attraverso un futuro Unico Ospedale (volgarmente detto Ospedale Unico) garante della continuazione dell’Azienda San Salvatore, oggi Marche Nord.



Unico Ospedale madre di tutte le conseguenze sul territorio, cioè la trasformazione degli attuali ospedali dell’entroterra in lungodegenza e riabilitazione. Lo fa con la consapevolezza di una classe politica disattenta sino al momento in cui l’evidenza, cioè la rabbia dei cittadini, esplode. Oggi è un rincorresi di proteste, segnalazioni, controproposte e denunce. Ripetizioni di quanto già detto e sostenuto da altri da tempo. Dov’erano costoro mentre si discuteva dell’istituzione dell’Azienda Marche Nord. Dov’erano quando si consumava la strategia di Spacca che pur di favorire Ancona e Fabriano s’è inventato per le altre province un Unico Ospedale iniziando dalla provincia di PU utilizzando quanto risparmiato per continuare a foraggiare il capoluogo di regione? Una strategia che concentra su Ancona tutte le risorse per l’innovazione e le eccellenze e per il resto delle province, ad iniziare da Pesaro-Urbino il “livello minimo di assistenza”.



In questa strategia sono due realtà a farla da padrone. Ancona e il privato. Ancona perché come già detto e previsto dal Piano Socio sanitario, vedrà concentrare ancora di più sul capoluogo risorse economiche e specializzazioni e il privato verso il quale annualmente si riversano risorse crescenti che nel 2006 ammontavano a 183.673.420 milioni di euro e nel 2009 a 217.773.158 milioni di euro. Una Sanità sempre meno sociale e sempre più erogata dai privati. E’ evidente che pur in presenza di risorse economiche importanti ogni anno invece di investire sul pubblico si è favorito il privato. Quel poco che resta nel pubblico, trasformato in Azienda, vedi Marche Nord, che si punta a trasformare in un’unica struttura, unico ospedale, con la partecipazione del privato.



A farne le spese i cittadini stretti nella morsa del business della Sanità unico settore dove i quattrini ci sono sempre stati tanto che il bilancio regionale è per l’80% dedicato alla Sanità. Come si vede qui non è solo una questione di Ospedale Unico, di campanilismo, di penalizzazione dell’entroterra qui si tratta di un cambiamento epocale che sarebbe passato in sordina se non ci fosse stata una continua battaglia in questi anni per denunciare quanto sta accadendo. Si è ancora in tempo per fermare questa dissennata politica. Resta da vedere se gli interventi degli esponenti politici di questi giorni sono dettati dalla consapevolezza di quanto sta accadendo o semplicemente perché se un tema è d’attualità nessuno vuol rimanere fuori dal dibattito.



Una cosa è certa non si può continuare a dire al mattino lungo la costa che si è a favorevoli all’Ospedale Unico e la sera far finta di difendere i nasocomi dell’entroterra. L’Ospedale Unico affossa l’entroterra. Come l’Azienda San Salvatore (Marche Nord) sta affossando il Santa Croce di Fano una realtà che conferma quanto verbalizzato nel maggio 2009 e dichiarato da Mezzolani in V commissione:” Dobbiamo rafforzare l’Azienda che già c’è -San Salvatore- perché così com’è non avrebbe né i numeri né le caratteristiche per andare avanti”. Non c’erano in quel verbale riferimenti all’entroterra ma le conseguenze di quella scelta sono fin troppo evidenti.



Vedremo nelle prossime settimane se le prese di posizione di questi giorni sono sentite o si tratta di una sceneggiata come accadde in fase di votazione della costituzione dell’Azienda Marche Nord, in quel caso un “attacco improvviso di dissenteria” fece uscire dall’aula 18 consiglieri regionali”.

martedì 26 aprile 2011

ANNIVERSARIO DI CHERNOBYL E REFERENDUM NEGATO


Si celebra oggi, 26 aprile 2011, il 25esimo anniversario del disastro di Chernobyl. Un anniversario celebrato con una nuova catastrofe nucleare, la controversia sul numero delle vittime, l’emergenza strutturale del sarcofago, l’impegno del mondo a fianco delle popolazioni colpite. Per non dimenticare.
NEGARE IL REFERENDUM SUL NUCLEARE E' SBAGLIATO, INGIUSTO E INGIUSTIFICABILE.


domenica 24 aprile 2011

OSPEDALE UNICO:IL COORDINAMENTO "SMONTA" IL LEGO.

Un momento della manifestazione del 16 aprile a difesa del Santa Croce
Fano, 24 aprile 2011 - «ARGOMENTAZIONI prive di fondamento e scarsa preparazione». Sono le accuse che il comitato per la difesa del Santa Croce e della sanità nelle vallate del Metauro e del Cesano rivolge a «La Tua Fano» che è invece per una unica struttura. «Ci accusano — afferma il comitato — di sostenere posizioni populistiche ed anacronistiche perché l’Azienda Ospedaliera Marche Nord è ormai nata, ma noi non siamo contrari alla nuova azienda ospedaliera». Il comitato fa presente che, sull’esempio di altre province, è possibile «un’unica direzione amministrativa, laboratorio analisi centralizzato con i reparti di degenza il più possibile vicini ai cittadini-utilizzatori». Alla tesi dell’ospedale unico come soluzione per la razionalizzazione della spesa sanitaria, il comitato replica che «non esiste una relazione diretta tra il numero degli ospedali ed i costi della sanità. I costi per posto letto più bassi sono appannaggio di province come Rimini e Reggio Emilia che hanno scelto di mantenere più ospedali investendo però nella capacità di integrare i servizi».




ALL’AFFERMAZIONE che si deve passare dalla contestazione al dialogo, il comitato fa presenteagli esponenti de La Tua Fano che finora «nessuno ha tentato di dare una spiegazione razionale. Siamo stati noi ad organizzare l’unico convegno serio che ha messo a confronto la massima dirigenza in materia di sanità della nostra regione (non abbiamo avuto paura di invitare sia il dottor Ruta che l’assessore Mezzolani), quale sostenitrice del modello di sanità centralizzato, con un tecnico di organizzazione sanitaria “di chiara fama” (il dottor Tiziano Carradori) sostenitore di un modello di integrazione selettiva. Noi prima di assumere una posizione ci siamo interrogati e documentati, da parte delle istituzioni invece abbiamo solo subito imposizioni politiche, tecnicamente non motivate». Il comitato ribadisce che «la soluzione di mantenere 2 ospedali per il territori di Fano e Pesaro sia senz’altro preferibile per le seguenti argomentazioni: accessibilità (la nostra popolazione è costituita per il 50% da ultra 65enni e un ospedale facilmente raggiungibile è di fondamentale importanza); ubicazione (il nuovo ospedale dovrebbe rispondere a criteri di sostenibilità ambientale, viabilità ed idoneità idro-geologica). Non ci risulta che nella sede ipotizzata (Fosso Sejore) siano state fatte valutazioni del genere ed è facile immaginare l’impatto ambientale in una zona a tutela paesaggistica; costi (investire risorse per la costruzione di un nuovo ospedale in un momento come questo e contemporaneamente fare manutenzione delle due attuali strutture inevitabilmente comporterà costi ben superiori rispetto a progetti di razionalizzazione ed unificazione mirata di alcune strutture dei due nosocomi); prospettive future (siamo proprio sicuri che un ospedale frettolosamente progettato e costruito con un numero di posti letto di molto inferiore a quelli attualmente necessari — il nuovo ospedale avrà 450 posti letto a fronte di un bisogno attuale di 800 — sarà un vantaggio per noi e per le generazioni future?; qualità dei servizi (è di fronte a tutti l’evidente degrado del S.Croce, le poche risorse attualmente disponibili vanno spese in professionalità: più medici e più infermieri qualificati nonché in possibilità per gli stessi di fare corsi di aggiornamento e stages in ospedali qualificati); vantaggi per la città di Fano (l’ospedale è un formidabile indotto per l’occupazione, per la coesione sociale e per la crescita culturale di tutti i cittadini. Attorno ad esso ruotano centinaia di persone,servizi ed imprese che la nostra città inevitabilmente andrà a perdere). Se questo è quello che vogliamo…».



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sabato 23 aprile 2011

BUONA PASQUA!

A CHI CI SEGUE, A CHI NON CI SEGUE, A CHI CI E' VICINO A CHI CI E' LONTANO:
AUGURI DI BUONA PASQUA!

giovedì 21 aprile 2011

COMMISSIONE SANITA' AUDIZIONE DI "CASA SERENA"

ASSEMBLEA MARCHE, LAVORI QUINTA COMMISSIONE (ANSA) - ANCONA, 21 APR - La quinta commissione consiliare (sicurezza sociale), presieduta da Francesco Comi (Pd), ha ricevuto, su proposta del Vice Presidente D'Anna, questa mattina in apertura di seduta i rappresentanti della Residenza protetta ''Casa Serena piccole suore missionarie della carita'' Don Orione'' di Bellocchi di Fano (Pesaro Urbino). Il presidente - riferisce una nota - si e'' impegnato con la coordinatrice Fiorella Monteduro a visitare a breve con la Commissione la struttura, che attualmente ospita 27 disabili gravi. I lavori sono proseguiti con l''esame della proposta di atto amministrativo ''Criteri di ripartizione dei progetti speciali di competenza regionale. Fondo sanitario regionale dell''anno 2010. Spesa di parte corrente'', di cui sono relatori Comi e il vicepresidente Giancarlo D''Anna (Pdl). L''atto e'' stato approvato a maggioranza, con il voto contrario del vicepresidente che ha richiesto maggiori dati sullo stato di attuazione dei progetti.




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martedì 19 aprile 2011

SANITA' : LE FAVOLE DI SPACCA E MEZZOLANI




SANITA' : LE FAVOLE DI SPACCA E MEZZOLANI
D'ANNA: L'ENTROTERRA SPOGLIATO DI SERVIZI E LASCIATO AL SUO DESTINO



Mentre quello che doveva essere il Piano Socio Sanitario 2010-2012 si è miracolosamente “trasformato” in Piano Socio Sanitario 2011-2013, in virtù, si per dire, del ritardo vicino ai due anni con cui sarà presentato in Consiglio Regionale, alcune delibere di Giunta semi-criptate chiariscono alcuni aspetti della sanità futura. Negli ultimi giorni sono emerse diverse preoccupazioni da parte di realtà dell'entroterra sul futuro della sanità non solo nella Provincia di Pesaro-Urbino.



Avevo anticipato dopo che la politica sanitaria della Regione Marche, era ed è orientata ad un Unico Ospedale per provincia. La cavia? la Provincia di PU attraverso la costituzione dell'Azienda Marche Nord-Ospedale Unico. Il percorso appare ancora più chiaro se si ha la buona volontà di leggere la delibera n.17 del17.01.2011 della Giunta Regionale delle Marche. A pagina 53 la citata delibera al punto 6.1”riduzione della frammentazione della rete ospedaliera” recita:” La necessità di garantire un livello assistenziale tale da assicurare la sicurezza dei pazienti e degli operatori induce ad attivare percorsi che tendano a ridurre la frammentazione ospedaliera, obiettivo che potrà essere raggiunto solo con una totale aggregazione strutturale non ipotizzabile nel breve periodo ma già avviata per alcune realtà (marche Nord)”.



Questi i fatti, questi gli atti che contraddicono quanto l'assessore regionale Mezzolani, e coloro che sposano la sua linea, va dicendo in giro per il territorio. Hanno poco da stare tranquilli quei Sindaci e quelle comunità dell'entroterra che attualmente ospitano un ospedale, per loro c'è, se va bene, un futuro di lungodegenza o riabilitazione. La cosa può essere condivisibile o meno. Si può essere contrari o favorevoli. Non è questo quello che spaventa.



La cosa che preoccupa è la programmata disinformazione che vuol far passare un'operazione di”aggregazione strutturale”come un rilancio della sanità. Se a questo si aggiungono i tagli al personale che opera in sanità la preoccupazione aumenta anche perché, a fronte di una riduzione di investimenti sul pubblico dal 2006 al 2009 il Trend di crescita dell' Area Privati in sanità nella Marche è passato dai 183.673.420 milioni di euro ai 217.773.158 milioni di euro del 2009 cifre importanti che in buona parte potevano essere investite sul pubblico. Una deriva pericolosa. In questa logica s'inserisce l'Unico Ospedale di Marche Nord(meglio conosciuto come Ospedale Unico o Nuovo Ospedale a seconda della platea) un percorso segnato e deliberato che non ha tenuto assolutamente conto delle reali esigenze del territorio il quale ad iniziare dall'entroterra. Sono in tanti che se ne stanno accorgendo ed è per questo che è opportuno battersi per la trasparenza, la partecipazione e la condivisione delle scelte.



Giancarlo D'Anna

Vice Presidente C

domenica 17 aprile 2011

RIUSCITA LA MANIFESTAZIONE A DIFESA DEL SANTA CROCE

RIUSCITA LA MANIFESTAZIONE A DIFESA DEL SANTA CROCE. CENTINAIA DI PERSONE HANNO ATTENTAMENTE SEGUITO LE PAROLE DEGLI ORGANIZZATORI.
LANCIATA L'IDEA DI UN REFERENDUM PROVINCIALE PER FAR DECIDERE I CITTADINI IL FUTURO DELLA SANITA' NELLA PROVINCIA DI PESARO-URBINO. LA PROPOSTA E' STATA APPROVATA CON UN LUNGO APPLAUSO.

venerdì 15 aprile 2011

OSPEDALE UNICO E RIFLESSI SULLA SANITA' DELL'ENTROTERRA

OSPEDALE UNICO E RIFLESSI SULLA SANITA' DELL'ENTROTERRA.


D'ANNA, I PERCHE' DELLA CONTRARIETA' E DELLA MANIFESTAZIONE DI DOMANI



In questi mesi il dibattito sulla Sanità è stato forte, continuo, forse senza precedenti. Ci sarà pure un motivo. La posta in gioco è importante. Forti i cambiamenti, forti gli interessi collegati alla costruzione di un nuovo ospedale.

In mezzo a tutto la gente che fa difficoltà a capire realmente cosa sta accadendo.

Tutto parte da un progetto di Ospedale Unico di cui si parlava da decenni. Poi la scorsa legislatura la Regione Marche decise di creare l'Azienda Ospedali Riuniti Marche Nord , unione tra l'Azienda esistente , San Salvatore e l'Ospedale di Fano.



Più che un'unione si è trattato di cannibalizzazione di Fano come i recenti provvedimenti che vedono una concentrazione di servizi a Pesaro dimostrano. Risulta ancora più chiaro il progetto della Regione se si legge il verbale della V commissione di giovedì 23 luglio 2009, cioè prima della legge che creava l'Azienda Marche Nord, dove a pagina 4 si riporta l'intervento dell'Assessore Mezzolani che dice:”A nord (PU) si tratta sostanzialmente di rafforzare l'Azienda che c'è, perché così com'è non avrebbe nemmeno le caratteristiche e la forza di andare avanti”. Una dichiarazione chiara su quello che si voleva fare e che si sta facendo, rafforzare Pesaro utilizzando Fano. Su 41 presenti in aula la legge venne votata da 18 favorevoli, 2 contrari ,D'Anna e Bucciarelli, tutti gli altri uscirono dall'aula per evitare di esprimere un voto!



Con quella legge si è spalancata la porta all'Ospedale Unico tanto che lo stesso Mezzolani ha cambiato idea, in buona compagnia, passando dal no all'ospedale unico al sì.

Ma l'Ospedale Unico , in questa mutazione genetica si sta trasformando in Unico Ospedale con tutto quello che segue. Mi riferisco ai risvolti per la sanità dell'entroterra. In questi giorni infatti s'inseguono dubbi , preoccupazioni e prese di posizione sul futuro della Sanità “non costiera”.

Evidentemente chi sostiene l'Unico Ospedale non può poi lamentarsi del fatto che la Regione, puntando ad un'unica struttura provinciale, trasformi il resto in lungodegenza e riabilitazione cioè in qualche cosa di diverso da un ospedale. Lo dice il Piano Socio Sanitario che evidentemente in pochi tra coloro che intervengono nel dibattito hanno letto e lo dicono una serie di delibere che vanno in quella direzione.

Il No all'Ospedale Unico non è quindi un no pregiudiziale o campanilista. E' per quanto mi riguarda un No ad un progetto che punta ad una sanità meno pubblica e più privata. Ridurre i posti letto come accadrà con l'Unico Ospedale, trasformare gli ospedali dell'entroterra in lungodegenze e riabilitazione, da dare poi in gestione ai privati , vanno in quella direzione.

Inoltre l'accentramento di servizi lungo la costa oltre a creare un progressivo esodo dall'entroterra verso il mare, con la conseguenza di un'urbanizzazione del poco verde che resta, comporterà l'aumento delle polveri sottili, caos viario e molto altro. La brutta copia di una città metropolitana tanto cara alla sinistra e che trova sponda anche al centro. Non a destra ,in quella Destra Sociale alla quale mi sento legato, oggi più che mai,e che continuo a rappresentare anche all'interno del Pdl perché non tutto è mercato, non tutto e business. C'è qualche cosa di più importante :le persone, la loro vita e la loro qualità della vita. Con una priorità:la salute. Scelte importanti come quelle che riguardano la salute non possono essere oggetto di imposizioni. Per questo abbiamo organizzato la manifestazione di sabato a difesa del Santa Croce perché ad oggi il percorso non è stato chiaro, trasparente condiviso. Il prossimo passo è quello di un referendum consultivo provinciale per chiedere ai cittadini dell'entroterra e della costa se sono favorevoli o contrari ad un Unico Ospedale e tutto quello che comporta. Con questi obiettivi continuiamo sereni ma determinati questa battaglia.

Giancarlo D'Anna

Vice Presidente Commissione Sanità

mercoledì 13 aprile 2011

D'ANNA,SOLIDARIETA' AD ALEMANNO

Alemanno, Angelilli e D'Anna a Fano invitati dai Circoli Nuova Italia
Al Sindaco di Roma Gianni Alemanno che in più occasioni è stato a Fano come parlamentare, Ministro, Sindaco ed amico esprimo la mia sentita solidarietà per il grave atto di intimidazione arrivato attraverso una busta contenente un proiettile a firma dei Gap (così detti gruppi armati patriottici) un atto vile ed intimidatorio che va condannato fermamente. Ad Alemanno un abbraccio sincero anche a nome dei Circoli Nuova Italia della Provincia di Pesaro Urbino.


OSPEDALE UNICO: D'ANNA,SI FACCIA UN REFERENDUM PROVINCIALE

Mentre si avvicina la manifestazione a difesa dell'Ospedale Santa Croce e contro l'Ospedale Unico prevista per sabato 16 aprile alle 16,30 di fronte all'Ospedale di Fano, ci si inizia a rendere conto che il progetto Unico Ospedale, come denuncio da anni, segnerà la fine degli ospedali dell'entroterra che da ospedali si trasformeranno in lungodegenze e riabilitazione perdendo così la funzione di Ospedale e costringendo gli abitanti dell'interno a scendere verso il mare in un esodo ininterrotto che in futuro porterà allo spopolamento dell'entroterra.

A questo punto anche i più scettici e silenti si rendono conto di quanto accadrà e che è già in movimento. E' necessario fermare questo scellerato progetto a breve partecipando alla manifestazione di sabato per dare un forte segnale alla Regione. In seguito, subito dopo, spingere ed organizzare un referendum provinciale per coinvolgere le popolazioni dell'entroterra e della costa per dire SI o NO al progetto della regione Marche che punta ad avere un unico ospedale per provincia con tutto ciò che comporta.

Basta subire le decisioni. Partecipazione e condivisione le parole d'ordine.

Giancarlo D'Anna

Vice Presidente commissione Sanità

lunedì 11 aprile 2011

Condannati alla crescita "non produciamo più per consumare, ma consumiamo per produrre"

Dopo la tragedia di Fukushima sono state avanzate le soluzioni più svariate: centrali nucleari “sicure” di terza o quarta generazione, rafforzamento del già consistente apparato idroelettrico e, naturalmente, valorizzazione delle cosiddette fonti di energia “alternative” o “pulite”, fotovoltaico, solare termico, eolico. Non esistono fonti di energia che, usate in modo massivo, non siano inquinanti, in un modo o nell’altro. Alcuni anni fa in una piattissima regione fra Olanda e Belgio, battuta dal vento, furono impiantate trecento enormi torri eoliche. Gli abitanti ne uscirono quasi pazzi. Per il rumore delle pale e perché erano abituati ad avere davanti agli occhi una pianura sconfinata che ora trovavano sbarrata da queste torri. Un foglio di carta in una casa è un innocente foglio di carta, centomila fogli ci soffocano. Non c’è niente da fare.

Nessuno ha osato proporre la soluzione più ovvia: ridurre la produzione. Questo è il tabù dei tabù. Perché il nostro modello di sviluppo è basato sulla crescita. A qualunque costo. Il lettore avrà sentito dire mille volte, e non solo in questi tempi di crisi, da politici, di destra e di sinistra, da economisti, da sindacalisti: “Bisogna stimolare i consumi per aumentare la produzione”. Se la guardate bene, a fondo, questa frase è folle. Perché vuol dire che noi non produciamo più per consumare, ma consumiamo per produrre. Che non è il meccanismo economico al nostro servizio, ma noi al suo.

La crescita non è un bene in sé. Anche il tumore è una crescita: di cellule impazzite. Il tumore dell’iperproduttività finirà per distruggere il corpo su cui è cresciuto. Non perché verranno a mancare le fonti di energia e le materie prime come nel 1972 ipotizzavano che sarebbe avvenuto entro il Duemila quelli del Club di Roma nel loro libro-documento I limiti dello sviluppo (magari ci avessero azzeccato, saremmo stati costretti ad autoridurci per tempo): la tecnologia è probabilmente in grado di risolvere questo problema. Ma per la ragione opposta. Un modello che si basa sulle crescite esponenziali, che esistono in matematica ma non in natura, quando non potrà più crescere, perché non troverà più mercati dove collocare i propri prodotti, imploderà su se stesso. Sarà uno tsunami economico planetario.

Questo il futuro prevedibile. Ma basta il presente. La spietata competizione economica fra Stati – questa è, in estrema sintesi, la globalizzazione – passa attraverso il massacro delle popolazioni del Terzo e ora anche del Primo mondo. In termini di più lavoro, di più fatica, di stress, di angoscia, di un perenne pendolo fra nevrosi e depressione in una mancanza di equilibrio e di armonia che ha finito per coinvolgerci tutti. E gli stessi autori de I limiti dello sviluppo, che non erano dei talebani, ma degli scienziati per di più americani, del mitico Mit, quindi dei positivisti, non ponevano la questione solo in termini tecnici, ma umanistici e concludendo il loro documento scrivevano: “È necessario che l’uomo analizzi dentro di sé gli scopi della propria attività e i valori che la ispirano, oltre che al mondo che si accinge a modificare, incessantemente, giacché il problema non è solo di stabilire se la specie umana potrà sopravvivere, ma anche, e soprattutto, se potrà farlo senza ridursi a un’esistenza indegna di essere vissuta”.

Ma non sono stati ascoltati. Corre, corre la “società del benessere”, col suo sole in fronte e le sue inattaccabili certezze, e, come un toro infuriato, non si rende nemmeno conto, mentre già gronda sangue, che, in ogni caso, al fondo non più tanto lontano dalla strada delle crescite esponenziali, l’aspetta la spada del matador.

di Massimo Fini

domenica 10 aprile 2011

Un ospedale per provincia?Si inizi dalla Provincia di Ancona, ce ne sono 6.

dal Corriere Adriatico del 10.4.2011



Pur non condividendo l'idea della “sanità futura” che hanno gli amici e colleghi Ceroni e Ciccioli-posizione mai concordata ne definita dal Direttivo Regionale- apprezzo il loro spontaneo interessamento per quanto accade nella sanità in Provincia di Pesaro-Urbino.



La mia posizione,condivisa da buona parte della città di Fano, è fedele agli impegni elettorali della Coalizione Uniti per Fano, è nota e coerente: ritiene che eventuali risparmi possono essere attuati salvaguardando le attuali strutture e la loro accessibilità senza nulla togliere alla qualità dell'offerta dei servizi erogati. Semplificando “due città due ospedali”. In altre parole due realtà integrate selettivamente.

Ceroni e Ciccioli sono,invece, per l'accorpamento degli Ospedali in un'unica struttura. Opinione rispettabile ma che personalmente non condivido anche alla luce di esempi favorevoli alla mia ipotesi che vengono da altre regioni com'è emerso nel recente convegno organizzato a Fano dal coordinamento di cui faccio parte a titolo personale, consapevole del fatto che sull'argomento ci sono opinioni di diverse anche all'interno del Pdl.



Nonostante la mia opinione, se Ceroni e Ciccioli sono convinti che è più utile, funzionale, moderno andare verso un unico ospedale per provincia, visto l'importante ruolo che rivestono, mi auguro che , da buoni padri di famiglia, diano l'esempio iniziando dalla loro provincia a battersi per accorpare le strutture esistenti in un'unica sede. Sono sicuro che se ciò accadesse e se la loro teoria si rivelasse utile e migliorativa non esiteremo a seguirli in quel percorso.

Se così non fosse il sacrificio di Fano, ancora una volta servirebbe solo ad assegnare più fondi ad altre realtà ad iniziare dal capoluogo di regione la cui Provincia dispone oltre agli Ospedali Torrette dell'Ospedale di Fabriano,Loreto, Osimo, Senigallia e l'Irca di Ancona , strutture che sono lungi da essere accorpate!



Fino a quel momento continuerà la battaglia iniziata a difesa del Santa Croce, del San Salvatore e dell'entroterra, senza altro fine che quello dichiarato: difendere il diritto della città di Fano di continuare ad avere un suo Ospedale accessibile e funzionale senza penalizzare il resto della provincia.



Giancarlo D'Anna

Vice Presidente della Commissione Sanità

sabato 9 aprile 2011

SABATO 16 APRILE ORE 16.30 IN PIAZZA A DIFENDERE L'OSPEDALE

I FANESI NON VOGLIONO L'OSPEDALE UNICO.

Fano (Pesaro Urbino)- I fanesi non vogliono l’ospedale unico. Sono assolutamente contrari al fatto che venga creato un solo nosocomio sia per Fano che per Pesaro.




E’ questo quanto emerso da una inchiesta da noi fatta tra i cittadini della città. “Sono assolutamente contrario ad un eventuale accorpamento dei due ospedali- afferma Danny Carsetti- Mi sembra evidente che si sia discusso molto senza invece tener conto di quello che pensano i principali protagonisti, cioè i cittadini. Tutti parlano di un nuovo nosocomio e si è patiti subito in quarta come se la cosa fosse già ufficiale. Ho ascoltato bene l’evolversi della questioni Oltretutto appena la notizia è diventata pubblica molti politici hanno iniziato a intervenire in merito assumendo subito una posizione pensando già ad un luogo adatto dove far sorgere il centro ospedaliero. Chi sostiene che deve essere fatto a Fosso Sejore, chi lo vuole a mombaroccio e chi a Carignano.



"Ormai quotidianamente sui giornali c’è sempre qualche assessore o consigliere che parla di questo progetto di Marche Nord –afferma Maria Stella Montini- causando in molti casi una grande confusione che mette in uno stato di incertezza gran parte della comunità. Ho avuto l’impressione che i nostri rappresentati piuttosto che risolvere il problema abbiano l’intenzione di strumentalizzare la questione per sbandierare il proprio pensiero con lo scopo di mantenere e, o, aumentare il proprio consenso elettorale. Tutti sventolano la loro opinione gettando molte parole e discorsi al vento solo per uno proprio tornaconto”.



“La volontà di fare un ospedale unico non mi piace proprio- continua Roberto Eusebi- non vedo la necessità di spendere tutti quei per soldi per una struttura che non è indispensabile. Sia Pesaro che Fano hanno due ospedali che, nonostante molti problemi, funzionano. Anche se non perfettamente vanno avanti e garantiscono quella sufficienza di servizi di cui i cittadini hanno bisogno"



“I centri ospedalieri già -continua Michele Montesi- ce ne sono troppi. Non trovo il motivo sia economico che sia sociale di investire in una struttura unica. Piuttosto troverei saggio potenziare i centri sanitari esistenti. Negli ultimi anni sono stati sistemati gli edifici più vecchi e sono nati nuovi reparti, costati alle amministrazioni comunali milioni di euro, come ad esempio di recente la rianimazione nella città di Rossini. Se veramente venisse fatto un nuovo nosocomio tutti gli sforzi finanziari che sono stati fatti in precedenza andrebbero in fumo e questo non mi sta bene”



“Mi sembra di sentire una barzelletta –dice Federico Bontempi- che purtroppo non fa ridere. Vogliono accorpare tutto però garantiscono non solo che il santa croce e il salvatore rimarranno,ma addirittura verranno anche potenziati. Ma con che soldi? Ma poi stando a queste dichiarazioni 3 ospedali per due città sono forse eccessivi?. Successivamente il pensiero va a tutte le persone residenti nei comuni dell’entroterra, le quali si troverebbero in grande difficoltà soprattutto se anziani. Dal punto di vista logistico non ci sono le misure e i mezzi per garantire un regolare e adeguato servizio. In questo modo per esempio se un cittadino di Barchi fosse costretto a prendere il tram quotidianamente per recarsi in un ipotetico ospedale a Fosso Sejore sarebbe costretto a prendere 2 autobus. Questo comporterebbe sia una spesa quotidiana eccessiva sia una organizzazione macchinosa e lenta.”

TRATTO DA FANOINFORMA

mercoledì 6 aprile 2011

OSPEDALE UNICO SCRIVIAMO A SPACCA

Oltre alla manifestazione in programma il 16 aprile 2011 alle ore 16,30 a difesa dell'Ospedale Santa Croce di Fano, viale Vittorio Veneto, vi invito ad inviare una mail al Presidente della Regione Marche Spacca al seguente indirizzo:


segreteria.presidenza@regione.marche.it con scritto "NO ALL'OSPEDALE UNICO PESARO FANO-SI AL RILANCIO E POTENZIAMENTO DELLE ATTUALI STRUTTURE DI PESARO E FANO E ALLA DIFESA DELLA SANITA' DELL'ENTROTERRA"

Unico Ospedale,D'Anna:Fosso Sejore è un falso scopo. Il vero sito è Muraglia.


LA SANITA' NEL FOSSO.
Mentre continuano i lavori nell'ospedale San Salvatore di Pesaro per riconvertire il reparto ex infettivi trasferito a Muraglia dopo aver da poco inaugurato il nuovo Pronto Soccorso e il reparto Rianimazione sempre a Pesaro, mentre a Fano è stato garantito che le camere operatorie mai entrate in funzione, sei, lo saranno entro il 2011,il tutto costato milioni di euro, il Presidente della Provincia Ricci, incompetente istituzionale sulla Sanità, lancia il sito di un nuovo ospedale .



Un unico ospedale per la nostra provincia a Fosso Sejore. Il titolo di questa vicenda potrebbe essere:” la Sanità della provincia di PU finisce nel Fosso”. Nel fosso di una politica che fa concorrenza a quell'economia di carta degli istituti finanziari che prometteva mari e monti ma che ha provocato uno tsunami economico. Come nel caso della disastrosa finanza, si promette un futuro radioso:”la costruzione di un Unico Ospedale risolverà tutti i problemi della sanità come dei malati”. Una sorta di luogo santo dove i pazienti -pellegrini entrano malati ed escono miracolosamente guariti.

Non medici e apparecchiature sarebbero gli artefici di questo miracolo, bensì un nuovo edificio.

La politica dei miracoli appunto. La cosa è purtroppo seria e non può essere confinata alla costruzione di un'unica struttura.

Il Piano Socio Sanitario che 2010-2012 ancora non è stato approvato ma anticipato da una serie di delibere che chiaramente ci fanno capire che ancora una volta sarà Ancona a fare la parte del leone in eccellenze e finanziamenti, per noi, più sud della Romagna che nord delle Marche, garantito il “livello minimo”.

Poi la vicenda del luogo. Credo che Fosso Sejore sia un falso scopo per far digerire a parte dei fanesi la chiusura del Santa Croce, in quanto il vero obiettivo è quello di costruire l'Unico Ospedale a Muraglia il che giustifica la calma che regna a Pesaro tra forze politiche e cittadini.

Muraglia o Fosso Sejore nessuno tra coloro che propongono l'Unico Ospedale, neppure durante il convegno tenutosi alcuni giorni orsono a Fano, ha chiaramente spiegato la reale necessità di costruire un'unica struttura. Nessuno ha spiegato ai cittadini cosa ci sarà dentro quest'ospedale. Una cosa è certa ci saranno meno posti letto della sommatoria degli attuali ospedali di Pesaro e Fano. Abbiamo portato al convegno di Fano l'esperienza di chi, senza costruire nuove strutture è riuscito a dare buone risposte ai cittadini risparmiando garantendo un'accessibilità ai servizi che già da sola è un elemento positivo. Parole al vento per il partito trasversale del mattone a tutti i costi. Non si costruiscono o meglio non si vendono appartamenti? Allora su punta dove ci sono i soldi :in sanità. In quella sanità che assorbe oltre l'80% del bilancio regionale.



Ma aver speso milioni di euro negli ultimi decenni negli ospedali di Pesaro come a Fano per poi mandare in malora tutto per costruire un nuovo ospedale non è tollerabile ne giustificabile e se ciò avverrà, non mancheranno sicuramente le denunce alla Corte dei Conti.

Io credo che investire in modo serio e mirato nelle attuali strutture di Pesaro e Fano sia dal punto di vista strutturale come medico-strumentale sia la cosa più sensata ed utile e meno onerosa da fare sia per chi vive sulla costa come per chi sopravvive nell'entroterra. Spostare tutti i servizi sulla costa è follia pura che costerà cara sia dal punto di vista economico come per la qualità della vita. Per questo continuerò a battermi affinché la Sanità pubblica non finisca definitivamente nel nel fosso.

Giancarlo D'Anna

Vice Presidente Commissione Sanità

martedì 5 aprile 2011

SANITA': OK ASSEMBLEA MARCHE A LEGGE TRASPORTO SANITARIO

SANITA': OK ASSEMBLEA MARCHE A LEGGE TRASPORTO SANITARIO VALORIZZARE ASSOCIAZIONISMO. ODG PER COOP SOCIALI ONLUS (ANSA) - ANCONA, 5 APR - Via libera da parte dell'Assemblea legislativa delle Marche alla nuova legge sul trasporto sanitario, che e' stata approvata all'unanimita'. La proposta mira a salvaguardare i principi comunitari (che prevedono l''assegnazione del servizio con appalto), distinguendo il trasporto sanitario e prevalentemente sanitario (emergenza, urgenza e i casi in cui e' necessaria a bordo dell''ambulanza la presenza di personale sanitario o opportunamente formato), da quello non sanitario che comprende tutti gli altri casi. Per valorizzare l''associazionismo (Croci e Misericordie) viene proposto l'affidamento diretto per il trasporto sanitario e prevalentemente sanitario con convenzioni, a condizione che le prestazioni non vadano oltre il costo effettivamente sostenuto. Per il trasporto non prevalentemente sanitario, oggetto di una procedura di pre-infrazione da parte della Ue, ci saranno invece gare di evidenza pubblica. ''La proposta unitaria e' una tappa di un lungo percorso di lavoro - ha ricordato il relatore di maggioranza Francesco Comi (Pd) -. Con questa proposta aggiorniamo la legge 36 del '98, dopo le rilevazioni della Commissione Europea che aveva aperto una procedura di pre-infrazione sulla mancata osservazione della disciplina del trasporto''. Comi ha sottolineato che il mercato dei servizi pubblici'' e' cosa complessa''. Dietro la duplice articolazione del trasporto (sanitario e non sanitario) c'e0 la possibilita'' di studiare una norma specifica. Non esiste normativa per l''affidamento diretto a tutte le Croci - ha aggiunto -. Il Governo avrebbe dovuto aprire una vertenza con la Commissione europea, parche'' una Regione non puo'' essere lasciata da sola. Le Marche non hanno abdicato e la Commissione e' riuscita, in modo unitario, a costruire una legge''. Nel testo, sottoposto anche al vaglio di Bruxelles, ci sono pero' ancora delle zone di incertezza e ' 'dato che vogliamo trovare soluzioni giuridiche certe'', il relatore di maggioranza ha presentato un ordine del giorno, anch'esso approvato all''unanimita', ''per verificare la possibilita' dell''affidamento diretto del trasporto sanitario o prevalentemente sanitario alle cooperative sociali onlus, sancendo la procedura di evidenza pubblica per il non sanitario, dando priorita'' al costo effettivamente sostenuto''. Anche i regolamenti saranno concertati con le associazioni: ''fin dalla prossima settimana inizieremo gli incontri''. Soddisfatto il relatore di minoranza Giancarlo D'Anna (Pdl): ''''il consiglio si e'' riappropriato del suo compito, che e'' quello di decidere e fare delle scelte''''. Importante anche l''apporto del Dipartimento nazionale per le politiche europee, ma D'Anna ha sottolineato anche il ruolo svolto dalle associazioni, che hanno sollevato il problema e che oggi erano presenti in aula con le loro tute arancioni fluorescenti. Giovanni Zinni (Pdl) ha osservato che il problema si poteva evitare fin dall'inizio, con un diverso atteggiamento della giunta. ''La commissione ha speso mesi di tempo. Leggendo il testo verrebbe da chiedersi se per scoprire che l''acqua e'' calda e'' legittimo che la Regione perda cinque mesi''. Zinni ha auspicato che l''atto ''produca un buon finanziamento del settore con la vigilanza della Regione. Si e'' ricompattato il tessuto sociale, non roviniamo tutto''. E per Massimo Binci (Sel), in questa situazione il consiglio regionale ha superato la giunta nella risoluzione di un problema e potrebbe farlo anche in altri settori'

lunedì 4 aprile 2011

SANITA': NUOVA LEGGE TRASPORTO SANITARIO APPRODA IN AULA

SANITA': NUOVA LEGGE TRASPORTO SANITARIO APPRODA IN AULA (ANSA) - ANCONA, 4 APR - Approda domani in Aula per la votazione la proposta di legge sulla gestione del trasporto sanitario approvata all''unanimita'' dalla Commissione Salute dell'Assemblea legislativa. Il risultato e' frutto della visita di una delegazione marchigiana a Bruxelles, guidata dal presidente Francesco Comi e dal vice presidente Giancarlo D'Anna, che ha ottenuto la sospensione della procedura di pre-infrazione avviata dalla Commissione Europea. Una volta approvata, la legge, nel rispetto delle direttive comunitarie, distinguera' i servizi di trasporto ''non prevalentemente sanitario'' dalle tipologie di trasporto ''sanitario e prevalentemente sanitario''. L''affidamento diretto dei servizi sara' previsto solo per le tipologie di trasporto ''sanitario'' e ''prevalentemente sanitario'', che includeranno il ''trasporto di urgenza ed emergenza'' e il trasporto rispetto al quale risulti ''necessaria la presenza a bordo del mezzo di personale sanitario'' o adeguatamente formato: risulter… in tal modo valorizzato il ruolo dell''associazionismo e tutelato il contributo del volontariato.

OSPEDALE, LE REAZIONI AL CONVEGNO.

UN APPELLO PER SANTA MARIA NUOVA

Martedì 5 aprile è una data importante per la vicenda di Santa Maria Nuova. In quella data si riuniranno in Capitolo Provinciale i frati delle Marche, che in quella sede potrebbero decidere il futuro della Comunità dei Francescani di Fano di Santa Maria Nuova.




La vicenda è nota, c'è il serio rischio che Fano perda la presenza determinante dei frati che tengono in vita il complesso di Santa Maria Nuova la cui storia e importanza è conosciuta e indiscussa.



Noi crediamo che sia indispensabile che Fano riacquisti una vera e propria comunità di frati francescani, almeno quattro, il che è possibile con degli spostamenti di altri frati che operano nella nostra stessa provincia.



Al Presidente Spacca rivolgiamo un appello. Visto che la Regione Marche, attraverso i fondi FAS e CEE si sta adoperando per “Recupero e ripristino del complesso monumentale Eremo del Sasso in località Valleremita di Fabriano” progetto del Ministro Provinciale dei Frati Minori delle Marche, padre Ferdinando Campana, chiediamo che anche Fano possa continuare ad avere vivo un luogo da tutti riconosciuto importante.



Al Presidente della Regione, chiediamo quindi di appoggiare questa nostra iniziativa, condivisa dalla città intera, per far si che nella città di Fano la Comunità dei Frati francescani venga mantenuta anzi potenziata e quindi di sensibilizzare padre Ferdinando Campana affinché non si chiuda un capitolo storico, umano e religioso a cui la cittadinanza di Fano è fortemente legata.





sabato 2 aprile 2011

DAL CONVEGNO ALLA PIAZZA CONTINUA LA BATTAGLIA PER IL SANTA CROCE




D'ANNA. IL CONVEGNO E' STATO UN MOMENTO DI SERIO E CHIARIFICATORE CONFRONTO

Un convegno serio e di buona qualità. Non la classica passerella con politici che si affrontano e scontrano per partito preso.

Due tecnici Ruta e Carradori,due colleghi che hanno offerto due visoni che in certi punti si avvicinavano ma nella pratica si differenziano. Già perché fino ad oggi il dibattito sull'Ospedale Unico è stato volutamente tenuto sull'improrogabile necessità di una nuova struttura “senza la quale sarebbe la fine della sanità nella provincia di PU”. Ieri sera un tecnico di un'altra regione, ci ha illustrato quanto accade in Romagna, nel Ravennate, dove si è preferito puntare sulla “accessibilita' ” ai servizi sanitari senza trascurare la qualità.

Sul fatto che sia necessario elevare il livello qualitativo delle prestazioni sanitarie siamo tutti d'accordo. Sul fatto che è bene evitare doppioni pure, sul fatto che è importante ,dove possibile, risparmiare anche qui siamo d'accordo.

Non condividiamo invece assolutamente l'impostazione, il modo in cui si vuole scegliere, sarebbe meglio dire imporre un Unico Ospedale.

Non c'è uno serio programma di cosa realmente serve alla comunità e sui contenuti della nuova struttura. Non c'è certezza dei finanziamenti con il rischio, abbastanza diffuso, di rimanere coi lavori a metà. Non ci viene detto dove costruire la nuova struttura. Non c'è uno straccio di studio che certifichi la convenienza economica di quest'operazione.

Si sa solo che si vuole concentrare sulla costa tutto ad iniziare dalla sanità per arrivare alla città metropolitana Pesaro-Fano, più Pesaro che Fano, che oltre a creare un mostro di asfalto e cemento lungo la costa, regno del caos viario e delle polveri sottili, contribuirà all'esodo dall'entroterra destinato ad essere ulteriormente abbandonato e trascurato (Bocca Trabaria è chiusa da mesi tra l'indifferenza delle istituzioni) e quindi terreno fertile per industrie insalubri, discariche, fotovoltaico selvaggio e dissesto idrogeologico.

Sarebbe la fine della buona qualità della vita che caratterizza la nostra provincia. Sarebbe la fine di un'accessibilità ai servizi che nei centri costieri s'identifica con la facilità di raggiungere gli ospedali perfino in bicicletta per usufruire di alcuni servizi. Nell'entroterra in spostamenti meno pesanti verso il mare. Non è poco per chi vive da solo,un'accessibilità ai servizi, ma anche per chi pur avendo famiglia non può o non vuole se non quando strettamente necessario coinvolgere gli altri. Sarebbe la fine di un modello che molti c'invidiano.

Quello che non ci invidiano sono le lunghe liste d'attesa che nonostante i milioni spesi per il Cup sono ancora lunghe. Quello che non c'invidiano è la mancanza di personale medico sottoposto spesso a turni massacranti con risvolti negativi sui servizi erogati. Quello che non ci invidiano è la gestione dei pronto soccorso.

Noi crediamo che buona parte dei problemi sono risolvibili con una maggiore attenzione e con scelte dettate dalle esigenze dei cittadini e non delle lobby legate alla politica.

Noi crediamo che la tecnologia oggi offre una serie di soluzioni che aspettano di essere messe in pratica. Non è quindi necessario buttare via tutto per il miraggio dell'Unico Ospedale provinciale, che non è e non può essere la casa magica dove si entra malati e si esce sani. La sanità è ben altro. E' fatta di uomini e mezzi. Si scelgano i migliori professionisti gli si forniscano gli strumenti, si adeguino le attuali strutture e si rafforzi la sanità pubblica quella che deve essere accessibile a tutti sia economicamente come fisicamente.

La battaglia continua, il prossimo appuntamento è e sarà una manifestazione a difesa del Santa Croce di fronte all'Ospedale.