martedì 3 agosto 2010

RIVOLTA? SI', CONTRO L'OSPEDALE UNICO.


La "rivolta"c’è,ma è contro l’Ospedale unico e sarà ancora più evidente nelle prossime settimane, ed è quella di tanti cittadini che fino ad oggi sono stati a guardare. In questi giorni di acceso dibattito sulla Sanità è stata la politica ad intervenire.Non è una novità che quando ci sono argomenti che"tirano" intervengono tutti: da quelli che conoscono gli argomenti, i processi, le competenze a quelli afferma il contrario di quello che hanno detto in passato per convenienza e visibilità.
La questione Ospedale Unico è però una vicenda molto seria. E' bene ricordare che le competenze in campo sanitario sono esclusive della Regione con buona pace degli altri enti che sono semplicemente "ascoltati" e che troppo spesso subiscono le decisioni .
Su questa vicenda mi sono impegnato da anni e francamente ho sempre riscontrato da parte della politica, falsità, reticenze, ostacoli, cambi di fronte,fino a consigli del tipo"bella battaglia, ma sai meglio lasciar perdere dietro ci sono tanti interessi".

Non nego che politicamente è difficile portare avanti una battaglia in queste condizioni, basterebbe vedere come si è svuotata l'aula del Consiglio Regionale quando si è votata la legge sugli Ospedali Riuniti Pesaro -Fano per capire la "delicatezza" dell'argomento.
Una cosa è certa, senza una continua opera di informazione e denuncia come quella che è passata attraverso una lunga raccolta di firme per il rilancio del Santa Croce, oggi si sarebbe arrivati all'Ospedale Unico senza un minimo dibattito e i cittadini della nostra Provincia si sarebbero trovati di fronte ad una rivoluzione della sanità provinciale senza aver avuto la benché minima possibilità di conoscere cosa stava accadendo.
Bene, a Fano tra firme raccolte in strada, e gruppi Facebook siamo intorno alla 10.000 adesioni questa è una prima"rivolta" perché viene da cittadini disinteressati ai giochi della politica e attenti a salvaguardare un diritto ,quello alla salute troppo spesso campo di scontro di interessi e ambizioni politiche che niente hanno a che fare con la salute.
Il bandolo della matassa sta nella legge che istituisce l'Azienda Ospedali riuniti Marche Nord. Quella legge ha semplicemente messo nella mani della politica di chi la governa e di chi la condiziona la Sanità della nostra Provincia. Escludendo così territorio e suoi rappresentanti , salvo le previste, ma non vincolanti consultazioni di rito .
La legge parla di Ospedali riuniti ma appena è stata approvata è subito uscito fuori il progetto dell'Ospedale Unico, cosa che era stata negata dal centrosinistra prima ma denunciata dal sottoscritto.
In fase di dichiarazione di voto della legge regionale, visibile su Internet su Vimeo, chiesi in modo molto chiaro all’assessore Mezzolani di pronunciarsi sull'Ospedale Unico. Non l'ha fatto salvo poi una volta incassato il voto favorevole del'Assemblea Legislativa- il mio voto è stato contrario- annunciare, senza alcun preavviso in conferenza stampa la costruzione dell'Ospedale Unico in tempi brevi.
Ora sembra che alcuni siano rassegnati a subire l’ imposizione, prima mascherata oggi palese, di un Ospedale Unico senza sapere se è veramente necessario, quali elementi di eccellenza dovrà ospitare, quali tecnologie, se questa struttura è in grado di risolve il problema delle liste d'attesa e molto altro. L'unica cosa certa è che tra le risorse necessarie per costruire l'Ospedale Unico ci saranno quelle provenienti dalle alienazioni come prevedono alcune delibere di Giunta relative agli investimenti in edilizia e ammodernamento che parlano esplicitamente di "alienazioni sia del patrimonio disponibile che di quello attualmente non disponibile" per coprire gli impegni.
Anche per questo non è possibile la così detta "politica del doppio binario" come alcuni sostengono,(cioè tutelare il Santa Croce e allo stesso tempo avviarsi verso l’Ospedale unico) perché uno dei due binari -il Santa Croce-sarà “rimosso” in quanto la vendita della struttura è condizione necessaria per la costruzione dell'Ospedale Unico che a detta della Regione per voce dello stesso Presidente Spacca è previsto entro questa legislatura.
Siamo ancora in tempo per fermare un progetto che ha un'unica certezza quella di chi, comunque e ad ogni costo, "vuole costruire" senza dirci se serve o perché serve, dove sarà costruito, quali saranno le eccellenze, chi saranno i medici, qual'é il costo totale dell'operazione, chi farà(se non l'hanno già fatto) il progetto a chi appartiene il terreno dove sarà ubicato, cosa sarà costruito al posto dell'Ospedale Santa Croce e del San Salvatore di Pesaro.
Insieme a migliaia di cittadini( che con le firme, su facebook, sui blog attraverso un sondaggio telefonico gli scorsi mesi) sono convinto che se ci sono risorse economiche, debbano essere impegnate per un necessario rilancio dell'esistente ad iniziare dal Santa Croce di Fano.
I tempi tecnici ci sono ancora per evitare l’Operazione Ospedale Unico .Per fare questo sono pronto a sollevare una pacifica "rivolta" insieme a quanti e non si contano sulle dita di una mano, non ci stanno a subire l'ennesimo scippo alla città. Anche perché è bene ricordarlo che la proprietà della struttura del Santa Croce(che vale milioni di euro) è passata GRATUITAMENTE dal Comune all'USL n.3 che l'occupava "sine titulo" fino a qualche anno fa. I fanesi non staranno con le mani in mano a vedere costruire un Ospedale altrove con i propri soldi. L'appuntamento è a breve.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

VAI GIANKA NOI SIAMO CON TE !!!

Anonimo ha detto...

Anche Mondolfo e Marotta sostengono la tua battaglia contro l'ospedale unico. Noi con la soppressione di quello di Mondolfo unificato con quello di Fano 20 anni fa abbiamo già pagato. La politica vuole solo fare affari con il nuovo ospedale e non pensa alla qualità della sanità.

Carlo Diotallevi