mercoledì 19 agosto 2009

“Made in Italy”, D'Anna: lotta ad abusivismo e contraffazione.



D’Anna (PdL): «La Regione Marche arriva in ritardo»
19 agosto 2009 – Varare al più presto interventi per prevenire e reprimere fenomeni di fabbricazione e “spaccio” di prodotti contraffatti. Ecco cosa serve per mettere veramente al riparo il settore manifatturiero marchigiano dalle piaghe dell’abusivismo commerciale e della contraffazione delle produzioni di qualità. Ho apprezzato le intenzioni dell’Assessore regionale Fabio Badiali di introdurre misure per la difesa dei prodotti italiani, come i bandi per contributi in conto capitale. Ma non è sufficiente.
Ecco la proposta: l’Osservatorio Regionale per le politiche integrate di sicurezza della Regione Marche potrebbe contribuire, con un’assegnazione adeguata di fondi, ad alzare la guardia sul grave e dannoso fenomeno dell’abusivismo che, oltre a creare un’illegale e falsa concorrenza, serve alla malavita per finanziare altre operazioni illecite come prostituzione e traffico di droga.
Di questo si sarebbe dovuto discutere e votare in Consiglio Regionale in seguito ad una mozione che ho presentato nel novembre 2006 nella quale tra l’altro si propone:
di realizzare una capillare campagna di sensibilizzazione e di informazione orientata ai consumatori sui rischi, sui danni e sulle ripercussioni conseguenti all’acquisto di merce proveniente da venditori abusivi e/o contraffatta;
di tutelare, valorizzare, conservare e promuovere i mercati su aree pubbliche anche attraverso interventi di riqualificazione urbana;
una relazione della competente Commissione consiliare circa le azioni intraprese o che si intendono intraprendere per salvaguardare il regolare esercizio del commercio su aree pubbliche nel territorio regionale.
A distanza di 3 anni la proposta non è stata ancora discussa, credo che non sia un segnale che va nella direzione auspicata dall’assessore, vedremo se la mozione sarà inserita nel prossimo consiglio.
Giancarlo D’Anna
Consigliere regionale Pdl

3 commenti:

Anonimo ha detto...

CRISI ECONOMICA: MARCHE, PROPOSTA PRC E PDCI PER 'CASSA DI RESISTENZÀ = FINANZIARE PROGETTI PER CREARE COOPERATIVE LAVORATORI Ancona, 20 ago. - (Adnkronos) - I gruppi consigliari di Rifondazione Comunista e di Comunisti Italiani hanno dato vita a una 'Cassa di Resistenzà dove raccogliere fondi e disponibilità per sostenere iniziative e i lavoratori contro la crisi economica. Nelle prossime settimane, affermano in una nota, «saremo in quasi tutte le piazza della Regione per spiegare il funzionamento di questa cassa, per raccogliere fondi ma, soprattutto, per raccogliere adesioni perchè è su questi temi e su questo terreno che si può ricostruire l'unità delle forze d'alternativa e insieme il senso di appartenenza sociale che la politica deve ritrovare». I due partiti hanno presentato «una proposta di legge per l'istituzione di un fondo specifico che permetta ai lavoratori ed ai loro progetti di diventare cooperative o forme di produzione autogestite, un'occasione che permetta agli stessi di essere protagonisti nelle fasi di trattativa mettendo in campo il loro punto di vista e non rimanendo solo soggetti passivi delle trattative padronali». (Ama /Gs/Adnkronos) 20-AGO-09 20:05

Ciao Giancarlo, ci vuole una contro proposta subito!
Socializzazione delle imprese altro che le coop rosse!!
Saluti
Bruno

giancarlo ha detto...

alla ripresa dei lavori parlamentari approderà finalmente in parlamento nazionale la legge sulla Partecipazione, ci sarà modo di spiegarla e comunicarla

Virghil ha detto...

E' giusto che ci siano azioni di lotta per impedire la contraffazione e tutto cio' che ne deriva ; sfruttamento dei lavoratori , investimenti di organizzazioni criminali , riciclo di denaro illecito e quant'altro , ma sarebbe altrettanto necessario rendere chiare le PROVENIENZE DI FABBRICAZIONE degli stessi prodotti regolari di noti marchi italiani .
Ad esempio convinto di acquistare , in negozio qualificato , delle calzature di marca italiana ( geox ) ho avuto la brutta sorpresa leggendo l'etichetta interna di rendermi conto che , nonostante il marchio italiano tali scarpe in realta', vengono prodotte in paesi asiatici .

Perche' non si dice chiaramente al consumatore che nonostante il marchio sia nazionale il prodotto e' di fabbricazione estera ?