martedì 18 agosto 2009

INNO DI MAMELI: IL GRUPPO SU FACEBOOK: E LE REAZIONI DELLA STAMPA.


dal Corriere Adriatico del 18.8.2009

< "Dire di voler cambiare l'inno di Mameli è un discorso di gabbie. Ma non salariali". Sorride Giancarlo D'Anna, consigliere regionale del Pdl, lanciatissimo nella battaglia per difendere l'inno nazionale. In tutte le sedi, internet compreso. "L'Inno di Mameli è e resterà l'Inno d'Italia", è infatti il nome del gruppo promosso da D'Anna su Facebook che in poche ore ha superato le duecento adesioni. "La bandiera, l'inno, sono il simbolo della nostra Nazione e nessuno può permettersi di offenderli o metterli in discussione - esordisce D'Anna -. Chi come me ha avuto l'onore di partecipare durante il servizio militare nella Folgore alla sfilata del 2 giugno a Roma - prosegue il consigliere del Pdl - sa che bandiera e inno sono il punto di riferimento della maggior parte degli italiani". La messa in discussione dei valori trasmessi da bandiera e inno sono una "volgare provocazione" secondo D'Anna. "E' inaccettabile indipendentemente dalla provenienza della provocazione - chiarisce anche da punto di vista politico -. Una risposta ferma va data a tutti i livelli, da quello istituzionale a quello di popolo". D'Anna, politico avvezzo alle nuove tecnologie, ritiene che anche da Facebook possa venire quella "risposta alta e culturale" richiesta dal viceministro Adolfo Urso. "Facebook - spiega il In poche ore duecento persone(attualmente sono oltre 500) hanno aderito all'appello lanciato dal consigliere del Pdl consigliere - è uno strumento immediato e accessibile che può in poco tempo raccogliere adesioni e opinioni e diventare uno strumento di pressione efficace". E la risposta c'è stata se in poche ore - dal mattino al primo pomeriggio - le adesioni sono raddoppiate giungendo a quota duecento. L'occasione è utile anche per fare il punto sulla polemica, mila marchigiana, che riguarda l'inno composto da Giovanni Allevi che, secondo il senatore leghista Sriffoni, iscrive di farro le Marche nella Padania. "Fu una scelta che fece Spacca a suo tempo - osserva D'Anna - e al di là del valore dell'artista credo che davvero non ce ne fosse bisogno. Se ne poteva fare a meno - è la conclusione - ma va sottolineato che non è mai stato cancellato quello di Mameli anche se in qualche occasione è stato suonato".

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Spiegatelo ai vostri CARI ALLEATI della LEGA, in primis BOSSI

Anonimo ha detto...

Scusate ma sono i vostri alleati a voler cambiare INNO ... avete scelto di stare con la LEGA ebbene sono affari vostri !

giancarlo ha detto...

Giusto, se sono affari nostri è inutile che perdi tempo qui.

Anonimo ha detto...

Cara " redazione "
Sono affari Vostri ..in senso POLITICO, ma siccome la Lega Governa sono affari anche MIEI essendo cittadino Italiano che non ama perdere inutilmente tempo, ma che vorrebbe un maggior senso dello Stato soprattutto da un ex partito come AN
degno di fiducia ed onestà che ha da sempre ottenuto consenso sia politico che elettorale dal sottoscritto perditempo!
Luigi .F

giancarlo ha detto...

Una volta sono affari nostri, una volta sono affari di tutti,una volta i MIEI forse sarebbe opportuno registrarsi con vero nome e cognome e dibattere tranquillamente senza ricorre ad anonimati o falsi nomi. Non ci sembra la strada per risolvere i problemi.Restiamo convinti che sono affari di tutti.