giovedì 21 giugno 2012

Centrali a Biogas, il mio intervento in Consiglio Regionale

Dal verbale del Cosiglio del 12 giugno 2012 sulla “Definizione delle linee guida per l'autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili diverse dal solare fotovoltaico e moratoria per gli impianti a biomasse”




Giancarlo D’ANNA. Negli ultimi anni ho sentito molto parlare di sviluppo sostenibile e non ho mai visto una situazione così grave come quella che ci troviamo ad affrontare non solo nelle Marche ma in Italia e nel mondo intero.
Ancora una volta le chiacchiere hanno vinto sui fatti, molto spesso, infatti, si creano dei bisogni, si trovano le soluzioni a quei bisogni, ma alla fine chi ci guadagna sono sempre gli stessi.
Ne è una testimonianza quello che è accaduto per il fotovoltaico, basta andare a leggere gli atti della scorsa legislatura. Io allora, insieme a pochi altri, in tempi non sospetti, suggerii alcune proposte e alcune idee sulla questione appunto del fotovoltaico a terra. Portai come esempio la Puglia, una delle regioni che più delle altre è stata penalizzata a causa di un assalto inverosimile sia del fotovoltaico sia dell’eolico, che in parte non ha mai funzionato. Sì, perché l'appetito è sempre quello che riguarda gli incentivi. Non è che siamo diventati all'improvviso tutti ecologi o ecologisti, come nazione siamo diventati o rimasti un popolo di affaristi imprenditori. C’era una catena che funziona da sempre. Quale? Quella che parte dalle lobby che condizionano le scelte dalla Comunità europea al Governo nazionale, al Governo regionale, alle Province e ai Comuni. Infatti tutto quello che è accaduto con il fotovoltaico sta accadendo anche adesso con queste novità.


Novità che non a caso vengono fuori in momenti diversi, prima si fa il sacco con una cosa, poi si fa il sacco con un'altra e poi più avanti verranno proposte altre cose, peraltro già programmate, basta leggere quello che avviene in Comunità europea per capire che c'è la fregatura.
Non è un caso che in Italia, per esempio sul fotovoltaico, sono venuti ad investire soprattutto tedeschi e spagnoli, cioè banche tedesche e spagnole venute solo a prendere il nostro territorio pagando affitti profumati a chi non fa più reddito, perché la Comunità europea, guarda caso, prima di arrivare a questo punto ha massacrato la nostra agricoltura con una serie di interventi. Interventi che partono dal famoso set-aside di qualche anno fa, ovvero di quando davano all'agricoltore soldi per non coltivare, quindi abituandolo già a quello che sarebbe accaduto successivamente.
Quindici anni fa quando ero Consigliere comunale di opposizione a Fano una volta feci una ricerca per verificare quanto allora guadagnava il Comune di Fano con i suoi 1.400 ettari, facendo una media era venuto fuori che il Comune affittava a 34.500 lire all’ettaro invece la Comunità europea dava 500 mila lire per il set-aside. Quindi il Comune regalava 470 mila lire al privato per tenere fermo il terreno.
Sicchè il meccanismo è sempre lo stesso, poi, adesso, c’è un sacco di gente che casca dal pero.
C'è necessità di produrre energia, ma quella che abbiamo potrebbe anche essere sufficiente, se però venissero utilizzati strumenti che consentono di risparmiare le energie. Allora, ecco, forse sarebbe stato più opportuno che i Governi, le Regioni, i Comuni o anche la Comunità europea avessero finanziato di più interventi volti, ad esempio, a mantenere il calore o a trattenere il freddo o il fresco durante certi periodi. Invece no. Siccome il nostro è uno sviluppo sostenibile non andiamo a modificare quello che già c’è ma andiamo a creare qualcosa di nuovo, così il modello di sviluppo va avanti con la parola sostenibile, che, invece, sta diventando insostenibile.
Io sono contento, contrariamente a quanto accaduto con il fotovoltaico, che oggi qui in Aula ci sono delle persone che sollevano la questione autorizzazioni, se ci fossero state anche nella scorsa legislatura, quando appunto si parlava di fotovoltaico, forse qualche scempio in meno l’avremmo potuto evitare.
Non credo che oggi la condivisione da parte di tutti i Consiglieri ci sia solo perché c'è il pubblico, allora, forse è il caso di riaprire un percorso complessivo. Io ci sto a non far fare l'impianto vicino alle case, ci sto a non far mettere il fotovoltaico a terra a svantaggio di quello che può essere fatto sopra i tetti, però non ci sto, caro Assessore, che non vengano presi dei provvedimenti sulle polveri sottili perché lì le cose già ci sono e ci sono da dieci-venti anni.
Va bene bloccare quello che deve nascere, però, sant’Iddio, vogliamo prendere dei provvedimenti su quello che già c'è?!
Qualche mese fa feci un'interrogazione nella quale evidenziavo che più di altre regioni nella regione Marche c'è un incremento di tumori infantili, ebbene, i tumori infantili sono collegati anche alla presenza abnorme di polveri sottili.

Vogliamo fare o no un intervento serio sull'amianto, che già c'è, che ogni anno in Italia causa 3.500 morti il cui picco lo vedremo fra dieci anni? Vogliamo fare degli interventi cautelativi sull'elettrosmog e sulle correlate conseguenze? Ci sarà fra poco il raddoppio della linea Fano-Forlì, anche questo previsto già quindici anni fa, solo oggi stanno nascendo dei comitati.
Se la vera intenzione è quella non di tamponare bensì di guardare complessivamente la questione dell'ambiente allora ha un senso, altrimenti non si possono rincorrere i problemi, come sta succedendo adesso, sulla base di quanta gente o meno viene qui.
Il senso di responsabilità ci dice che la politica deve fare le scelte per il futuro.
Io non condivido il discorso che ha fatto il Consigliere Bugaro al cento per cento, però condivido quell’uno per cento di quando, riferendosi alla raffineria, dice: se c’è da fare un qualcosa preferisco metterla in un posto dove mi sento più tutelato.
Quindi è questo il nostro compito, non cercare di tamponare. Seppure, certo, oggi questa situazione dobbiamo tamponarla, però dobbiamo anche guardare in prospettiva, perché, ripeto, è giusto fermare quello che sta avvenendo, ma ancora più giusto è togliere di mezzo quello che già c’è, quello che fa male sul serio.
Andate a guardare sul territorio come sono aumentate determinate patologie collegate a quello che già c’è, cioè le polveri sottili e tutto il resto. Andatelo a chiedere a coloro che vivono vicino all’autostrada.
Insomma, bisogna essere corretti e concreti, quindi, la voglio mettere sul positivo, visto che questa mattina c’è condivisione su uno di questi argomenti, che certamente è importante, cerchiamo di fare un gruppo di lavoro, insieme alla Commissione e insieme agli uffici, da cui possa venir fuori una serie di iniziative per bloccare quello che prevedibilmente potrà causare danni in futuro, ma bonifichiamo da quello che già abbiamo oggi, da ciò che già sta proiettando danni per il futuro.
Credo che il senso di responsabilità faccia dire, sì, votiamo questa risoluzione, però veramente da domani – inteso proprio come giorno, quindi da domani che è mercoledì - mettiamo in piedi quel qualcosa che con il contributo di tutti riesca a guardare complessivamente le problematiche collegate all'ambiente e alla salute

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Salve! Scusi il fuori tema, ma volevo lasciarle questo link per sapere cosa ne pensa, visto che so che è un argomento che le sta a cuore.
Buona giornata
Francesco.

http://www.ilmetauro.it/citta/provincia/ferrovia-fano-urbino-una-questione-di-voti.html

giancarlo ha detto...

direi interssante tanto che l'ho condiviso nella pagiana che ho su FB l'11 di giugno https://www.facebook.com/home.php#!/groups/42129071103/