martedì 12 febbraio 2008

ELEZIONI TU COME LA VEDI


In questi giorni si sente si vede si pronostica si sceglie si ipotizza si cerca si rifiuta insomma c'è un grosso "dibattito" su scelte, strategie e alleanze.Evitando le polemiche riusciamo ad aprire un dibattito serio su cosa vorrebbe e come vede il futuro popolo di destra?

32 commenti:

Anonimo ha detto...

Caro Giancarlo,
mi sembra che la via verso il partito unico sia ormai tracciata.
Dovessi ragionare con il cuore mi dispiace infinitamente che Alleanza Nazionale perda i suoi simboli, segni indelebili di una lunga e combattuta tradizione.
La Nostra Tradizione è, infatti, importantissima e non deve mai essere dimenticata perchè è fondamentale andare avanti rivolgendo sempre uno sguardo al passato.
Ma ritengo che, politicamente, il percorso sia oramai imprescindibile e l'unica via per garantire governabilità e stabilità.
Al contrario di come la pensano in molti, il confluire in un unico contenitore non deve però signifcare perdere la propria identità.
Identità è, infatti, l'insieme di tutte le caratteristiche che rendono qulacuno quello che è, distinguendolo dagli altri.
Prescinde da simboli e sigle.
All'interno del Partito unico la propria identità, intesa come idee e valori sui quali ciascuno crede e fonda la propria azione, devono necessariamente essere mantenuti e difesi, forse ancor di più prima.
Con la speranza che nel nuovo partito si riaccendano finalmente i sani dibattiti interni che hanno sempre contraddistinto la democratica attività dei partiti politici, cosa che ultimamente è venuta meno.
Ripeto, da uomo amante delle Tradizioni mi duole perderene alcune, ma ritengo che la via intrapresa sia quella giusta.
Per il resto sono d'accordo circa la strategia intrapresa con la Lega, vista la sua esclusiva peculiarità, così come sono d'accordo con la scelta di allearsi con chi accetta di stare nel nuovo partito, anche perchè altrimenti il "sacrificio" di Alleanza Nazionale sarebbe stato inutile.
PEr quel che riguarda la Destra di Storace, razionalmente la capisco ma temo, pur non sperandolo, che possa correre il rischio di scomparire.
Queste le mie modeste e umili riflessioni da mero spettatore della politica.
Un caro saluto.

Fronte Sociale Pesaro Urbino ha detto...

la vedo bene! molto bene!

A proposito Giancarlo, sei ufficialmente invitato alla conferenza stampa,porterà il saluto l'On Teodoro Buontempo, per la presentazione de La Destra Valcesano che si terrà presso la sala consiliare del comume di Mondavio domenica 17/02 dalle ore 16,30 alle 17,30
Saresti un gradito ospite.

Anonimo ha detto...

Io Giancarlo il futuro della Destra lo vorrei a Destra...e tu????

Anonimo ha detto...

Con il termine destra, utilizzato in ambito politico, si indica la componente del Parlamento che si siede a destra del presidente della Camera. Tradizionalmente queste posizioni vengono ricoperte da chi rappresenta le posizioni di tendenza più conservatrice (destra moderata-centrodestra) o nazionalista e reazionaria (estrema destra).Ideologia [modifica]
In generale, la galassia delle destre hanno compreso posizioni ideologiche come il conservatorismo, il nazionalismo, il liberismo, il cristianesimo democratico, il liberalismo. Le parole d'ordine della destra sono: Dio, Patria, famiglia, sicurezza, libertà, individuo e giustizia sociale. Nella tradizione della destra è anche un approccio legalitario al diritto. In generale legge e ordine sono nel suo patrimonio ideale.


La destra in Europa
I partiti di destra sono collocati nel gruppo della "Unione Europa della Nazioni", mentre i gruppi di estrema destra sono collocati nel gruppo "Identità Tradizione Sovranità". I moderati di centro e di centrodestra sono invece collocati nel Partito Popolare Europeo.

Anonimo ha detto...

Ciao Giancarlo, rispondo per la prima volta ad un tuo post sul tuo blog. Secondo me il futuro della Destra non è proprio roseo, la classe dirigente, così come i leader, è ormai vecchia e superata.
E' inutile dire: "vogliamo essere una Destra moderna ed europea" se le persone sono sempre le stesse.
Serve ricambio generazionale, altrimenti io il futuro lo vedo con Berlusconi, Mastella e Casini. E non è un bel futuro

Anonimo ha detto...

Giuseppe Berlusconi mastella casini & fini

la nuova DC.......

"Roma - Silvio Berlusconi è stato chiaro, esclude ogni apparentamento del Pdl con a la Destra di Francesco Storace. e lo fa partendo da una ragione di fondo a cui non si può dar torto ma che allo stesso tempo chiarifica a tutti i militanti, iscritti, aderenti ed elettori di Alleanza nazionale che
ormai fanno parte del centro e non più della destra. Intervenendo infatti alla trasmissione 'Porta a Porta', l'ex premier ha sottolineato che "Storace ha insistito sull'identità del
suo soggetto e quindi di voler legittimamente continuare" con il suo simbolo.
Poi ha proseguito: "Siamo consapevoli che essendo noi una forza collocata al centro per noi il fatto che ci sia una destra va guardato con interesse. Vediamo con favore uno schieramento alla
nostra destra. Ma escludo un apparentamento". Con buona pace degli elettori e dei militanti del partito di Gianfranco Fini.
"

Anonimo ha detto...

Giusto, bene, battere la sinistra ed i cadaveri centristi. partito unico vincente, avanti così

Anonimo ha detto...

NIENTE PAURA


(di Paola Frassinetti) - Questi sono giorni di grandi cambiamenti. In una settimana gli scenari politici sono mutati ed è nata una lista unica del centro-destra che comprende Alleanza Nazionale e Forza Italia. Erano anni che si parlava dell'ipotetica creazione di un nuovo soggetto in grado di far fronte agli scenari politici futuri. Questo progetto è stato tanto tempo in incubazione ed ha creato da sempre molte perplessità nella nostra gente a partire dalla sottoscritta.
Proprio in occasione delle incomprensioni sorte tra Fini e Berlusconi dopo il cosiddetto "discorso di San Babila" avevo manifestato, in un articolo intitolato "Alleati e non sudditi", perplessità in quanto un partito con una storia come la nostra non poteva essere "convocato dal predellino di un'auto" ed allora come giustificare ora questa scelta? Come rassicurare i nostri militanti ed i nostri elettori che l'identità di Alleanza Nazionale non è stata svenduta?
Sento il dovere, in considerazione del mio ruolo e della mia storia personale, di motivare il mio assenso a questa svolta e non voglio sottrarmi a questa responsabilità anche se risulterà per qualcuno impopolare...
In primo luogo non si può non considerare in questo caso il ruolo che ha giocato il fattore accelerazione. I tempi della politica hanno cambiato ritmo e questo è un momento in cui il quadro istituzionale sta subendo mutazioni continue. Basti pensare alla creazione del Partito Democratico ed alla sua scelta di "correre da solo". Da questo dato bisogna partire per comprendere che andava colto l'attimo e non si poteva rischiare di affrontare le elezioni con al centro la sfida PD contro FI in quanto avremmo rischiato di avere un ruolo marginale e subalterno. Un altro aspetto strettamente connesso a questo è l'impostazione della legge elettorale prevista dal referendum che stabilisce che "la lista che prende più voti ottiene il premio di maggioranza" e conseguentemente induce i partiti ad allearsi.
Con questa svolta, a parer mio, è stato dato un duro colpo al tentativo di ricostruzione di un nuovo grande centro al quale stanno lavorando da tempo Pezzotta, Casini e forse anche Montezemolo, progetto che se riuscisse riporterebbe la lancetta della storia indietro nel tempo. Se ci doveva essere un'aggregazione meglio averla fatta con Berlusconi che, comunque, è amato dal nostro popolo, piuttosto di correre il rischio di essere vittime di qualche progetto neocentrista formato a tavolino. Ricordiamoci la manifestazione del 2 dicembre e l'entusiasmo di quella gente. In quella giornata a Roma si è determinata una voglia di unità della coalizione che nasceva dalla piazza. Quelle sono state le nostre primarie, avvenute così spontaneamente, senza code lunghe e barbose, tipiche della sinistra, ma con cortei colorati e festanti, con l'entusiasmo che ci contraddistingue.
Dobbiamo anche considerare che la gente, nell'ondata di antipolitica che ha travolto i palazzi, chiede per prima cosa la sparizione dei partiti piccoli. Questa richiesta è insistente, trasversale. Gli italiani sono stufi di ricattini e giochetti e della presenza di partitini che, pur avendo poco consenso, determinano le svolte e le cadute dei governi.
Dopo queste considerazioni di tipo più politico generale veniamo ai rischi ed ai timori della nostra gente. Prima di tutto va ricordato, che anche nelle elezioni del 2001 la lista era unica. Anzi era anche peggio in quanto un elettore si trovava costretto a votare nel collegio solo per un candidato ad esempio dell'UDC o di Forza Italia senza neppure avere la possibilità di trovare in lista un candidato del proprio partito. In secondo luogo AN non è stata sciolta e nei prossimi mesi verranno convocati congressi sul territorio e a livello nazionale dove la base avrà la possibilità di esprimersi.
Ma non voglio in questa sede giocare in difesa e tentare di arrampicarmi sui vetri, voglio mettere anche in conto che nasca davvero un soggetto unitario nuovo e su questo terreno intendo ragionare.
Una delle paure della base è quella che in questo modo rischierebbe di sparire la nostra identità o peggio ancora la nostra visione del mondo? Ma come si fa a credere che valori e idee muoiano se cambiano i simboli e i nomi dei partiti?!! Prendiamo questa sfida con l'approccio giusto e pensiamo invece che il bacino di elettori e di cittadini che potranno venire a contatto con noi sarà ampliato e che chi avrà maggiori capacità di propagandare le proprie idee, spirito di militanza e abitudine al sacrificio prevarrà. Oppure qualcuno di voi pensa che battaglie come il riconoscimento della valenza storica di eventi quali le foibe e la caduta del muro di Berlino non saranno possibili in una nuova aggregazione? Non sarà invece più facile spiegare a tanti italiani, che noi vogliamo conciliare la modernizzazione con la tradizione e che crediamo nella grandezza e nella rivalutazione di personaggi come Giovanni Gentile ed Ezra Paund? No, non sono i loghi ed i nomi dei partiti che fanno le idee!
E allora niente paura...!! Gettiamoci in questa campagna elettorale con entusiasmo. Noi per tradizione non dobbiamo temere il nuovo! Anzi dobbiamo essere convinti che saremo in grado di contaminare ed affascinare la gente che verrà a contatto con noi. Una delle prime cose che mi hanno insegnato quando, quattordicenne, ho varcato la porta del Fronte della Gioventù è che il guerriero che combatte davvero non ha mai l'armatura pulita e intonsa ma al contrario è pieno di fango...Per portare l'Italia fuori da questo fango non è tempo di essere statici custodi del nulla ma è tempo di lanciarsi nella mischia così come abbiamo sempre fatto accettando nuove sfide!!

Anonimo ha detto...

caro Giancarlo,
sinceramente devo dire che in questo momento sono ancora molto confuso e alquanto preoccupato sulle ultime vicende che ci riguardano;
Non mi è ancora chiara la "volatilita'" con la quale Fini si è susseguito in una serie di proclami subito dopo smentiti dai fatti reali, allora mi chiedo quale è stata la contropartita offerta dal Cavaliere per questo repentino cambio di rotta e soprattutto se ci guadagnera' il popolo di AN o soltanto Fini o ancora peggio Storace.
il mio timore è quello di perdere la nostra identita' e di diventare sudditi e non alleati,
di uno schieramento che solo in parte rispecchia quelli che sono i
nostri principi ed e' legato esclusivamente alla figura del Cavaliere.
mi aspettavo un altro atteggiamento dalla dirigenza che invece di dare un segnale di svolta, come all'inizio delle dichiarazioni di Fini credevo che arrivasse, per una politica nuova e pulita e soprattutto senza scendere a patti con gente come mastella e dini,
invece è bastato un altro dictat del Cavaliere per farci abbassare la testa e fagocitarci in quell'ameba senza storia con un nome improponibile.
un Caro saluto.

Fronte Sociale Pesaro Urbino ha detto...

Caro Marco è tutta una questione di poltrone, l'identità è scomparsa, Fini ha preferito assicurarsi un futuro(forse) da presidente del consiglio....
ma ha fatto i conti senza l'oste...

Il popolo di An non esiste più...

CIRCOLO NERONE-LA DESTRA ha detto...

Cari amici, anzi, cari camerati...

Se qualcuno si definisce di destra certo non puo' stare o andare in un partito di centro come il PDL..il resto son SOLO chiacchiere e "conservatorismo poltronaro".

Il movimento "La Destra" intende continuare a fare una politica di destra...Abbiamo dato la dimostrazione che i valori (e quello che dice e decide la base) valgono più delle "avance" di Berlsconi e soci. Noi dovevamo rinunciare al nostro simbolo e alla nostra tradizione per confluire in un baraccone di centro, sfaldabile e bucato, con Mastella, Capezzone e Dini e la Mussolini???

Non credo caro Silvio, anzi, non credo caro Fini...I veti valli a mettere a te stesso, che fino ieri buttavi cacca su Berlusconi e sul PDL! Forse ingrato Fini, dimentichi la pasta di cui è fatto il Partito, l'MSI, da cui tu stesso vieni...soprattutto dimentichi forse "il materiale" di cui sono fatti i militanti di quello stesso Partito glorioso, del quale noi de "La Destra" abbiamo dimostrato oggi di essere la vera prosecuzione ideale!

Credevi che cedessimo l'Idea per due poltrone?? No! Questa tua logica democristiana oramai ti appartiene troppo...da ora quindi definisciti solo ed esclusivamente tale!

Chi aderisce al Pdl dunque è libero di farlo...Chi vi aderisce dicendo che lui é di destra rischia di diventare un ciarlatano o meglio ancora un ciarlatano poltronaro

In quanto agli alemanniani invece, dico solo che a cambiar trincea (e magari fingersi ancora quelli di prima), rischia di diventare un gioco politicamente pericoloso...le "pallottole" della gente che "ci e gli credeva" potrebbero riversarsi contro...E come si sa, i "proiettili amici" fanno sempre più male...Una premunizione questa? Forse, ma non troppo lontana dalla verità!


Avanti quindi Partito nuovo, Partito della base (l'assemblea di Trieste docet!)

Ancora una speranza c'è,una Fiamma ci sarà e brucierà al grido Presente!

CHI E' DI DESTRA ADERISCA!


GIACOMO ROSSI
PORTAVOCE PROVINCIALE MOVIMENTO "LA DESTRA"

Anonimo ha detto...

Caro Giancarlo, avevi chiesto se riuscivamo ad aprire un dibattito serio e senza polemiche.Direi che per il momento ci siamo riusciti. Intelligente il pensiero di Giovanni anche se, a mio avviso sembra un po troppo rinunciatario.Sara credo abbia voluto far capire che ci sono più detre, e così in effetti è sempre stato ed anche all'interno dello stesso MSI ci sono state correnti divergenti e congressi finiti a cazzotti. Giuseppe ha centrato il problema, quello del rinnovo della classe dirigente e la sua selezione. Senza il rinnovamn
ento non c'è futuro specie senza le preferenze di cui molti parlano ma pochi agiscono(ti riconosco il merito di aver battagliato con forza da sempre anche per una legge elettorale in tal senso).L'intervento della Frassinelli apre spiragli di spiegazione interessanti forse un po troppo "giustificazionisti" del passo voluto da Fini, già il leader di A.N. ancora una volta quatto quatto ha fatto di testa sua prendendo di contropiede tutta A.N. Non condivido.La conferma è quella che avviene con Sonnante il quale meglio di altri interpreta il disagio di iscritti e simpatizzanti. No comment su Rossi che non conosco di persona ma è di una banalità disarmante e niente affatto costruttiva.Credo in definitiva che fino alla presentazione delle liste ne vedremo delle belle, marce indietro comprese.

LA DESTRA URBINO ha detto...

«Ci avevano offerto di entrare nel Partito delle libertà garantendoci l'elezione dei parlamentari uscenti e magari qualche cosetta in più. Ecco, noi non siamo nati per tradire la nostra gente: questo è il problema. Non vogliamo regali da alcuno, non vogliamo seggi garantiti, vogliamo semplicemente conquistare con i nostri voti i nostri seggi. Credo che in democrazia questo sia ancora consentito».

E' per questo motivo che voterò
La Destra

CIRCOLO NERONE-LA DESTRA ha detto...

Caro anonimo, credo che qui di banale ci sia solo il tuo commento che non dice proprio nulla...

ignavia?

Anonimo ha detto...

D'anna è pensieroso... :)

Anonimo ha detto...

I DUBBI SUL PDL SONO LEGITTIMI. MA PREOCCUPA DI PIU' IL FUTURO DELL'ITALIA


(di O.K. - Destrasociale.Org) - An e Forza Italia (sembra quasi superfluo ricordarlo) si sono ufficialmente uniti per dar vita al PdL: il PdL, che i più sarcastici dicono si differenzi dal Pd solo per via di quella "L" (che è poi la Libertà). In questi giorni sul nostro sito, sono piovute tante mail di “protesta” (ovviamente, uso un eufemismo) del tutto paragonabili alla grandine delle piaghe d’Egitto (Es9,13-35). Mettiamola così: non tutti, ma certamente in molti non l’hanno presa bene. Non tanto per via del dato di fatto, ossia la costituzione di un patto elettorale, quanto per i modi in cui ci si è arrivati. In fondo, fino a un paio di mesi fa, tra An e Forza Italia c’era il gelo. Non parlo di rapporti tiepidi: dico proprio il gelo.

Nel frattempo, succede l’imprevedibile: Lamberto Dini e Clemente Mastella (per la serie “guarda chi si rivede”) fanno cadere il 'Professore', che interpretando quel blasfemo “barcollo ma non mollo” decide di arrivare alla conta. Prodi, non ce la fa. Viene battuto grazie a quella stessa “mano de Dios” che fece cadere qualche annetto fa il primo Governo Berlusconi. Ma questo lo diciamo solo a buona di memoria (futura). Viene quindi il momento di Franco Marini, che su indicazione del Presidente della Repubblica, procede (manco fosse Giulio Verne), attraverso un mandato esplorativo, alla ricerca del “consenso”. Ah, se Marini anziché chiamarsi Franco si fosse chiamato Valeria, non v’è dubbio alcuno che -visti i tempi che corrono- avrebbe non solo raccolto consenso ma ottenuto un vero e proprio plebiscito. Il Presidente del Senato fallisce, non si trova nessun accordo. Ecco quindi che si tornerà a votare a metà aprile.

Metà aprile: ossia fra due mesi. E due mesi sono davvero pochi, soprattutto se ricordate quanto è durata l’ultima campagna elettorale, che per certi versi è stata sin troppo lunga. Due mesi -suvvia- sono oggettivamente pochi per gestire alleanze, promuovere i buoni e bocciare i cattivi (sempre ammesso che nei partiti ci sia un valore di merito dei propri rappresentanti), per fare un programma e soprattutto per pregare Iddio che questo venga recepito e condiviso da tutti. Ammettiamolo, due mesi non bastano. Non c’è tempo. Bisognava fare tutto e farlo subito: non si poteva sapere cosa ne pensava il tesserato n°307648 (che sarei io) così come gli altri. Ed è a questo punto che dovremmo chiederci cosa rappresenta quella tessera: è un simbolo oppure è -freddamente- appena un numero? In molti si sono fatti questa domanda, forse sbagliando.

Sì, perché le preoccupazioni sono tante, e soprattutto sono molto diverse fra loro. La prima preoccupazione (non nascondiamoci) è proprio la legge elettorale. Quella stessa che Berlusconi (ansioso di tornare alle urne) definì “una buona legge elettorale”, non fosse altro che con questa “sua” legge elettorale, la CdL (nonostante una maggioranza di 25.000 elettori) perse le elezioni permettendo a Prodi e a tutto il teatrino del centrosinistra di giocar per due anni a tressette e a monopoli sulla nostra pelle. E per fortuna che era “una buona legge”. Il Cavaliere sostiene che il PdL -stando ai sondaggi- avrebbe (da solo) il 50%. In molti se lo augurano, me compreso. Ma in cuor mio non sapevo che i “Fratelli Grimm” facessero anche i sondaggisti. Perché l’ultima favola era quella dell’Elefantino dato al 20%. Ricordate come finì? Eppure mi domando: cos’accadrebbe se ci ritrovassimo di fronte ad un’Italia ancora spaccata in due? Possiamo permettercelo?

Fra i tanti problemi oggi esiste un problema oggettivo che verte sulla rappresentanza politica: perché in questi quindici anni, gli attori della politica -salvo quei pochi che non diventano mai noti- sono sempre gli stessi, compresi vecchi cefalopodi evoluti che ci portiamo appresso dal Mesozoico. Ma si sa, la carità si fa soltanto nel “Palazzo”. Di “eterne promesse” e “golden-boy”, invece, ne abbiamo quante ne vogliamo. Peccato, resteranno tali. Servono facce e cervelli nuovi, perché negarlo? Serve una nuova identità, che non è quella del PdL (una semplice lista elettorale). Ne serve una futurista e soprattutto futuribile. Non servono persone che interpretino il presente, ma uomini e donne capaci d’immaginare e sognare un domani quanto meno possibile. Un futuro lontano dagli scandali, perché l’Italia deve uscire dal suo status di commedia: bisogna pensare ad un futuro possibile, non ad utopie. E per questo serve continuità, umiltà (merce rara) ed un consenso diffuso, sempre ammesso che al centro dei pensieri dei politici ci sia un po’ di spazio per il destino degli italiani.

Per questo il problema non è il PdL, che è una forma, ma è la sua sostanza. E’ capire chi saranno i suoi rappresentanti, quali saranno i punti fondamentali: il fisco, la sicurezza, lo stato sociale? Cosa succederà quando bisognerà affrontare in Parlamento temi “scomodi”, come la politica estera: quale sarà la posizione nei confronti della Cina, ad esempio, dato che in questi anni si è sempre giocato ambiguamente su più tavoli? Cosa succederà quando si discuteranno temi etici come quelli legati alla bioetica o alla ricerca scientifica? Come si comporterà il PdL dinanzi alle questioni legate all’informazione o al conflitto d’interessi, per citarne un paio a caso? Altro punto: il PdL è dichiaratamente lanciato per entrare nel PPE. Siamo certi di volerci andare? Perché la mia sensazione, senza dubbio fallibile quanto quella di chiunque altro, è che questo nuovo soggetto sia dichiaratamente accentratore & centrista. Dico questo perché l’idea di fare opposizione interna a qualcosa/qualcuno, onestamente oggi a molti non basta più. Perché a furia di opposizioni interne non è mai cambiato un fico secco. O sbaglio?

Non è il PdL in quanto tale che ci dovrebbe preoccupare, ma l’Italia. Non è la presenza-assenza di simboli che, se impressi nel cuore, non hanno bisogno di essere impressi nero su bianco. Specie se quando ci sono non se ne tiene conto. Serve che si lavori per un Paese moderno, orientato sì verso un futuro, ma senza dimenticare le proprie tradizioni. Non un Paese di conservatori ibernati, criogenizzati o mantenuti nella naftalina.

Ricordiamoci che tutti noi abbiamo il coraggio di votare un programma profondamente innovativo. Ma ricordiamoci anche che serve incoscienza, invece, per votare una lista frutto di un patto elettorale di cui non si conosce nulla. Perché il mio voto (o il vostro voto) ha un valore fondamentale. Votiamo uomini e donne, votiamo dei programmi fatti anche per noi, votiamo simboli e partiti. Deleghiamo la nostra fiducia, ma ancor più affidiamo a qualcuno le nostre speranze e il nostro entusiasmo, la nostra linfa vitale. Cose sacre, dal mio punto di vista. Cose su cui non ci può essere improvvisazione, confusione o malafede. Perché diamine, siamo uomini!

Questo articolo, interlocutorio sul PdL, ha al suo interno molte domande. E’ innegabilmente critico. Ma se qualcuno riuscisse a darmi/darci delle risposte politiche, sarei ben lieto di pubblicare la risposta.

CIRCOLO NERONE-LA DESTRA ha detto...

In parole povere tu, Giancarlo, come la pensi....????

giancarlo ha detto...

E' evidente che la politica non è più la stessa. Troppo spesso le decisoni vengono prese velocemente perchè veloci devono essere le risposte nell'era di internet. La caduta del governo Prodi pur essendo auspicata da molti ha trovato impreparati i più, le carte si sono rovesciate le alleanze scombussolate, le certezze rimesse in discussione.I festeggiamenti della caduta di Prodi sono durati poco, la scelta di Veltroni di andare da solo ha condizionato le scelte del centro-destra. Con tutto quello che comporta.In questa pagina sono riportati tra gli altri i commenti di Paola Frassinetti che conosco e stimo, per il suo impegno per le sue battaglie per la sua serietà. e Quello di Omar Kamal che non conosco di persona ma che seguo da anni sul sito di detra sociale.Il mio pensiero è molto simile al loro con in più il rammarico di vedere oggi attuate strategie i cui semi sono sotto terra da diverso tempo.Certo i cambiamenti, specie quelli non condivisi ma subiti, non piacciono.In passato quando si propose il referendum tra proporzionale maggioritario io scelsi il primo, nonostante il maggioritario venisse accreditato come la medicina dei mali italiani. Si è visto com'è andata a finire. Oggi sembra passato il messaggio del bipartitismo come panacea di tutti i mali.Vedremo, ma non sono convinto. La soluzione, meglio una delle soluzioni, non può che essere quella indicata da Giuseppe un rinnovamento della classe politica. L'attuale legge non consente ai cittadini di scegliere i propri rappresentanti
e anche i partiti e movimenti che si dicono favorevoli al ripristino delle preferenze non attuano politiche (vedi primarie)per consentire al popolo di premiare chi ritengono opportuno, così dall'estrema destra all'estrema sinistra i candidati verranno scelti a Roma.Solo un cambiamento anche generazionale può dare una speranza di effettivo combiamento.Per questo il compito di chi milita in politica è quello di dare e fare il massimo per cercare, tra mille difficoltà di far emergere il meglio, nel suo gruppo, nella sua comunità, è difficile, ma non ipposibile se ci si crede. C'è un personaggio che stimo molto e che ho avuto la fortuna di conoscere che mi ha insegnato molto: il Dalai Lama. Egli non chiede a nessuno di cambiare religione bensì seguire quei principi morali ed etici che sono comuni e condivisi. In altre parole molte sono le vie una sola la meta.

Anonimo ha detto...

Caro Giancarlo,
io credo che in tutta questa storia, abbiamo un solo obbiettivo da perseguire: che il PdL diventi un partito nel vero senso della parola.
A modesto parere del sottoscritto il problema principale odierno e costituito dal fatto che i partiti hanno perso le loro peculiarità e sono gestiti da un gruppo dirigente immutato ed immutabile.
Non ho mai avuto tessere ma ho sempre seguito attentamente le vicende politiche e mi ricordo di congressi ove si discuteva, ci si confrontava e, a volte, come ha ricordato Anonimo, si finiva a cazzotti.
Questo voleva dire che al loro interno si discuteva democraticamente fra correnti diverse.
Perchè, appunto, per il raggiungimento di un unico obbiettivo, si possono percorrere strade diverse.
Agli inizi degli anni 90 chi avrebbe mai scommesso che nell'MSI sarebbe passata la linea Fini e questi si sarebbe trasformato in AN?
Tale decisione è passata attraverso un acceso dibattito.
Oggi tutto questo non accade più.
Pensate, per esempio, che Storace sia stato contento di uscire da A.N. per fondare La Destra?
Io penso di no ma poichè la sua corrente interna al Partito non aveva alcuna possibilità di dibattito, è stato costretto ad uscire e a fondare un'altro partito.
Tale anomalia del sistema è dimostrata dal fatto che, pur avendo adottato un sistema maggioritario, in parlamento ci sono 40 partiti (fonte SOLE 24 ore).
E' evidente che se in ogni partito ogni corrente minoritaria, solo per esporre democraticamente le sue idee e le sue ragioni, è costretta a fondare un partito proprio, è chiaro che questi prolifereranno a non finire.
Oggi siamo giunti al paradosso che viene fondato un nuovo partito solo ed esclusivamente per sostenere un principio etico/morale, il No all'aborto.
Questo inevitabilmente mina la stabilità dei governi e gli interessi del paese.
Considerando che la piattafoma dei valori importanti e basilari è comune a tutti, ecco che l'occasione del PdL è proprio quella di unire assieme in un partito unico l'anima liberale di F.I., l'anima conservatrice di A.N., l'anima sociale della stessa A.N., e così via.
In nquesto contesto, secondo il sacrsanto principio del Dalai Lama, per il raggiungimento degli obbiettivi comuni, ognuno indicherà la propria via cercando di convincere gli altri a seguirlo.
Forse questo è un solo una mia utopia ma ritengo che valga la pena provarci.
Penso che sia necessario combattere affinchè il PdL torni ad essere un partito, nel vero senso della parola, ove ognuno possa cercare di far valere, e, se riesce, a far prevalere, le sue idee in un leale confronto democratico.
Perdere il proprio simbolo, non vuol dire perdere la propria identità.
Se per identità intendiamo l'insieme di valori che rendono qualcuno quello che è, distinguendolo dagli altri.
Se uno crede in certi valori o, per fare un esempio, crede nella necessità di un cambio politico generazionale, potrà e dovrà continuare a farlo promuovendo le battaglie all'interno del partito.
E' chiaro che ciò, per non essere una mera utopia, è possibile solo se il nuovo PdL lo consentirà e non si trasfomi da subito in un partito ingessato - immutabile - soggetto al volere di pochi.
Se così non fosse, ahimè, allora saremmo costretti veramente ad invocare il ritorno al proporzionale.
Con 40 partiti non avremmo, infatti, certezza di governabilità ma almeno sarà garantita la pluralità.
Questo il mio pensiero da mero spettatore della politica.

Anonimo ha detto...

DAL SITO DELL' ANSA

Fini porta An nel Pdl
(di Milena Di Mauro)

Quando a Fiuggi arrivò la 'svolta' e Fini chiese ai camerati missini di 'lasciare la casa del padre', un pezzo del partito girò fieramente le spalle. Altri si sono persi per strada, di fronte alle drastiche revisioni storiche che il delfino di Giorgio Almirante si è consentito nel tempo: la catalogazione della Repubblica Sociale tra le pagine vergognose della nostra storia e quella del fascismo nell'alveo di ciò che è 'male assoluto', il mea culpa sulle leggi razziali volute dal fascismo, il mutato giudizio su Mussolini, non più 'grande statista'. Nella Direzione di domani, Gianfranco Fini si appresta a compiere un nuovo 'strappo': An nel Partito delle libertà e la Fiamma tricolore, che arde minuscola in campo bianco azzurro nel simbolo, via dalle schede elettorali, dai manifesti, dalla propaganda. "An non si scioglie, ci sarà un congresso", ripete Andrea Ronchi, portavoce del partito. Ma non è poco ciò che comunque Fini domani chiederà di "ratificare" al vertice del partito e, insieme, al fortemente identitario popolo della destra. Si tratta di aderire al "progetto politico di portata storica" del Pdl. Si tratta di completare definitivamente la scelta del bipolarismo in Italia, cosa che An del resto aveva già fatto appoggiando il referendum.

La lista unica del Pdl impone di mettere tra parentesi, almeno per ora, il simbolo di An. "Ma sarebbe un peccato rinunciare ad un progetto così entusiasmante solo per conservare un simbolo", ha spiegato proprio in queste ore Fini all'ex alleato del 'subgoverno' Casini. Perciò, domani Fini proverà a spiegare - in una Direzione che si annuncia tranquilla - che rinunciare al simbolo non significa recidere le proprie radici. Perché la forza di un partito si misura attraverso i valori, e quelli della destra diventeranno pilastri del programma della Pdl. Parole d'ordine come amor patrio, nazione, autorità, gerarchia, legalità, sicurezza, centralità della famiglia, saranno le nuove bandiere del Pdl. E An di questo si farà garante. Fini indica la marcia e An tiene dietro. Oggi la direzione è quella del partito unitario, del gruppo unico in Parlamento, dell'approdo al Ppe, che da tempo Fini vede come unica via possibile per il futuro del centrodestra e suo personale. Prima ancora di diventare il capo delle Feluche italiane, per anni il leader di An ha cercato infatti il pieno riconoscimento del suo profilo di leader di un centrodestra moderato ed europeo. Questo è arrivato soprattutto con l'impegno da costituente europeo, con lo storico viaggio in Israele e la definitiva riconciliazione con gli ebrei.

Ma ben prima Fini aveva già percorso il mondo spiegando la sua visione: Vienna, Berlino, Madrid, Londra, Parigi, Mosca, tutte le capitali dell'Est. E poi New York, Washington, Nassiriya, Gerusalemme, Kabul, El Cairo, ovunque il leader di An aveva promosso il modello della Cdl e ridipinto i contorni della destra italiana. Da anni poi, il partito si è abituato agli 'strappi' di Fini: dal progetto-choc del voto agli immigrati, alle aperture sulla fecondazione assistita, alle recenti revisioni sul Sessantotto, all'ostinata volontà di portare la destra nella famiglia europea del Ppe, benedetta nel recente viaggio a Parigi da Nicolas Sarkozy, che si è offerto di spianare la strada all"ami Gianfranco". Sul progetto del partito unico, Fini era poi arrivato con Berlusconi alle zuffe verbali, sfidandolo più volte a 'voltare pagina', a 'smetterla con gli stop and go' e a 'tirare fuori dal cassetto il sogno, finendola con le ipocrisie'. Furibondo per la mancata 'spallata' al governo Prodi, Fini si era messo di prepotenza in pista nel dialogo sulle riforme, tentando di speronare il Cavaliere. Ma la risposta di Berlusconi era stata l'editto di San Babila, il 'partito del predellino' in cui gli alleati erano invitati a confluire. Fini era passato alle minacce: "Visto che la Cdl è un ectoplasma, d'ora in poi mani libere su Tv e giustizia". E ancora: "Non sono una pecora", "non vado lì con il cappello in mano a chiedere", "pretendo un'assemblea costituente del nuovo soggetto, altro che gazebo", "a Palazzo Chigi Berlusconi non ci tornerà mai perché ha bisogno del mio voto e non l'avrà mai più", "siamo alle comiche finali, non esiste la possibilità che An si sciolga o confluisca nel Pdl". La sfida adesso, per Fini, è convincere An, ma soprattutto il popolo della destra, che la lista unica del Pdl non è il 'partito del predellino' ma la realizzazione di un sogno, di quel progetto unitario che la destra voleva da tempo.



AHAHAHAHAHA..........

CIRCOLO NERONE-LA DESTRA ha detto...

Caro Giovanni..."La Destra" (che tu chiami di Storace, ma é di tutti) sta sicuro che non scomparirà, sia che si faccia un gran risultato sia che si faccia un buco nell'acqua.

Infatti chi come noi, rimane fedele all'Idea, non scompare.
Le radici profonde non gelano!

Perchè non contibuisci anche tu a farci fare un buon risultato???

Saluti


Giacomo Rossi
Port.prov "La Destra"

La Destra ha detto...

Fini porta An nel Pdl nel PPE e scioglie il partito...

sveglia gente, sta arrivando il berluskveltroni...
la peggio DC

Anonimo ha detto...

per gl'illusi guardate
http://www.sondaggipoliticoelettorali.it/

CIRCOLO NERONE-LA DESTRA ha detto...

ME NE FREGO DELLE POLTRONE, DEI SONDAGGGI E DEI GUFI!


ORA DAVVERO
C'E' SOLO UNA DESTRA;LA DESTRA!

ORGOGLIOSO DI APPARTENERVI!

Anonimo ha detto...

.... quando prenderete lo 0,0000000000000000000001 farete la sede dentro la cabina del telefono..... mentre storace, santanchè e buontempo rimasti fuori torneranno dal berluska magari a far parte delle larghe intese ..ma tanto tu te ne freghi.
la sinistra arcobaleno sarà la vera sorpresa. hasta la victoria siempre

CIRCOLO NERONE-LA DESTRA ha detto...

Me ne frego anche delle tue fregnacce "badiera rossa"

CIRCOLO NERONE-LA DESTRA ha detto...

An? Cosa sua...cioè di Fini Segnala

Fini ha sciolto Alleanza Nazionale. Come sempre ha deciso lui. Come se il partito fosse cosa sua. Il congresso lo farà in autunno, a giochi fatti, per formalizzare la sua decisione. I colonnelli annuiscono. Quelli che si aspettano una candidatura approvano, anche se il giorno prima dicevano il contrario. Come sempre Fini ha fatto quel che vuole. Ma stavolta l’ha fatta grossa: ha annientato An. Il partito non esiste più. Per sua volontà. Iscritti e dirigenti l’hanno appreso dalla stampa, a riprova della totale mancanza di democrazia e partecipazione.
Due sono state le motivazioni che ci hanno fatto uscire da An e fondare la Destra: l’inadeguatezza del partito di Fini a rappresentare la destra e la mancanza di libertà al suo interno. Quello che è successo ci ha dato ragione. An era talmente inadeguata a rappresentare la destra che si è sciolta. In An comanda solo Fini che fa tutto quello che vuole. Al punto di sciogliere il partito.
Ora a rappresentare la destra nel panorama politico italiano c’è solo la Destra che abbiamo fondato con una certa lungimiranza, proprio per colmare quel vuoto che lasciava e che oggi lascia definitivamente il partito di Fini.
Si può capire che il personale umano elevato da Fini a classe dirigente abbia interesse, per conservare le proprie posizioni, ad approvare, dopo “il voto agli immigrati”, “il fascismo male assoluto”, “il Corano nelle scuole”, il no alla legge sulla procreazione assistita, le aperture ai “Dico”, e gli attacchi a Berlusconi anche lo scioglimento di An.
Ma chi è e si sente di destra perché crede nelle idee e nei valori della destra perché dovrebbe accettare questa imposizione che butta alle ortiche un patrimonio politico e umano di decenni e decenni di storia? Perché dovrebbe accettare supinamente quella che viene passata per l’adesione al “partito unico” ma che in realtà è l’annullamento di An che si fa assorbire da un’altra forza politica?
Da oggi per chi si sente di destra venire con noi è una scelta obbligata, che non ha alternative. Perché di destra ce n’è una sola!

CIRCOLO NERONE-LA DESTRA ha detto...

PECORA FINI E CHI GLI VA DIETRO!
INCOERENTI!

“Comportarsi nel modo in cui sta facendo Berlusconi non ha niente che fare con il teatrino della politica: significa essere alle comiche finali…Voglio che sia a tutti chiaro che, almeno per quel che riguarda il presidente di AN, non esiste alcuna possibilità che AN si sciolga e confluisca nel nuovo partito di Berlusconi…Berlusconi con me ha chiuso…Se vuol fare il premier, deve fare i conti con me. A Palazzo Chigi non ci tornerà mai. Per farlo ha bisogno del mio voto, ma non l’avrà mai più”
(Gianfranco Fini, 18 Novembre 2007)

“Abbiamo vissuto l’epoca berlusconiana con un certo qual disagio…Le vignette che lo rappresentavano come uno scodinzolante cagnolino intorno a Bush hanno fatto il giro del mondo…Non si sottovaluti la portata di queste sue celebri gaffes internazionali”
(Il Secolo d’Italia, 23 Novembre 2007)


Il Cavaliere ha distrutto la Cdl, e ora dovremmo bussare alla sua porta con il cappello in mano e la cenere in testa? Non siamo postulanti. Io tornare all’ovile? Sono il presidente di AN, non una pecora”
(Gianfranco Fini, 16 Dicembre 2007)



Condivido la proposta di Berlusconi di dare al popolo del 2 dicembre, al popolo della libertà, un’ unica voce in Parlamento”
(Gianfranco Fini, 08 Febbraio 2008)

Anonimo ha detto...

TUTTO TACE...

Anonimo ha detto...

Campidoglio: Le bugie di Alemanno Segnala

“Che il PDL faccia finta lo si capisce subito. Se davvero l’assenteista Alemanno puntasse ad una illusoria alleanza al secondo turno, non schiererebbe da subito, come dice, il fortissimo Cutrufo. Ma è comprensibile: a destra ci sono quelli che ha definito rottami. Scoprirà quanto ferro c’è e dovrà chiedere scusa a una comunità intera, altro che ballottaggio con chi baratta una candidatura a sindaco con una poltrona da ministro e umilia a suon di sondaggi taroccati i suoi poveri colleghi di un partito che non c’è più”. Questo è quanto dichiara il portavoce Capitolino de La Destra Fabio Sabbatani Schiuma.

Anonimo ha detto...

Ho sottomano la tessera 2006.
testuale: IL FUTURO? A DESTRA
sono passati solo 2 anni.
(chi non ha memoria non ha futuro)

ciao NAZZARENO

Anonimo ha detto...

Grande Nazzareno!



Giacomo