giovedì 15 dicembre 2011

La dogana di Fano chiude, la città perde un'altro pezzo.

la zona del porto sede della Dogana

D'Anna, adesso basta Fano ha già dato troppo.



Lo storico ufficio della Dogana S.O.T. (sezione operativa territoriale) di Via Nazario Sauro sembra avere le ore contate.



Nel 2009 l'Amministrazione Comunale di Fano era stata contattata dall'Ufficio delle Dogane-Direzione di Ancona per "Richiesta Locali" in quanto l'Ufficio doganale di Fano in via N.Sauro era ospitato in locali vecchi di oltre 50 anni, non a norma e che il potenziamento non si poteva effettuare per mancanza di spazi. Il mantenimento e il potenziamento del S.O.T. si basava sull'individuazione di nuovi locali come già comunicato con lettera del 2007 al Sindaco dal Direttore Generale Guaina al quale erano seguiti diversi incontri tra l'Uffico delle Dogane e l'Amministrazione Comunale senza che, purtroppo, siano "scaturite soluzioni soddisfacenti per le parti".



Passati gli anni l'amministrazione delle Dogane ha richiesto fondi per la messa a norma dei vecchi locali, fondi poi reperiti (80.000 euro). Allo stesso tempo la proprietà ha messo in vendita i locali dove ha sede la Dogana e sembra che la Direzione di Ancona abbia disdetto il contratto che scade il 31.12.2011 revocando i fondi già reperiti previsti per la messa a norma.



Conseguentemente la Direzione Doganale di Ancona ha proposto alla Direzione Interregionale di Bologna "la soppressione a breve medio termine della S.O.T. di Fano” comunicandolo con lettera del 23.11.2011 al Sindaco di Fano.



La chiusura è inaccettabile ed è l'ennesimo affronto ad una città che nel corso degli anni è stata fin troppo penalizzata, con l'eliminazione di molte fermate di treni, con la chiusura degli uffici Enel, la caserma, lo zuccherificio, in futuro perfino l'Ospedale.



Basta, occorre una risposta forte, ferma che veda unita la città nel denunciare ma sopratutto nel bloccare l'ennesima grave perdita. Una battaglia che veda in prima fila le istituzioni a tutti i livelli ma anche le categorie che usufruiscono di un servizio importante come quello svolto da decenni con professionalità dalla Dogana di Fano.



La chiusura di Fano e lo spostamento della competenza a Pesaro non è accettabile, Fano ha già dato tanto, troppo. Mi rendo disponibile da subito a sensibilizzare la Giunta regionale sulla questione come a partecipare e sostenere tutte quelle iniziative che l'Amministrazione Comunale intende intraprendere a difesa della Dogana di Fano.



Giancarlo D'Anna

Consigliere Regionale Marche

Gruppo Misto

mercoledì 14 dicembre 2011

PIANO SOCIO SANITARIO:UN MEDICINALE SCADUTO

.






Coordinamento Azione Marche Marangoni, Romagnoli,D'Anna,Silvetti
 D'Anna, primo firmatario di una pdl che abolisce l'Asur e assegna personalità giuridica alle Aree Vaste.




Quello che arriva in aula venerdì prossimo non è un Piano Socio Sanitario : è un medicinale scaduto.

Originariamente doveva essere il PSSR 2010-2012, poi i contrasti “sulla cura “da adottare tra Giunta, Presidente di commissione ,dirigente, sindacati.. hanno allungato i tempi di due anni.

Due anni nei quali il Piano stesso è stato superato da delibere di Giunta e altri provvedimenti che in sintesi concentrano ,ancora di più di oggi ,sulla sanità di Ancona la maggior parte delle risorse economiche, creando una disparità di trattamento col resto della regione Un punto di riferimento regionale è necessario, altrettanto indispensabile è la copertura dei servizi nel resto della regione.

Le scelte del PSSR penalizzano fortemente il resto delle province, le restanti Aree Vaste, le quali, prive di personalità giuridica non possono far altro che ingoiare una medicina amara.

Le forti preoccupazioni che emergono da Amandola come da Pergola, per fare due esempi, non si basano su quello che in questi casi viene bollato come campanilismo ma su difficoltà oggettive per le popolazioni nel raggiungere in tempi certi ospedali troppo lontani dagli attuali.



Ma la sanità non è fatta solo di ospedali, a questo proposito non serve un ospedale unico in provincia di PU,ma anche di sanità di territorio e anche in questo caso le “medicine “proposte dal PSSR non sono adeguate alla malattia. L'unica cosa certa è che questo Piano apre definitivamente le porte al privato dopo aver per anni “costretto” , come conseguenza delle lunghe liste d'attesa, gli utenti a scegliere servizi a pagamento.

L'ASUR unica si è rivelata un fallimento. L'ASUR unica impedisce una reale partecipazione, coinvolgimento, scelta e condivisione dei percorsi. Il nodo centrale è e resta quello della mancanza di personalità giuridica delle Aree Vaste. Per questo motivo oltre agli emendamenti al Piano Socio Sanitario ho presentato come primo firmatario una Proposta di Legge di riorganizzazione del servizio sanitario regionale per “apportare modifiche all'attuale modello organizzativo del sistema sanitario regionale, al fine di risolvere le criticità dell'impianto che, nonostante i continui aggiustamenti, a tutt'oggi non risulta ancora perfezionato”. In tale ottica viene soppressa l'ASUR e vengono istituite cinque Aziende sanitarie locali, alle quali viene attribuita personalità giuridica: la n. 1, la n. 2, la n. 3, la n. 4 e la n.5, con sedi, rispettivamente, in Fano, in Fabriano, in Ancona, in Macerata, in Fermo e in Ascoli Piceno. Le suindicate Aziende sanitarie locali avranno una competenza territoriale più limitata rispetto all'attuale ASUR, cosicché da permettere un migliore radicamento delle medesime sul territorio e consentire quindi l'attuazione di un sistema sanitario regionale capace di garantire effettivamente la centralità del cittadino marchigiano bisognoso di cure in qualsiasi comune esso risieda.

Quanto sopra non è garantito dall'attuale impianto che vede nell'ASUR il soggetto che esercita a livello centralizzato le funzioni di indirizzo, coordinamento e controllo gestionale e contabile dell'attività aziendale e nelle Aree vaste territoriali lo svolgimento di alcune funzioni non esercitabili appunto dalle Aree Vaste in maniera completa in quanto non dotate di personalità giuridica pubblica e di autonomia imprenditoriale.

La presente proposta tende comunque al risanamento e ad una maggiore razionalizzazione delle risorse economiche destinate alla sanità regionale sanitaria promuovendo a tal fine, all'articolo 16, la costituzione di un Consorzio con funzioni finalizzate alla concertazione delle attività non specificamente sanitarie e con l'obiettivo di abbattere i costi gestionali migliorando l'efficienza dei servizi.”

La proposta di legge è stata sottoscritta anche da Romagnoli, Silvetti e Marangoni. aderenti al Coordinamento Azione Marche(GruppoMisto,Fli, Popolo e Territorio), di cui D'Anna è portavoce.

giovedì 1 dicembre 2011

PIANO SOCIO SANITARIO REGIONALE 2 ANNI DI RITARDO E 300 PAGINE DI PAROLE.

Non ci ha fermato la pioggia non ci fermerà la Giuta Regionale


D'Anna nessuna considerazione delle proposte emerse dalle audizioni.



Quattro favorevoli due contrari e 1 astenuto, questo il risultato della votazione con la quale la Commissione Sanità ha approvato il Piano Socio Sanitario 2012-2014..



Forte contrarietà è stata ribadita dal Vice Presidente della Commissione Giancarlo D'Anna ad un Piano che non ha affrontato e risolto in modo chiaro alcuni aspetti fondamentali.



Il primo è la mancata assegnazione della personalità giuridica alle Aree Vaste, senza le quali i territori vengono privati della necessaria autonomia e discrezionalità nella progettazione e gestione della Sanità , nei fatti le Aree Vaste sono semplicemente delle esecutrici di scelte o imposizioni di Ancona.



Il Piano, pur affrontando il tema del taglio di posti letto per acuti non specifica dove e perché, stessa cosa accade per la riconversione degli ospedali e per la loro possibile chiusura.



Una tecnica quella di non comunicare in modo chiaro cosa accadrà attuata per impedire che il crescente malumore dei comuni interessati si trasformi in proteste eclatanti com'è accaduto a Fano a difesa dell'Ospedale Santa Croce e a Pergola per l'Ospedale SS. Donnino e Carmine. Cosa ne sarà ad esempio di Cagli, Fossombrone, Sassocorvaro,Pergola e Urbino?



Il NO di D'Anna si basa anche sulla forte concentrazione di investimenti e eccellenze su Ancona che di fatto potenziano il capoluogo di Regione, che assorbe il 70% delle risorse, lasciando le briciole alle altre province una per tutte quella di Pesaro-Urbino dove si parla di “livello minimo di cura e assistenza su area vasta”. Mentre per il tanto decantato Ospedale Unico di Pesaro il Piano prevede alla voce investimenti “l'individuazione del sito” senza specificare le risorse per costruirlo.



Di fatto con la creazione dell'Azienda Marche Nord Fano è stata fagocitata dall'Azienda persistente e se non ci saranno risorse, come ha evidenziato in Commissione Bilancio l'assessore Marcolini,potremmo aspettarci di vedere “L'Ospedale Unico” nelle vecchie strutture a Pesaro.



Il Piano inoltre ha completamente snobbato quanto emerso in giornate intere di audizioni, come denunciano in una nota intersindacale oltre una decina di sigle.

Un Piano Socio Sanitario che arriva con due anni di ritardo,originariamente si trattava del piano 2010-2012, e che si vuole oggi votare in tutta fretta tra una selva di emendamenti presentati dopo una lunga serie incontri ufficiali e meno ufficiali di partiti e Giunta baipassando la commissione sanità.

Un pessimo esempio di quello che non si dovrebbe fare. In consiglio sarà battaglia.

Giancarlo D'Anna

Vice Presidente Commissione Sanità