giovedì 24 ottobre 2013

Stazione di Fano tra mancanza di sicurezza e degrado

I recenti tragici fatti accaduti alla stazione di Fano hanno sollevato, indipendentemente dalle cause degli incidenti, un dibattito sulla sicurezza di quel luogo. Ho suggerito sia attraverso la stampa come in consiglio regionale, all'assessore ai trasporti Viventi, un'ipotesi di soluzione per garantire una maggiore sicurezza.
Si tratta di utilizzare, quantomeno in concomitanza del passaggio dei treni veloci, i binari 1° e 4° per i treni che fermano in stazione binari che attualmente sono utilizzati solo per lasciare la precedenza ai treni di passaggio senza fermate. L'assessore Viventi ha rigirato tale proposta a Trenitalia con una lettera la scorsa settimana. In attesa di verificare la fattibilità di tale soluzione o altri provvedimenti che possano garantire maggiore sicurezza si potrebbero sensibilizzare i viaggiatori a non accedere con largo anticipo ai binari due e tre, dove passano i treni veloci, e attendere l'annuncio dell'arrivo del treno da utilizzare nella sala d'aspetto o sul primo binario per poi raggiungere il binario di partenza.

Ma i problemi della nostra stazione ferroviaria sono anche di altro ordine. Innanzi tutto non c'è più chi vigila sui passeggeri e controlla che non ci sia chi attraversi i binari, come non c'è controllo su chi utilizza la stazione come bagno pubblico, luogo di spaccio, dormitorio o “lavanderia” con tanto di panni stesi. Anche “l'arredo” lascia molto a desiderare. Fioriere trasformate in cestini di rifiuti, orari dei treni strappati e non utilizzabili per ottenere informazioni, il sottopasso con mura scrostate e ferri dell'armatura scoperti, graffiti. Anche all'esterno lo spettacolo non è dei più decorosi. Nel collegamento con la stazione degli autobus il selciato di ciottolato risulta sconnesso, con pietre non più bloccate nel cemento e buche nelle quali diverse persone sono cadute. Più avanti nel parcheggio limitrofo alla stazione dei bus, dietro un recinto si notano grandi sacchi bianchi abbandonati da mesi contenenti, presumibilmente, materiale che era stato scaricato in zona Metaurilia lungo la massicciata e fatto rimuover dopo l'intervento dei Noe.

Un panorama non molto edificante e qualificante per una città per i cittadini e i viaggiatori. Da sempre manca perfino il cartello nell'ingresso principale che indica che quella è la stazione di Fano. Si potrebbe iniziare proprio da l posizionamento di quest'ultimo per riqualificare la stazione e allo stesso tempo rivendicare il diritto della città di Fano ad avere delle fermate di treni come il Freccia Bianca, Freccia Rossa o Italo destinate ad oggi solo al capoluogo di Provincia. A questo proposito se le province sono in via di smobilitazione perché si continuano a spostare tutti i servizi a Pesaro in virtù del suo status? Non è forse giunto il momento di una equa distribuzione dei servizi tra Pesaro e Fano?




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