giovedì 24 gennaio 2013

PM10, "risolto" il problema. Facciamo finta di non sapere!


Oggetto: “Chiusura della centralina di rilevamento inquinamento atmosferico di via Montegrappa a Fano”
Il sottoscritto Consigliere regionale Giancarlo D’Anna
PREMESSO
che in data 15.01.13 il sottoscritto ha presentato l’interrogazione n°1093/13 avente per oggetto “Rete di rilevamento atmosferico: senza la validazione dei dati a rischio la salute dei cittadini di Pesaro, Fano e del resto delle Marche” con la quale si denunciava che, a seguito della mancata manutenzione delle cabine di rilevamento da parte delle Province, dal 9 gennaio scorso l’ARPAM non valida più i dati forniti dalle centraline;
che come specificato nella predetta interrogazione, il D.Lgs 155/10 all’art.1, comma 4 lett. h) cita “La rete di misura è soggetta alla gestione o al controllo pubblico. Il controllo pubblico è assicurato dalle Regioni o dalle Province autonome o, su delega, dalle agenzie regionali per la protezione dell'ambiente”;
che ad oggi la Regione Marche non ha ancora ottemperato a quanto disposto dal D.Lgs 155/10 in merito alla presa in carico della gestione della rete di monitoraggio dell’inquinamento atmosferico, malgrado le reiterate comunicazioni delle Province circa l’impossibilità delle stesse di proseguire in tale attività oltre la fine del 2012.
CONSIDERATO
che nel corso del 2012 e anche nei primi giorni del 2013, sono stati accertati dalla rete di rilevamento distribuita nel territorio regionale superamenti delle soglie limite di legge per le polveri sottili ben oltre il numero di volte consentite ed in particolare l’impianto di rilevamento di via Montegrappa a Fano ha superato il predetto limite 58 volte contro le 35 permesse dalla vigente normativa;
che malgrado quanto sopra riportato, la Regione avrebbe intenzione di dismettere proprio la centralina di rilevamento di via Montegrappa a Fano, impianto ubicato in una zona abitata e interessata da un’alta intensità di traffico. La cabina di rilevamento è tra l’altro posizionata di fronte la Scuola Elementare Filippo Corridoni;
che la Dirigente del Settore Ambiente della Provincia di Pesaro Urbino Dott.ssa Elisabetta Cecchini, che fino al 2012 ha seguito gli impianti di rilevamento in oggetto, ha espresso tutta la sua contrarietà di fronte a tale scelta perché ancora una volta sarà il territorio della nostra Provincia a pagare per i tagli della spending review e i cittadini saranno privati del diritto riconosciuto dall’UE di conoscere i dati relativi all’aria che respirano. In pratica si vuole risolvere il problema dei superamenti dei limiti di legge evitando di raccogliere i dati utili e nascondendo gli sforamenti delle sostanze inquinanti alla popolazione;
che sempre secondo la Dottoressa Cecchini, lo stesso D. Lgs 155/10 non consente l’eliminazione di una centralina che per 4 anni consecutivi abbia registrato valori che superano i limiti di legge;
CONSIDERATO INOLTRE
che come pubblicato negli anni scorsi da settimanali nazionali, in Italia si è registrato un forte aumento di casi di tumori nella popolazione in età infantile e adolescenziale, passando dai 146,9 casi per milione del 1998 ai 172 casi per milione nel 2005. In particolare nelle Marche si è superata questa già elevata media nazionale con la registrazione di 174,1 casi di tumore per milione, un incremento pari al 38%;
che ricercatori e scienziati indicano nell’inquinamento atmosferico una delle cause dell’insorgenza di tali tumori, con particolare riferimento alla presenza di polveri sottili, benzene e smog nell’aria che respiriamo;
che a fronte di tale situazione la rete di rilevamento dell’inquinamento atmosferico regionale andrebbe sfruttata a pieno e addirittura potenziata nelle aree critiche del nostro territorio per la raccolta dati e la successiva ricerca di soluzioni volte a migliorare la qualità dell’aria che i cittadini respirano ogni giorno;
che negli ultimi mesi si è giustamente data molta risonanza a futuri impianti di produzione energia con impatto negativo per la salute dei cittadini ma poco o niente si è fatto per ridurre concretamente gli effetti e le conseguenze dell’annoso problema dell’inquinamento da Pm10
INTERPELLA
la Giunta Regionale per conoscere:
  • se la dismissione delle centraline come quella di Fano, sia una resa incondizionata alle polveri sottili e alle gravi conseguenze causate dagli inquinanti presenti nell’aria registrati dall’impianto stesso durante lo scorso anno in una zona abitata e interessata, tra l’altro, dalla presenza di edifici scolastici;
  • se la Regione, a fronte dei dati sull’inquinamento atmosferico rilevati dalle cabine nell’anno 2012 e nei primi giorni del 2013 con conseguente grave rischio per la popolazione esposta alla presenza di sostanze nocive per la salute, non ritenga necessario adottare provvedimenti immediati per ottemperare a quanto previsto dal D. Lgs 155/10 in merito alla gestione della rete e pensare altresì ad un suo potenziamento anziché alla dismissione di alcune importanti centraline.

lunedì 14 gennaio 2013

Salute, PM10 continuano gli sforamenti e l'indifferenza



INTERROGAZIONE
del Consigliere Regionale Giancarlo D’Anna
Oggetto: rete di rilevamento inquinamento atmosferico: senza la validazione dei dati a rischio la salute dei cittadini di Pesaro, Fano e del resto delle Marche.
Il sottoscritto Giancarlo D'Anna, Consigliere regionale delle Marche
PREMESSO
che il Dlgs 13 agosto 2010 n. 155 avente per oggetto “Qualità dell'aria ambiente - Attuazione direttiva 2008/50/Ce” all’art.1 cita:
Principi e finalità
1. Il presente decreto recepisce la direttiva 2008/50/Ce e sostituisce le disposizioni di attuazione della direttiva 2004/107/Ce, istituendo un quadro normativo unitario in materia di valutazione e di gestione della qualità dell'aria ambiente finalizzato a:
a) individuare obiettivi di qualità dell'aria ambiente volti a evitare, prevenire o ridurre effetti nocivi per la salute umana e per l'ambiente nel suo complesso;
b) valutare la qualità dell'aria ambiente sulla base di metodi e criteri comuni su tutto il territorio nazionale;
c) ottenere informazioni sulla qualità dell'aria ambiente come base per individuare le misure da adottare per contrastare l'inquinamento e gli effetti nocivi dell'inquinamento sulla salute umana e sull'ambiente e per monitorare le tendenze a lungo termine, nonché i miglioramenti dovuti alle misure adottate;
d) mantenere la qualità dell'aria ambiente, laddove buona, e migliorarla negli altri casi;
e) garantire al pubblico le informazioni sulla qualità dell'aria ambiente;
omissis)
4. Il presente decreto si fonda sui seguenti principi:
a) il sistema di valutazione e gestione della qualità dell'aria rispetta ovunque standard qualitativi elevati ed omogenei al fine di assicurare un approccio uniforme su tutto il territorio nazionale e di assicurare che le stesse situazioni di inquinamento siano valutate e gestite in modo analogo;
b) il sistema di acquisizione, di trasmissione e di messa a disposizione dei dati e delle informazioni relativi alla valutazione della qualità dell'aria ambiente è organizzato in modo da rispondere alle esigenze di tempestività della conoscenza da parte di tutte le amministrazioni interessate e del pubblico e si basa su misurazioni e su altre tecniche di valutazione e su procedure funzionali a tali finalità secondo i canoni di efficienza, efficacia ed economicità omissis);

che il suddetto D.Lgs 155/10 all’art.1, comma 4 lett. h) cita “La rete di misura è soggetta alla gestione o al controllo pubblico. Il controllo pubblico è assicurato dalle Regioni o dalle Province autonome o, su delega, dalle agenzie regionali per la protezione dell'ambiente. Le stazioni di misurazione non soggette a tale gestione o controllo non sono utilizzate per le finalità del presente decreto”.

CONSIDERATO
che la Regione Marche con la DGR 84 del 31.01.12 recante “Determinazione criteri e modalità per il conferimento di contributi alle province per la gestione della rete di monitoraggio della qualità dell’aria ambiente” ha stabilito solo per gli anni 2011 e 2012 tali criteri;

che la Regione Marche con la DGR 377 del 26.03.12 con oggetto “Programma delle attività assegnate all’ARPAM per l’anno 2012 di competenza del Servizio Territorio Ambiente Energia” ha assegnato all’ARPAM tra l’altro:
Attività 1 (Biennale 2011-2012) Aria rete di monitoraggio - Formulazione di una proposta alla Regione sulle modalità per la gestione del sistema regionale della rete per il monitoraggio dell’aria.
Spetta all’Arpam:
omissis)
d) proporre alla Regione il processo procedurale e tecnico per il passaggio dalla gestione provinciale alla gestione regionale, omissis;

che il Dirigente Tutela delle Risorse Ambientali della Regione Marche con proprio Decreto n°27TRA del 20.12.12 ha concesso all’ARPAM un contributo pari a € 165.854,36 ai fini della gestione ordinaria della rete di monitoraggio della qualità dell’aria ambiente per parte del 2013;

che sempre nel Decreto 27TRA/12 è previsto che, affinché la Regione Marche ed eventualmente l’ARPAM, possa iniziare la gestione della rete di monitoraggio regionale ai sensi del D.Lgs. 155/2010 è necessario che vengano portate a termine alcune operazioni di natura tecnico-amministrativa e che nel frattempo era indispensabile che le Province continuassero la gestione delle stazioni di misurazione;

che nel medesimo decreto dirigenziale si evidenzia tuttavia che le Province delle Marche, con la sola eccezione di Macerata, hanno ripetutamente comunicato l’impossibilità di continuare la gestione della rete di monitoraggio oltre il 2012 e che L’ARPAM, a sua volta ha segnalato la criticità della rete di monitoraggio della qualità dell’aria per la possibile interruzione, da parte delle Province, dell’attività di manutenzione con conseguente impossibilità da parte dell’ARPAM stessa di validare i dati acquisiti;
che secondo notizie di stampa, a partire dal 9 gennaio scorso, a seguito della mancata manutenzione delle cabine di rilevamento da parte delle Province, l’ARPAM non valida più i dati forniti dalle centraline;
che nel corso del 2012 e anche nei primi giorni del 2013, sono stati accertati dalla rete di rilevamento distribuita nel territorio regionale superamenti delle soglie limite di legge per le polveri sottili ben oltre il numero di volte consentite. Ad esempio, la centralina di via Montegrappa a Fano ha superato il predetto limite 58 volte contro le 35 permesse;
che ad oggi, stante la situazione sopradescritta e malgrado le gravi conseguenze sulla salute dei cittadini causate dall’inquinamento atmosferico ed in particolare proprio dalle Pm10, tutti i dati raccolti dalle centraline di rilevamento non potranno più essere validati e utilizzati, con il rischio di incorrere anche in sanzioni da parte della Unione Europea.
INTERROGA
il Presidente della Giunta per conoscere
  • quali provvedimenti intenda adottare per ovviare al mancato rispetto da parte della Regione di quanto disposto dal D.Lgs 155/10 in merito alla presa in carico della gestione della rete di monitoraggio dell’inquinamento atmosferico al fine di raccogliere le informazioni sulla qualità dell'aria e individuare le misure da adottare per contrastare gli effetti nocivi dell'inquinamento sulla salute umana e sull'ambiente.
Si richiede risposta orale
Ancona, lì 14.01.2013
IL CONSIGLIERE REGIONALE
Giancarlo D’Anna

venerdì 11 gennaio 2013

Nautofono tra buonsenso, realtà e sicurezza in mare.


Nautofono tra buonsenso, realtà e sicurezza in mare.

Si potrebbe obiettare , dopo quello che è accaduto, che è assurdo prima demolire un traliccio perché”non serve” e poi sostituirlo smentendone così la presunta inutilità.

L'obiettivo di far si che la sirena continui a suonare è stato raggiunto ed è quello che più conta.
Resta il fatto che quell'ausilio ai naviganti, perché di questo si tratta in primis, fondamentale in casi particolari come ad esempio neve nonostante i radar che in quel caso diventano ,per usare un gergo marinaro, “ciechi” necessita di essere posizionato all'imboccatura del porto cioè dov'era esattamente fino la scorsa settimana. Non all'interno del Marina dei Cesari. Il perché è presto detto. Il nautofono non segnala com'è stato detto erroneamente ieri sera in Consiglio comunale gli scogli, ma indica l'ingresso al porto. Quindi nel caso in cui ci sia un'avaria al radar, in caso di nebbia, in caso di mancanza di altri ausili tecnici chiunque si trovi in mare e deve rientrare non ha altri mezzi che il suono da seguire per rientrare in porto, nel caso in cui il suono diriga altrove allora si che si “va' sugli scogli!” Il mare non è una strada dove in caso di nebbia l'automobilista segue la segnaletica orizzontale o il fanale del mezzo che precede. Cosa farebbe un automobilista in mancanza di segnaletica e altri riferimenti in una situazione di assenza di visibilità?Servirebbe il navigatore? In mare c'è un ausilio in più:il nautofono. Quindi quello è il compito principale e salvavita della sirena. L'aspetto romantico ha un suo ruolo ma secondario seppur importante. Quindi bene il ravvedimento della pubblica amministrazione, bene il ripristino della sirena, ma dov'era per evitare che invece di essere un ausilio di sicurezza diventi l'esatto contrario.
Giancarlo D'Anna