domenica 31 agosto 2008

"LA LEGGE ELETTORALE FA SCHIFO E VA CAMBIATA"



Il Presidente della Regione Veneto riapre il dibattito sulla legge elettorale: dicci come la pensi partecipando al sondaggio di questo blog.

L.ELETTORALE: GALAN, FA SCHIFO E VA CAMBIATA
(ANSA) - CORTINA D'AMPEZZO (BELLUNO), 31 AGO - ''Questa legge elettorale va cambiata, fa schifo''. Lo ha detto a ''Cortinaincontra'' Giancarlo Galan, presidente della Regione Veneto, durante un incontro con l'editorialista Enrico Cisnetto. ''A noi - ha continuato Galan - arrivarono le liste dei candidati alla mezzanotte dell'ultimo giorno disponibile, in modo da non poter neanche dire una parola su queste candidature. Con questo sistema il deputato o senatore non ha nessun rapporto con il territorio, non deve prendere preferenze, deve solo prendere benemerenze con chi decide le liste a Roma''. ''Alla fine, le liste della PdL in Veneto - ha sottolineato - sono risultate decenti solo perche' c'era Ghedini con la sua autorevolezza a trattare con Berlusconi''.
ANCHE L'UDC CHIEDE IL RIPRISTINO DELLE PREFERENZE
Cagliari, 1 set. - L'Udc raccogliera' anche in Sardegna le firme a sostegno della proposta di legge nazionale per reintrodurre il voto di preferenza per le elezioni della Camera dei deputati. Dopo analoghe iniziative nelle maggiori spiagge italiane, dalla prossima settimana si aprira' nell'isola la sottoscrizione popolare, con l'obiettivo dichiarato di superare le 50.000 firme necessarie entro la fine del mese. Poi la proposta sara' presentata in Parlamento. "Reintegrando le preferenze", ha detto il segretario regionale dell'Udc, Giorgio Oppi, che stamane ha illustrato alla stampa l'iniziativa assieme ai consiglieri e dirigenti del partito, "restituiremo ai cittadini la possibilita' di scegliersiil rappresentante nelle istituzioni". Negli sforzi per modificare l'attuale sistema, il partito di Casini ha rivolto un appello non solo agli alleati naturali del centrodestra, ma anche al Psd'Az e allo Sdi. "E' piu' che mai importante coinvolgere nell'iniziativa quanti la pensano come noi", ha sottolineato il leader dell'Udc sardo, che ha anche criticato le scelte "dall'alto" delle ultime consultazioni nazionali, con parlamentari non sardi eletti nell'isola. "Se ci fosse stata la possibilita' di esprimere una preferenza", ha specificato Oppi, "i loro consensi sarebbero stati certamente inferiori. Non mi sembra che, finora, nessuno di questi eletti nell'isola 'per grazia ricevuta' abbia fatto qualcosa per la Sardegna". Anche per il capogruppo dell'Udc in Consiglio regionale, Roberto Capelli, "le liste vanno fatte dai partiti, ma l'elezione spetta ai cittadini per evitare scelte nefaste".

venerdì 29 agosto 2008

MOZIONE IN REGIONE CONTRO IL MASSACRO DEI CRISTIANI IN INDIA


Presentata dal Gruppo di A.N. verso il PdL, su proposta di Giancarlo D'Anna la seguente mozione sui gravi fatti dell'Orissa :


L’Assemblea Legislativa delle Marche
PREMESSO
CHE Secondo p. Kanjamala, Professore universitario di Mumbay (già Bombay) da anni vi è un piano per cancellare i cristiani dell’Orissa ,(stato dell’India), e soprattutto quelli del distretto di Kandhamal (dove sono avvenute le maggiori atrocità), cresciuti in questi anni fino al 5% della popolazione.
CHE Conversioni, sviluppo, emancipazione di tribali e paria si scontrano con il conservatorismo dell’Hindutva.
CHE il governo dell’Orissa,è sempre più esplicitamente connivente con il pogrom in atto contro le comunità dei fedeli;
CHE Il 24 dicembre 2007, mentre i cristiani si preparavano a celebrare la nascita di Gesù, Swami Laxmanananda Saraswati, membro di un’organizzazione fondamentalista indù (Vishwa Hindu Parishad) e i suoi accoliti hanno attaccato e distrutto molte chiese e cappelle, ferendo e lasciando senza casa un gran numero di cristiani nel distretto di Kadhamal (Orissa).
CHE Gli attacchi simultanei e senza freno a 35 centri cristiani dell’Orissa mostrano che vi era un piano organizzato. Tutti gli attacchi erano diretti contro i cristiani e le loro istituzioni. La folla furiosa, cercando vendetta per l’assassinio del loro Guru, ha distrutto con una bomba il centro pastorale di Bhubaneshwar. Un prete e una suora che vi lavoravano sono stati picchiati, denudati e fatti sfilare in pubblico per vergogna. Altri 4 sacerdoti sono stati battuti in modo pesante e uno di loro è in condizioni critiche nell’ospedale di Sambalpur, con ferite e ustioni gravi.
CHE A Burgarh, un orfanotrofio tenuto da cristiani è stato distrutto; una ragazza cooperatrice, Rajni Maji, è stata arsa viva e uccisa. Un gran numero di chiese, cappelle, conventi, ospedali, dispensari, veicoli sono stati attaccati e distrutti. Alcune suore sono state avvertite in tempo e sono riuscite a fuggire nella jungla o nel vicino stato di Chhattisgar. Alcuni laici hanno perso la vita, mentre migliaia sono fuggiti nelle foreste e almeno 200 case sono state incendiate. I radicali indù hanno perfino sfidato il coprifuoco imponendo il loro sciopero in tutto lo Stato, mettendo il governo in ginocchio. Il numero ufficiale di 20 morti, riportato nei media – sotto controllo – è totalmente falso.
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CHE mons. Raphael Cheenath, arcivescovo di Bhubaneshwar, esprimendo il pensiero di tutti I cristiani, ha condannato con forza queste uccisioni violente e codarde e ha chiesto a tutti pace e armonia.
CHE Una delegazione cristiana, guidata dall’arcivescovo di Delhi, mons. Vincent Concessao, ha presentato un memorandum al ministro degli Interni.
CHE Per protestare contro le violenze ed esprimere solidarietà ai cristiani dell’Orissa, tutte le scuole cattoliche dell’India rimarranno chiuse il 29 agosto.
L’Assemblea Legislativa delle Marche
PREOCCUPATA
per l’ondata di violenza nei confronti dei cristiani in atto in India nello stato dell’Orissa

ESPRIME
Solidarietà alle vittime degli attacchi di estremisti indù
CONDANNA
I gravi episodi di violenza che hanno visto vittime i cristiani del luogo


IMPEGNA IL PRESIDENTE della Giunta
Ad attivarsi immediatamente e con forza presso il Governo Italiano per invitarlo ad esprimere una ferma protesta verso il governo indiano per quanto accaduto e per sollecitare le autorità religiose e politiche indiane di adoperarsi affinché si fermi ogni violenza nei confronti dei cristiani.

giovedì 28 agosto 2008

TIBET: NEPAL, POLIZIA ARRESTA 120 TIBETANI




(ANSA) - NEW DELHI, 28 AGO - La polizia nepalese ha arrestato 120 tibetani che manifestavano dinanzi all'ambasciata cinese a Kathmandu. E' da marzo, da quando sono cominciati i moti di Lhasa, che i tibetani in Nepal manifestano quotidianamente contro i cinesi e la loro occupazione del Tibet. Con striscioni, bandiere e gridando ''Tibet libero'', ''Via la Cina dal Tibet'', i manifestanti si sono ritrovati dinanzi all'ambasciata cinese. Immediata la reazione della polizia, arrivata sul posto con cellulari e pullmini. Gli agenti hanno usato anche i bastoni per disperdere la folla. Sono oltre 2000 i tibetani che vivono in Nepal. Il governo di Kathmandu ha vietato qualsiasi manifestazione anticinese. Le misure restrittive contro i tibetani si sono fatte piu' stringenti con la vittoria dei maoisti e la salita al governo di Prachanda, l'ex capo dei ribelli, divenuto primo ministro. Prachanda ha stretto ancora di piu' i rapporti del suo paese con la Cina, tanto da decidere di fare a Pechino, in occasione della cerimonia di chiusura delle Olimpiadi, il suo primo viaggio da capo del governo. Anche i giornali nepalesi, che difficilmente si mettono contro il governo, non riportano quasi mai di manifestazioni anticinesi.