lunedì 8 aprile 2013

RIFORMA SANITARIA, D'ANNA SONO I TERRITORI A DOVER SCEGLIERE.BASTA IMPOSIZIONI.


 

   
SANITA': ENTRO 3 SETTIMANE PARERE COMMISSIONE SU RIORDINO
AVVIATO OGGI ESAME DOCUMENTI.D'ANNA, FAR SCEGLIERE AI TERRITORI
 COMI, FARE IN FRETTA
   (ANSA) - ANCONA, 8 APR - Sara'' espresso entro tre settimane
il parere della quinta commissione consiliare regionale
(salute), presieduta da Francesco Comi (Pd), sui contenuti della
riforma sanitaria. L''organismo ha cominciato oggi l''esame dei
documenti nel corso di una seduta alla quale hanno preso parte,
oltre a tutti i commissari (D''Anna, Giorgi, Busilacchi, Badiali,
Camela, Natali, Pieroni), anche numerosi consiglieri regionali
(Massi, Acquaroli, Bucciarelli, Marangoni, Bellabarba, Zaffini,
Romagnoli). I contenuti della proposta e il percorso di
confronto che precedera'' la sua approvazione sono stati
illustrati dall''assessore alla Sanita'' Almerino Mezzolani e dal
direttore dell''Asur Piero Ciccarelli. Comi ha richiamato la
necessita'' di procedere in fretta alla riforma, non solo per
razionalizzare la spesa ma soprattutto ''''per riorganizzare un
servizio sanitario buono, ma non piu'' adeguato ai nuovi bisogni
della comunita' Opinione diversa invece per il vice
presidente Giancarlo D'Anna (gruppo misto), secondo il quale
''il passaggio in Commissione e' importante, ma secondario
rispetto a decisioni di fatto gia' prese''. ''Una via d'uscita
c'e' ancora - ha aggiunto - ed e' quella dell'assegnazione della
personalita' giuridica alle Aree vaste. Ogni provincia avrebbe
la possibilita' di scegliere cosa fare all'interno del proprio
territorio, tenendo presenti gli input della Regione. Con questa
riforma e' Ancona che stabilisce cosa deve succedere a Pesaro,
Macerata, Ascoli e Fermo, questo e' fortemente sbagliato. Il mio
parere - ha concluso - e' sicuramente negativo sulla metodologia
e sui risultati che questa riforma portera' ai cittadini
marchigiani''' Il confronto iniziato oggi in
Commissione  - ha aggiunto Comi - ''e' stato costruttivo e
positivo e rispetta i percorsi decisionali caratterizzati da
condivisione, partecipazione e trasparenza prescritti dalla
legge n. 28 e auspicati dal Consiglio regionale. Sara' un
confronto reale e faremo, insieme alla Giunta, le correzioni che
servono''. Per il presidente della Commissione ''la Giunta e il
Consiglio regionale devono individuare maggiori strumenti di
controllo della gestione e di verifica costante sui bilanci
delle aziende, anche attraverso report trimestrali della spesa,
analitici e disaggregati''. Per garantire il massimo rigore
nella gestione dei fattori produttivi, a giudizio di Comi -
''occorrono provvedimenti quali l'utilizzo della centrale unica
per gli acquisti della sanita', la moralizzazione e il controllo
severo della libera professione, la riduzione delle strutture
complesse (sanitarie e amministrative), la gestione di tipo
dipartimentale in area vasta, secondo modelli organizzativi
adottati anche da imprese private, e maggiore incidenza del
salario di risultato per incentivare la produttivita', intesa
come strumento per l'integrazione di tutta la filiera
produttiva''. Bisogna rafforzare la rete dell'emergenza
investendo piu' risorse in mezzi e servizi ed eliminando alcuni
sprechi. ''Il nostro obiettivo principale - ha spiegato ancora
Comi - e' fornire la risposta piu' appropriata e tempestiva nel
luogo dove si verifica l'evento, garantendo nel minor tempo
possibile i bisogni diagnostici e terapeutici e trasportando in
sicurezza il paziente nella struttura piu' idonea. Questo
significa liberare risorse (4 centrali operative e due
elicotteri eccedono del 30% gli standard di spesa previsti) per
garantire una rete diffusa di potes medicalizzate su tutto il
territorio regionale''. Pero' ''togliere il punto di primo
intervento in una Casa della salute non e' possibile per presidi
che garantiscono oltre 6.000 prestazioni annue almeno fino  a
quando non sara' possibile garantire un alternativo servizio h24
come richiamato dal decreto Balduzzi''. ''L'offerta sanitaria
sul territorio regionale va riorganizzata - conclude Comi -
tramite percorsi che prevedano: uniformita' nelle Marche della
rete ospedaliera senza nessuna discriminazione, condivisione da
parte degli operatori della sanita' con individuazione di
obiettivi comuni, individuazione di parametri oggettivi  da
applicare sull'intero territorio (per esempio distribuzione
delle strutture di lungodegenza in base al bacino di utenti
ultra sessantacinquenni e alle caratteristiche del territorio),
analisi degli attuali flussi di mobilita' sanitaria all'interno
della regione Marche, utilizzo dell'epidemiologia per definire
il bisogno sanitario''. 

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