martedì 28 settembre 2010

Cup unico: D'Anna chiede una commissione d'inchiesta

Perché una Società Cooperativa come la Capodarco che ricorre al Tar per l'appalto del Cup Regionale dopo aver ottenuto la sospensiva rinuncia all'improvviso al ricorso e quindi alla possibilità di gestire un appalto da 10 milioni di euro?


Perché la regione affida al Dirigente Ruta di controllare il lavoro dell'Assessore Mezzolani? Cosa c'è di vero nell'abnorme numero di telefonate (121.000) al Cup ed eventualmente chi c'era dietro la cornetta del telefono per “boicottare” il Cup come ha lasciato intendere Mezzolani?


Per tutto questo il Vice Capogruppo Pdl e Vice Presidente della Commissione Sanità Giancarlo D'Anna ha chiesto nel suo intervento in consiglio regionale una Commissione d'Inchiesta sulla vicenda.

domenica 26 settembre 2010

LA PROTESTA IN AUTO BLU E CON LE TENDE MONTATE DALLA PROTEZIONE CIVILE

E' una delle cose più odiate dai cittadini. L'auto blù, simbolo della politica ostentata, quella che già al primo istante ti risulta indigesta. Agli incontri, alle manifestazioni,nelle celebrazioni mentre il popolo aspetta sotto il sole cocente o la pioggia  ecco apparire ,fresca di lavaggio, l'auto blù.E' successo anche in questi giorni, al traforo della Guinza vicino a Mercatello sul Metauro, dove organizzata dalla Provincia di Pesaro-Urbino si svolgeva "l'occupazione della Giunza"per riportare l'attenzione su questa incompiuta i cui lavori, iniziati 30anni fa non sono mai terminati. Giusto finire quel progetto tanto che in delegazione mi sono recato insieme ad altri amministratori a Roma al Ministero delle Infrastutture, dove il Sottosegretario Mantovani ed i suoi tecnici hanno confermato l'obiettivo del Governo di ultimare, nonostante il periodo di vacche magre, la strada dei Due Mari. Come Consiglieri regionali e i parlamentari del Pdl abbiamo ritenuto giusto a seguito delle garzanzie ottenute in quell'incontro di non partecipare ad una manifestazione a quel punto superata. 
Discorso  diverso la presenza dei sindaci del luogo, ovviamente.
Detto questo posizioni e motivazioni sono chiare. Ma cosa c'entrano le auto blù di Province e Regioni a fare la spola dagli Enti di appartenenza fino all'appenino per tre giorni? e Sopratutto cosa c'entra la Protezione Civile?rientra forse tra i compiti della Protezione Civile quello di preparare logisticamente un campo attrezzato per manifestazioni come quella alla Giunza? E' compito della Protezione Civile "preparare il letto" al Presidente della Provincia? Chi ha richiesto ed autorizzato l'intervento della Protezione Civile? Quanto è costato ai cittadini il loro impiego?Se ci fosse stata una reale emergenza altrove cosa sarebbe accaduto?
Se si voleva attirare l'attenzione dei media sarebbe stata più efficace la vista di rappresentanti politici che si montavano la tenda, si preparavano da mangiare piuttosto che ancora una volta assistere allo spettacolo dell'arrivo delle auto blu, della pappa pronta, del tendone per proteggere dalla pioggia e delle coperte rimboccate  tutto sotto la protezione di Carabinieri, polizia provinciale e Guardia Forestale.

venerdì 24 settembre 2010

Le 10 Strategie di Manipolazione Mediatica

Un articolo interessante che Ti invito a leggere. Giancarlo
Le 10 Strategie di Manipolazione Mediatica

di Noam Chomsky
Il linguista Noam Chomsky ha elaborato la lista delle “10 Strategie della Manipolazione” attraverso i mass media.
1-La strategia della distrazione
L’elemento primordiale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dei cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni insignificanti.
La strategia della distrazione è anche indispensabile per impedire al pubblico d’interessarsi alle conoscenze essenziali, nell’area della scienza, l’economia, la psicologia, la neurobiologia e la cibernetica. “Mantenere l’Attenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali, imprigionata da temi senza vera importanza. Mantenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza nessun tempo per pensare, di ritorno alla fattoria come gli altri animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille”).
2- Creare problemi e poi offrire le soluzioni.

Questo metodo è anche chiamato “problema- reazione- soluzione”. Si crea un problema, una “situazione” prevista per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare. Ad esempio: lasciare che si dilaghi o si intensifichi la violenza urbana, o organizzare attentati sanguinosi, con lo scopo che il pubblico sia chi richiede le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito della libertà. O anche: creare una crisi economica per far accettare come un male necessario la retrocessione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.
3- La strategia della gradualità.
Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, a contagocce, per anni consecutivi. E’ in questo modo che condizioni socioeconomiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte durante i decenni degli anni 80 e 90: Stato minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione in massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero state applicate in una sola volta.
4- La strategia del differire.
Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria”, ottenendo l’accettazione pubblica, nel momento, per un’applicazione futura. E’ più facile accettare un sacrificio futuro che un sacrificio immediato. Prima, perché lo sforzo non è quello impiegato immediatamente. Secondo, perché il pubblico, la massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che “tutto andrà meglio domani” e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato. Questo dà più tempo al pubblico per abituarsi all’idea del cambiamento e di accettarlo rassegnato quando arriva il momento.
5- Rivolgersi al pubblico come ai bambini.
La maggior parte della pubblicità diretta al gran pubblico, usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, molte volte vicino alla debolezza, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente mentale. Quando più si cerca di ingannare lo spettatore più si tende ad usare un tono infantile. Perché? “Se qualcuno si rivolge ad una persona come se avesse 12 anni o meno, allora, in base alla suggestionabilità, lei tenderà, con certa probabilità, ad una risposta o reazione anche sprovvista di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno (vedere “Armi silenziosi per guerre tranquille”).
6- Usare l’aspetto emotivo molto più della riflessione.
Sfruttate l'emozione è una tecnica classica per provocare un corto circuito su un'analisi razionale e, infine, il senso critico dell'individuo. Inoltre, l'uso del registro emotivo permette aprire la porta d’accesso all’inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o indurre comportamenti….
7- Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità.
Far si che il pubblico sia incapace di comprendere le tecnologie ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù.
* “La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza dell’ignoranza che pianifica tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare dalle classi inferiori".
8- Stimolare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrità.
Spingere il pubblico a ritenere che è di moda essere stupidi, volgari e ignoranti ...
9- Rafforzare l’auto-colpevolezza.
Far credere all’individuo che è soltanto lui il colpevole della sua disgrazia, per causa della sua insufficiente intelligenza, delle sue capacità o dei suoi sforzi. Così, invece di ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto svaluta e s’incolpa, cosa che crea a sua volta uno stato depressivo, uno dei cui effetti è l’inibizione della sua azione. E senza azione non c’è rivoluzione!
10- Conoscere agli individui meglio di quanto loro stessi si conoscano.
Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno generato un divario crescente tra le conoscenze del pubblico e quelle possedute e utilizzate dalle élites dominanti. Grazie alla biologia, la neurobiologia, e la psicologia applicata, il “sistema” ha goduto di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia nella sua forma fisica che psichica. Il sistema è riuscito a conoscere meglio l’individuo comune di quanto egli stesso si conosca. Questo significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un controllo maggiore ed un gran potere sugli individui, maggiore di quello che lo stesso individuo esercita su sé stesso.