giovedì 29 maggio 2008

L'ASSESSORE MINARDI E LA "CULTURA" PIOVUTA DALL'ALTO


La settimana scorsa è stata approvata in giunta la bozza della nuova legge sullo spettacolo che andrà a sostituire la Legge n. 75.
Nella nuova legge si è voluto inserire un numero di enti di “comprovata rilevanza regionale”, secondo vari criteri che andavano dall'aver goduto in passato di sovvenzioni ministeriali o regionali, o dall'avere fra i soggetti costituenti la Regione Marche stessa.
La Fondazione Teatro della Fortuna di Fano non è presente nel novero dei soggetti di "primario interesse regionale".
Ma ci si chiede, dunque, se tutti i soggetti citati come di "primaria importanza" (al di là dei grandi e storici nomi di AMAT, TSM, ROF, Sferisterio, Muse, eccetera) offrano sempre valori e garanzie come quelli della Fondazione fanese che, tra l'altro, partecipa a pari titolo con il Comune di Fermo, il Comune di Ascoli e la Fondazione Pergolesi Spontini al progetto Palcoscenico Marche, cofinanziato da MIBAC e Regione Marche. Tutti soggetti, quelli citati, inseriti invece nei quattordici soggetti di primario interesse regionale (fra essi troviamo, e forse potremmo rimanere un po' stupiti, anche il Teatro Pirata di Jesi e il Teatro del Canguro).
Siamo sicuri, dunque, che la Fondazione che opera sul nostro territorio possa avere pari dignità rispetto ad alcuni altri soggetti già inseriti. Nata dopo il grande taglio del FUS operato nel 2005, essa ha comunque dimostrato chiara affidabilità, sia sul piano artistico che amministrativo.

.La Fondazione fanese è un esempio rilevante di quella che possiamo chiamare cultura della cittadinanza, che nasce nella città, in continuo scambio con i soggetti culturali che la compongono e con progetti sintonici che vivono in altri luoghi da essa lontani.

La presenza di possibili progetti sovvenzionati e voluti dall'assessore Minardi, come quello del Centro Università della Musica (una sorta di libera università della musica contemporanea e del jazz che dovrebbe nascere a Fano), per cui sarebbero stati individuati ben 900.000 euro di finanziamenti che derivano dal progetto Giovani ri-cercatori di senso, non possono giustificare un assente tanto importante nella nuova legge regionale sullo spettacolo e, anzi, ci fanno sospettare che spesso alcuni progetti culturali cadano "dall'alto" senza un vero e proprio confronto con il territorio in cui dovrebbero attecchire ed operare.

martedì 27 maggio 2008

SANITA'IL PRONTO SOCCORSO DI PESARO SI TRASFORMA IN DORMITORIO. D'ANNA INTERROGA.


Interrogazione relativa alla grave situazione del Pronto Soccorso di Pesaro
Il sottoscritto Giancarlo D’Anna Consigliere regionale AN-PDL
PREMESSO
CHE in fase di presentazione del Nuovo Piano Sanitario venivano presi da parte della Regione precisi impegni per una forte riqualificazione e rilancio della Sanità nelle Marche;
CHE la Provincia di Pesaro-Urbino, nonostante esprima l’Assessore regionale alla Sanità continua invece a subire un trattamento di seconda categoria rispetto ad Ancona nel campo della Sanità e non solo;
CHE di recente, a seguito del sopralluogo all’Ospedale San Salvatore di Pesaro da parte della Commissione regionale Sanità, denunciai le condizioni precarie del Pronto Soccorso di quell’Ospedale, evidenziando allo stesso tempo l’incredibile realtà del nuovo Pronto Soccorso praticamente terminato ma inutilizzato nonostante i consistenti interventi economici e la forte necessità di nuovi e più funzionali ambienti al servizio dell’Ospedale del Capoluogo Provinciale;
CHE non solo non si è provveduto ad aprire il nuovo Pronto Soccorso ma si è addirittura “trasformato in dormitorio pubblico”il vecchio Pronto Soccorso, come risulta da una denuncia del Quotidiano il Resto del Carlino il quale evidenzia la presenza di clandestini, sbandati e nomadi all’interno dell’Ospedale per passare la notte approfittando delle barelle inutilizzate e dell’evidente mancanza di controllo;
CHE tale situazione risulta inaccettabile sia dal punto di vista sanitario, dell’ordine pubblico, della decenza e del decoro.
TUTTO CIO’ PREMESSO
Interroga il Presidente della Giunta Regionale per conoscere:
Se da parte della Direzione Generale dell’Ospedale siano state intraprese iniziative atte a scongiurare le situazioni denunciate;
Se l’Assessorato Regionale è conoscenza del fatto che alcuni spazi del Pronto Soccorso di Pesaro sono utilizzati impropriamente da non pazienti;
Quali iniziative e provvedimenti s’intendono adottare per ristabilire ordine e decoro all’interno del Pronto Soccorso dell’Ospedale San Salvatore di Pesaro;
Se è intenzione della Regione Marche intervenire immediatamente per ultimare i lavori del nuovo Pronto Soccorso di Pesaro per offrire ai cittadini- pazienti un luogo ed un servizio pulito, efficiente, tempestivo e moderno.
Giancarlo D’Anna

domenica 25 maggio 2008

NUCLEARE SI-NO-FORSE. VOTA IL SONDAGGIO


Riprende con forza il dibattito sull'energia nucleare oppositori del 1987 come Chicco Testa oggi sono favorevoli altri come gli autori del libro che segnaliamo, contrari. Come la pensi? Dacci il tuo parere votando il nostro sondaggio.

Fermiamo Mr. Burns
Come evitare la Trappola Nucleare
Autore: Roberto Bosio, Alberto Zoratti,

Prezzo: € 12,90

1987: con un referendum abrogativo gli italiani dicono NO al nucleare.
2007: nonostante la decisione del popolo sovrano, questo libro dimostra come a distanza di vent’anni l’ombra del nucleare sia ancora presente nella vita politica e sociale del nostro paese.

Mentre in Italia il dibattito sull’energia nucleare torna in prima pagina e mentre si moltiplicano coloro che guardano con interesse al business dell’atomo, gli Autori Bosio e Zoratti rimettono sul campo i limiti dell’energia nucleare, la gestione tutta italiana della rincorsa all’atomo, le alternative reali ad un futuro apparentemente già scritto.

Attualità e puntualità scientifica, case history – come l’inchiesta sul ruolo di Enel nel nucleare dei paesi dell’Est – e ricchi approfondimenti, rendono il testo un ottimo strumento per avvicinarsi al tema dell’incubo nucleare.

Una lettura che non si limita a rendere pubblica l’antieconomicità dell’energia nucleare o l’incapacità dell’industria di smaltire eventuali scorie radioattive, ma che traccia il percorso verso un sistema energetico fondato sul risparmio energetico e sulle energie rinnovabili, anziché su quelle fossili. L’unica alternativa possibile e realmente percorribile per combattere l’effetto serra.