mercoledì 30 aprile 2008

ALEMANNO E LA DESTRA CHE HA FATTO L’IMPRESA


nella foto un giovane Alemanno al funerale di Almirante


Fonte: destrasociale.org, di o.k.

UN PASSO AVANTI NELLA STORIA - Gianni Alemanno è il nuovo sindaco di Roma. Gianni Alemanno è il nuovo sindaco di Roma. Lo ripeto per ben due volte, perché onestamente ancora non ci credo. E quanti altri come me? Una marea. Perché -sappiate- se c’è una cosa che più di altre mi ha colpito della vittoria di Alemanno, è stato il coinvolgimento spontaneo di una miriade di persone neppure residenti nell’Urbe. Molte delle mail che ci arrivavano erano di volenterosi sostenitori che pur non potendo votare (in quanto non residenti nella Capitale) hanno sostenuto -ognuno con i propri mezzi, piccoli o grandi che fossero- l’elezione del candidato del Pdl, a dimostrazione di quanto questa vittoria sia stata voluta, cercata e trovata da tutta Italia e non solo da Roma.
Anche grazie a loro, queste elezioni ora hanno un significato storico per la destra italiana: perché nasconderlo? Alemanno è arrivato a toccare una meta che credevamo fosse impossibile da raggiungere. E’ riuscito laddove aveva iniziato Gianfranco Fini nel lontano 1993. Erano altri tempi: tangentopoli stava facendo il suo corso, DC e PSI erano due ricordi, ci fu l'avvento del Cavaliere, il Pdl era utopia, e soprattutto c’era ancora l’MSI. Sono passati quindici anni dal ‘93, e oggi la destra non ha vinto un’elezione, ma ha fatto l’impresa.

BRAVO ALEMANNO, HA VINTO PERCHE’ SE LO MERITA – Domanda: dopo la sconfitta schiacciante subita due anni fa da Veltroni, quanti avrebbero deciso di ricandidarsi alla medesima poltrona di sindaco di Roma? Pochi, forse nessuno, eccezion fatta per uno: Gianni Alemanno. Il quale non solo s’è ricandidato verso una vittoria improbabile (ma non impossibile), ma in questi due anni con umiltà è tornato sul territorio. Come? In due modi: diventando il Presidente Provinciale della Federazione romana di An, ma soprattutto occupandosi della città nella sua veste di Consigliere Comunale. Ripeto: quanti avrebbero fatto come lui? Alemanno è un gran lavoratore, instancabile, operativo, che pretende tantissimo, ma soprattutto che ama mettersi di continuo alla prova. E questa vittoria è la dimostrazione che c’è un modo di far politica che paga. Paga essere umili, paga fare un passo indietro se pur rischioso rispetto alle posizioni precedentemente acquisite, paga soprattutto darsi da fare anche quando i sondaggi ti sono contro. Proprio per questo Alemanno è un esempio da seguire: un uomo che non si è arreso, che umilmente si è rimesso a lavorare e che alla fine -come in una favola- ha vinto. Bravo Alemanno, questa vittoria se la merita tutta quanta, perché questo risultato premia sì il Pdl, ma premia soprattutto l’uomo politico. Che sia d’esempio.

BREVE ANALISI DI UNA VITTORIA INCREDIBILE – Molti sono i motivi della vittoria del Pdl e di Alemanno a sindaco di Roma. Oltre ai meriti del nuovo sindaco, ci sono i demeriti del suo sfidante, Francesco Rutelli, senatore del Pd. A Rutelli è mancato l’appoggio della sinistra “extraparlamentare”, dei “compagni” insomma. Lui giustamente dice “mi hanno lasciato solo”. Ma perché? Perché proprio Rutelli rappresentava per la sinistra uno “non di sinistra”. Uno che andava votato per non far eleggere Alemanno, di certo non per la sua “vision”. Del resto, “diciamocelo”, come biasimare la sinistra più estrema? La parte di quel biblico programma del Governo Prodi, voluto dalla sinistra radicale, si dice che non sia stato attuato proprio per via delle resistenze del partito di Rutelli, ormai confluito nel soggetto unico (ma non unitario). E questo, con buona pace di Rutelli, basta e avanza per aver contro una bella fetta di elettorato “amico”. A dimostrazione che lo slogan del 2006 dell’Unione “Uniti si vince” era un’opera incompleta: mancava “..ma non si governa”.
Alemanno ha rappresentato (e rappresenta) il nuovo, e come tale è riuscito a portare l’opinione pubblica (e anche il suo avversario) sui suoi temi: temi realistici, mica quelli di “Alice nel paese delle meraviglie”. Per molto, troppo tempo, la sinistra ha gestito Roma in modo privatistico (e non pubblico) arrivando a farci credere che i problemi della Capitale non erano poi tanti, e i pochi che c’erano si potevano risolvere dall’oggi al domani. Balle. Roma -dopo 15 anni di malgoverno- è visibilmente un passo indietro rispetto ad ognuna delle principali capitali europee su temi come la sicurezza, il decoro urbano, la vivibilità, le prospettive future di famiglia e impresa, i servizi al cittadino e chi più ne ha più ne metta. Eppure pareva che fra inaugurazioni (fatte e rifatte) ed eventi mediatici, a Roma non ci si poteva lamentare. Eccome no: così facendo, perdendo quindi il senso della realtà, il centrosinistra ha perso la cosa più importante: il contatto non con gli elettori, ma bensì con i cittadini. E questo si paga, si paga sempre, e il prezzo è altissimo. Perché il governante che cede alla supponenza, all’arroganza e alla prepotenza, prima o poi paga dazio. Di qualunque colore esso sia.

UN PICCOLO CONSIGLIO AL SINDACO DI TUTTI – Ad Alemanno rivolgo qualche piccolo consiglio, certo che non ne avrà bisogno, ma si sa, meglio ripetere piuttosto che tacere. Perché chi tace, non sempre acconsente e spesso si pente. Il consiglio è quello di avvalersi delle persone migliori, non solo per qualifica, ma soprattutto per qualità morali e virtù. Non è l'invettiva del bacchettone, ma l’affettuoso consiglio di chi conosce la dinamica dei ruffiani, della “cortigianeria” e soprattutto dei cicisbei. Occhio Gianni. Perché a destra abbiamo molta gente valida, capace, assennata, preparata e soprattutto che è stata al tuo fianco tanto nei giorni migliori quanto in quelli peggiori. Gente che c’è stata sia prima che dopo il "codazzo". Gente che possiede quelle virtù fondamentali che prendono il nome di integrità, onestà, altruismo, sacrificio e responsabilità. Questa gente c’è. Lo sappiamo benissimo tutti quanti. Non sono né dilettanti né improvvisati. E' gente che ha probabilmente la tua stessa visione del futuro. Persone che non hanno ceduto alla tentazione dell’abbandono neppure nel momento peggiore della storia politica di tutti noi. A queste persone, quelle che sempre sono state con te e sempre lo saranno, ti consiglio di rivolgerti, perché i volti nuovi saranno quelli vecchi, gente onesta.

martedì 29 aprile 2008

ALEMANNO SINDACO A ROMA PER FESTEGGIARE ANCHE D'ANNA E CAVALIERI



Roma, si cambia: Alemanno sindaco. Da Fano sono andati immediatamente a complimentarsi il Consigliere regionale Giancarlo D'Anna e l'assessore comunale di Fano Francesco Cavalieri (nella foto col nuovo sindaco di Roma)
dal Corriere della Sera
Dura sconfitta per Rutelli, trionfa l'esponente del Pdl. La Provincia resta al centrosinistra



ROMA - Il centrosinistra riesce a conservare il controllo della Provincia di Roma, ma cede quello del Campidoglio. Gianni Alemanno, che già due anni fa aveva corso per la poltrona di sindaco sfidando Walter Veltroni e non aveva centrato l'obiettivo, sarà il nuovo sindaco di Roma. A spoglio ultimato, i dati parlano chiaro. E assegnano a lui un vantaggio di quasi sette punti (53,7% contro il 46,3%), sul suo antagonista, Francesco Rutelli. Il centrosinistra manterrà invece la guida della Provincia: a Enrico Gasbarra succederà il ds Nicola Zingaretti che con il 51,78% dei consensi ha battuto il forzista Alfredo Antoniozzi, fermo al 48,22%.

«SARO' SINDACO DI TUTTI» - Poco dopo le 18, con lo spoglio quasi ultimato, è stato lo stesso Alemanno ad intervenire per ringraziare gli elettori: «Quando si vince bisogna essere generosi - ha detto -. Ci lasciamo alle spalle tutti i veleni di questa campagna elettorale. Voglio essere il sindaco di tutti i romani. Vedo dalle percentuali che mi è stato dato un voto trasversale e ne terrò conto». Dall'analisi dei dati, sembra infatti evidente che diversi romani abbiano votato per Zingaretti alla Provincia e per Alemanno al Comune. Stando ai dati riportati dal sito del Comune di Roma, per Zingaretti hanno espresso il loro consenso 731.163 romani, garantendo al diessino il 50,95% dei voti espressi per la provincia nelle sezioni della sola capitale; per Rutelli hanno invece votato «solo» in 676.472: nella stessa giornata, insomma 54.691 elettori hanno insomma voltato la faccia al vicepremier. «Eravamo convinti di poter vincere - aveva spiegato poco prima il portavoce di Alemanno - ma questo distacco è superiore alle nostre previsioni».

FESTA NELLE STRADE - Dentro e fuori la sede del comitato elettorale dell'esponente di An, in via Salandra, già prima di cena si sono registrati assembramenti e caroselli di sostenitori esultanti. Fra le auto che transitano suonando il clacson sono stati notati anche diversi taxi, i cui titolari festeggiano le sconfitta della coalizione che nell'ultima consiliatura aveva provato a varare un provvedimento sulle liberalizzazioni delle licenze che era stato vigorosamente contestato dalla categoria. Sul successo di Alemanno è intervenuto anche il leader di An, Gianfranco Fini, secondo cui quella scritta con questo risultato elettorale è una «pagina storica per An», la sua «vittoria più bella».

L'AFFLUENZA - Intanto sono arrivati al Viminale i dati definitivi relativi all'affluenza: a livello nazionale è stata del 54,99% per le Provinciali e del 62,5% per le Comunali. Si è registrato mediamente un crollo di circa venti punti percentuali rispetto al primo turno, quando i votanti oscillarono tra il 74 e il 76%. In quell'occasione, però, si votava anche per il rinnovo del Parlamento nazionale e questo ha sicuramente favorito l'afflusso.

VALENZA NAZIONALE - Il responso elettorale nella Capitale ha anche una valenza nazionale. In caso di sconfitta, infatti, per Alemanno era già previsto un recupero nella squadra del nuovo governo Berlusconi. Resta ora da vedere cosa farà Rutelli: si è parlato per lui anche di un possibile ruolo da presidente dei senatori del Pd (anche se Veltroni ha già chiesto di confermare in questo ruolo Anna Finocchiaro) ma resta da verificare se, dopo il risultato di Roma, vi saranno contraccolpi interni al Partito democratico. Anche perché la poltrona che andrà ora ad occupare Alemanno è proprio quella lasciata libera da Walter Veltroni che ha rinunciato al Campidoglio per occuparsi a tempo pieno del Pd e, soprattutto, della campagna elettorale.



28 aprile 2008

lunedì 28 aprile 2008

Roma, Alemanno avanti nella corsa al Campidoglio




ROMA - Il centrosinistra dovrebbe riuscire a conservare il controllo della Provincia di Roma, ma ci sono serie possiblità che ceda al Pdl quello del Campidoglio. E' quanto emerge dai primi dati parziali dello spoglio delle schede che evidenziano un netto vantaggio del candidato di centrosinistra Nicola Zingaretti nella corsa per la guida della giunta provinciale (l'esponente ds, con 3.168 sezioni scrutinate su 3.735, ha il 51,78% dei consensi contro il 48,22 del suo avversario Alfredo Antoniozzi) ma una partenza all'inseguimento per Francesco Rutelli, che alla vigilia del voto era considerato favorito per la conquista della poltrona più importante del Comune: con le schede già scrutinate in 1.573 sezioni su 2.600, Gianni Alemanno risulta in vantaggio con il 52,86%, contro il 47,14% del candidato di centrosinistra. Una distanza di oltre cinque punti, che nel corso delle diverse rilevazioni sin qui effettuate non è mai scesa sotto i tre/quattro, che aquesto punto della contesa fa apparire improbabile un recupero da parte del vicepremier uscente.

DESTRA IN FESTA - E non a caso il portavoce di Alemanno si è sbilanciato ai microfoni di Sky Tg 24 parlando di risultato al di là delle aspettative: «Eravamo convinti di poter vincere - ha spiegato SImone Turbolente -, ma questo distacco è superiore alle nostre previsioni. Tanto più che si è andato consolidando a mano a mano che lo spoglio delle schede procedeva». Dentro e fuori la sede del comitato di Alemanno, in via Salandra, si iniziano a registrare assembramenti e caroselli di persone esultanti. Fra le auto che transitano suonando il clacosn sono stati notati anche alcuni taxi, i cui titolari evidentemente festeggiano la probabile sconfitta della coalizione che nell'ultima consiliatura aveva varato un provvedimento sulle liberalizzazioni delle licenze che era stato vigorosamente contestato dalla categoria. Sul successo di Alemanno è intervenuto anche il leader di An, Gianfranco Fini, secondo cui quella scritta con questo risultato elettorale è una «pagina storica per An».

L'AFFLUENZA - Intanto sono arrivati al Viminale i dati definitivi relativi all'affluenza: a livello nazionale è stata del 54,99% per le Provinciali e del 62,5% per le Comunali. Si è registrato mediamente un crollo di circa venti punti percentuali rispetto al primo turno, quando i votanti oscillarono tra il 74 e il 76%. In quell'occasione, però, si votava anche per il rinnovo del Parlamento nazionale e questo ha sicuramente favorito l'afflusso.

VALENZA NAZIONALE - Il responso elettorale nella Capitale ha anche una valenza nazionale: entrambi i candidati, infatti, in caso di sconfitta andranno ad occupare una delle caselle dello schacchiere del potere politico nei rispettivi poli: per Rutelli potrebbe esserci un futuro da presidente dei senatori del Pd (anche se Veltroni ha già chiesto di confermare in questo ruolo Anna Finocchiaro); per Alemanno, invece, l'insuccesso nella corsa per il Campidoglio aprirebbe la strada ad un incarico da ministro nel nuovo governo Berlusconi. Non solo: essendo la poltrona di sindaco quella lasciata libera da Walter Veltroni prima di assumere il ruolo di candidato premier del Pd, un eventuale risultato negativo nella città in cui lo stesso Veltroni due anni fa aveva vinto facile proprio su Alemanno potrebbe avere ripercussioni anche sulle dinamiche interne segreteria del Pd.

RISULTATI SENZA EXIT POLL - Non sono stati diffusi exit poll e quindi i primi ragionamenti sul voto, su dati abbastanza affidabili, potranno essere fatti solo nel pomeriggio avanzato quando lo spoglio delle schede s avrà raggiunto una discreta copertura. Oltre che per Roma e per la sua provincia, si è votato anche per altri quattro consigli provinciali (Massa Carrara, Asti, Foggia e Catanzaro) e per 44 comuni, tra cui sette città capoluogo di provincia ( Sondrio, Vicenza, Massa, Pisa, Roma, Viterbo, Udine).