mercoledì 9 aprile 2008

BONOCORE(LA DESTRA) AL SENATO VOTO PDL


Colpo di scena all’interno del partito guidato da Francesco Storace : il Garante Nazionale degli iscritti de “La Destra” Luciano Buoncuore ha pubblicato un appello a favore del voto al Popolo delle Libertà per il Senato della Repubblica.

Non possiamo che riportare questo accorato invito, rivolto a tutti gli iscritti e simpatizzanti. Per favore, non consegnate il paese a Veltroni, non consentite il pareggio e l’ipotesi di inciucio! Alla Camera il vantaggio del centrodestra è grande e sicuro, ma al Senato le cose si complicano: per la scheda destinata all’elezione dei senatori, votate PDL, non aiutate Veltroni, non fate gioire i comunisti la sera del 14 Aprile.

I vostri valori, in fondo, sono in gran parte i nostri. Non è possibile determinare la vittoria di Veltroni, o comunque il pareggio, a causa di dissidi squisitamente legati a simboli e etichette. Dimostrate di sostenere “La Destra” alla Camera, ma al Senato… fate la scelta giusta, non disperdete il vostro voto, non facilitate il PD.

Ricordate: IL PD SPERA NELLA DISPERSIONE DEL VOSTRO VOTO, SOPRATTUTTO AL SENATO! Non aiutateli in questa speranza.

Grazie.

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Milano martedì 08 aprile 2008


Direzione Nazionale sede del Garante Nazionale degli Iscritti


Via Cornalia, 19-Milano


Il 13 aprile alla camera voterò per LA DESTRA al Senato PDL


Appello rivolto alla riflessione d’iscritti e dirigenti


dal Garante Nazionale degli Iscritti, organo autonono dell’Esecutivo Nazionale de La Destra


Luciano Buonocore




Mancano pochi giorni al voto del 13 e 14 aprile. Tra poco quindi, gli elettori decideranno a chi affidare il governo della nazione. I sondaggisti ritengono che la partita tra Berlusconi e Veltroni sarà decisa sui voti espressi dagli elettori per il Senato. In alcune regioni il voto a La Destra può essere decisivo per la vittoria da una parte o l’altra delle due attuali coalizioni che si contendono il governo della nazione.


Paradossalmente noi de La Destra, con i nostri voti, ci troviamo nell’imbarazzante situazione di determinare la vittoria, al Senato, della Sinistra di Veltroni.


Se le cose stanno così, e visto i sondaggi che non ci fanno purtroppo superare il 2 - 2,5%, sappiamo quindi che in nessuna regione raggiungeremo la soglia del 8% che ci permetterebbe di accedere all’ attribuzione dei seggi al Senato, credo che occorre fare subito una seria riflessione: decidere sul tanto peggio tanto meglio, e quindi aiutare Veltroni a vincere, o al contrario, invitare i nostri elettori a votare al Senato per la coalizione del Popolo delle Libertà.


Di fronte a questa scelta ho preso la mia decisione, raccogliendo l’appello da tutta Italia d’iscritti e dirigenti, io voterò alla Camera per La Destra e al Senato per la coalizione del Popolo delle Libertà.


Mi rendo conto che questa scelta susciterà molte polemiche, ma dico subito che qualunque accusa nei miei confronti mi lascerà completamente indifferente, consapevole di non essere stato io a scegliere di portare La Destra nel scellerato isolamento in cui oggi si trova.


Dopo il 15 aprile riprenderemo il cammino che ci aveva visto nascere. Per dare una speranza a quanti ci hanno seguito per i nostri ideali e non per il potere.


Avremo però bisogno, probabilmente, di un nuovo Segretario Nazionale, determinato e con le idee chiare, che sappia seguire una linea politica senza continui sbandamenti. Capace di aprirsi al vasto e maggioritario popolo del centrodestra.


Un nuovo Segretario che ci faccia uscire dall’isolamento in cui qualcuno ci ha irresponsabilmente spinto.


Aggiungo, senza ipocrisia, che non mi è piaciuta questa campagna elettorale senza idee e programmi, con continue contraddizioni e smentite, dove si è discusso solo di donne orizzontali e verticali, di viagra, di separazioni e di divorzi matrimoniali, degli attacchi a Fini e Berlusconi.


Così come non mi sono piaciute le dichiarazioni, spesso anche volgari, basate su vecchi rancori personali che nulla hanno a che vedere con le ragioni profonde che ci hanno visto nascere nel luglio del 2007.


Infine alcune precisazioni sui motivi che ci hanno portato alla rottura con gli alleati della coalizione guidata da Berlusconi.


Nel corso della prima Conferenza organizzativa Nazionale, tenutasi a Trieste il 10 febbraio 2008, negli interventi introduttivi del Segretario Nazionale, del Responsabile dell’Organizzazione, del Presidente Nazionale e del Portavoce/attuale candidato premier, veniva adombrata - come già avvenuta - l’adesione al “partito unico” PDL, con rinuncia al simbolo, in cambio di un imprecisato numero di deputati e senatori. Tale decisione era il frutto d’incontri ristretti fra parlamentari nei salotti della Santanché e di una festosa cena nel ristorante dell’Hotel Duca d’Aosta di Trieste, alla vigilia di quella che sarebbe dovuta essere la “Conferenza organizzativa” del Movimento. Il mancato coinvolgimento dei quadri dirigenti portò a una vivace protesta oltre che a motivati sospetti.


Volendo essere più chiaro voglio subito svelare un dato decisivo: la rottura con Berlusconi e il PDL è avvenuta perché Storace e Santanchè hanno creduto veramente possibile di poter convincere il Cavaliere a rompere con AN ed allearsi solo con noi. Il no a questa velleitaria proposta è stato tanto immediato quanto prevedibile.


Il tentativo poi, di alcuni di noi (io per primo e la stessa Santanchè) di proporre l’alleanza con il nostro simbolo con la lista del Popolo delle Libertà, promettendo di evitare polemiche con AN, è saltato quando a Trieste, ore 15, in segno di sfida, il Segretario del partito Storace ha lanciato provocatoriamente la candidatura premier della Santanchè, che di fronte a questa prospettiva per lei gratificante ha subito cambiato idea e trascinato LA DESTRA nell’angolo del voto inutile.


Io non so se, dopo il 15 aprile riusciremo a cambiar rotta, una cosa è certa: abbiamo una responsabilità storica nei confronti di noi stessi e di quanti ci hanno seguito in quest’avventura. Non dobbiamo deludere chi ci ha seguito, questo vale anche per i militanti della Fiamma che non vanno strumentalizzati, aizzati, e poi abbandonati!


Per concludere, credo che sia giunto il momento di lanciare un segnale di amicizia al Popolo delle Libertà: “Non muoia Sansone con tutti i Filistei” e dicendo loro: ”Desistenza al Senato per non far vincere Veltroni e la sinistra”!


Qualcuno obietterà che così facendo si perdono centinai di miglia di euro di contributi elettorali, ma qui possiamo veramente dire: “Chi se ne frega! “ Anche perché il prezzo politico da pagare, se vincesse la sinistra, sarebbe sicuramente più elevato.



Guardiamo avanti, verso il futuro, portiamo avanti con grande dignità e coerenza i nostri ideali libertari e identitari, dando un segnale a tutti gli italiani di responsabilità, di senso dello Stato e di nobiltà della politica.


Luciano Buonocore

martedì 8 aprile 2008

BALDASSARRI E D'ANNA INCONTRANO GLI ARTIGIANI


Due ore circa di conversazione sui problemi degli artigiani , sul lavoro svolto dal passato governo Berlusconi su obiettivi del prossimo governo di centrodestra, nel caso in cui il PdL vincerà le elezioni, di questo si è discusso stamane presso l’Artigianato Metaurense nell’incontro voluto ed organizzato dal Consigliere regionale Giancarlo D’Anna tra il Prof. Mario Baldassarri e una folta rappresentanza della Casartigiani Metaurense ad iniziare dal Presidente Sorcinelli.
Sorcinelli ha presentato all’ex Vice Ministro un documento che raccoglie in 5 punti le istanze della categoria: Viabilità e infrastrutture; riduzione della burocrazia, Fisco più equo; riduzione dei costi della politica; Banche e costi del denaro.
Baldassarri ha presentato relativamente al problema delle infrastrutture la proposta della Fano-Grosseto SpA sulla falsa riga della Quadrilatero SpA intervento che ha consentito di accelerare i tempi di avvio dei lavori. Non si prevede un eventuale pedaggio come invece vorrebbe fare il centrosinistra. Il Senatore ha poi prospettato la riapertura della linea ferroviaria Fano-Urbino da collegare oltre che con la linea Adriatica a Pergola e Fabriano.Diverse le domande dei presenti su diverse problematiche, tutte hanno trovato una prima risposta in attesa di un incontro successivo alle elezioni per aggiornamenti e verifiche .

lunedì 7 aprile 2008

SPENTA LA FIAMMA OLIMPICA A PARIGI


A Parigi fiamma olimpica «stop and go» tra bus e tedofori in mezzo alle proteste
Le autorità hanno deciso di caricarla su un pullman per oltrepassare i gruppi di protesta
PARIGI - La corsa della fiaccola olimpica diventa sempre più a ostacoli tra le crescenti proteste anticinesi. La fiaccola, simbolo dei Giochi, è stata addirittura spenta a Parigi e portata per alcune centinaia di metri su un bus prima di riprende il percorso con i tedofori, ma dopo è stata di nuovo bloccata. Inoltre la bandiera nera di Reporter senza frontiere con i cerchi olimpici raffigurati come manette è stata issata al primo piano della Tour Eiffel, sul lato nord. La decisione di spegnere la fiamma è stata presa dalle autorità parigine e dagli organizzatori del Comitato olimpico francese, che avevano predisposto il percorso dei tedofori. C'erano timori consistenti di ritrovarsi con incidenti simili a quelli accaduti a Londra, visto che una grande folla con bandiere tibetane e cartelli pro Tibet si era radunata sul percorso, in particolare vicino alla partenza del primo tedoforo, l'ex campione del mondo dei 400 ostacoli Stephane Diagana. Come previsto la fiaccola olimpica era partita intorno alle 12,35 dalla Torre Eiffel ma ha interrotto la sua corsa dopo poche centinaia di metri. La polizia, che inquadrava con un eccezionale dispositivo di sicurezza i tedofori, ha deciso di spegnerla e di interrompere la staffetta a causa del numero di dimostranti che ne ostacolavano il passaggio.