SANITA': D 'ANNA, PER PESARO MENO POSTI LETTO E MEZZI SOCCORSO
INEVITABILI DIFFICOLTA' E RISCHI PER UTENTI
(ANSA) - ANCONA, 23 MAG - Non solo la provincia di
Pesaro-Urbino avra' meno posti letto per abitante rispetto alle
altre Aree Vaste, ma anche meno mezzi di soccorso. Lo sostiene
il consigliere regionale del gruppo misto Giancarlo D'Anna.
''Proprio in virtu' della diminuzione degli ospedali e dei
posti letto, l'area Vasta n.1 - dice - necessiterebbe di un
maggior numero di trasporti di emergenza. Cosi' non e'. Infatti
secondo gli standard la provincia di Pesaro Urbino dovrebbe
avere il numero superiore di Msa (Mezzo di soccorso avanzato con
medico a bordo) e di Msb (Soccorso di base senza medico a bordo)
in realta' si trova al secondo posto per i mezzi con presenza di
medico 118, infermiere e autista soccorritore (Msa) e all'ultimo
posto per le Msb. In pratica la provincia di Pesaro Urbino
avrebbe una Msa in meno rispetto a quanto le spetterebbe''.
Inevitabili, secondo D'Anna, le difficolta' di copertura di aree
chilometriche nei tempi previsti dalla legge (il tempo standard
equivale a meno di 20 minuti). ''Evidenti - conclude - i rischi
per gli utenti specie quelli dell'entroterra''.
sabato 25 maggio 2013
martedì 9 aprile 2013
“AMPUTATA” LA SANITA' NELLA PROVINCIA DI PESARO URBINO
D'Anna,
a fronte di numero di abitanti ed estensione territoriale superiori
ad altre realtà l'Area Vasta n.1 subisce i tagli maggiori a
vantaggio del resto della Regione.
L'incontro
tra Commissione Sanità l'Assessore Mezzolani e il direttore
Ciccarelli tenutosi ieri ad Ancona non ha convinto. Se da una parte i
vertici regionali della Sanità hanno ribadito che i provvedimenti
della riforma sanitaria saranno condivisi coi territori dall'altra i
fatti dimostrano l'esatto contrario. Ci sono i numeri a
testimoniarlo. E i numeri diventano drammatici se si guarda a quanto
accadrà in provincia di PU.
La
cosi detta spending review (L n..135/2012) chiede la riduzione del
tasso dei letti ospedalieri al 3,7 per mille abitanti di cui lo 0,7
per riabilitazione e lungodegenza post-acuzie , precedentemente il
tasso era del 4 per mille. Questi tagli, imposti dalla Legge
nazionale ,devo essere attuati in tutta la Regione .Guardano,
analizzando i numeri si comprende meglio cosa accadrà sui territori
e chi da questi provvedimenti esce penalizzato.
A
fronte di una popolazione di 366.963 abitanti la percentuale di
posti letto dell'Area Vasta n.1 (provincia di PU) è del 2,76 per
mille. Contro il 3,76 dell'AV3 che ha 50.000 abitanti in meno, il 3,7
dellAV5 che ha 150.000 abitanti in meno e contro il 4,66 di Ancona
AV2.
Numeri
chiari e penalizzanti dai quali la Provincia di PU e sopratutto
l'entroterra esce con le ossa rotte .Quale criterio è stato
utilizzato? Il numero di abitanti certamente no, in quanto l'Area
Vasta n.1 è la seconda per numero di abitanti. Decimare i posti
letto nella Provincia di Pesaro Urbino serve solo a rafforzare,
ancora una volta Ancona, nonostante l'Area Vasta n.1 abbia
un'estensione territoriale superiore a quella di tutte le altre Aree
Vaste.
Non
solo, questo taglio oltre alle conseguenze dirette sulle attuali
strutture ospedaliere crea inevitabilmente delle fratture all'interno
dei territori tra chi avrà ,subirà un trattamento diverso. Se a
questo aggiungiamo che in Provincia di PU l'Azienda Marche Nord sta
già creando forti malumori ,anche tra chi l'ha in una prima fase
sostenuta, in quanto è sempre più evidente la concentrazione dei
servizi più importanti su Pesaro, ci si rende conto che a parte il
capoluogo di Provincia,nel tempo rimarrà un'unico ospedale, quello
del capoluogo appunto.Privando entroterra e costa, Pesaro a parte,
del diritto di avere una sanità accessibile. Su questa strada ci
stiamo avviando lentamente e inesorabilmente. A questo bisogna
opporsi con forza . Alla doverosa protesta per le imposizioni in
atto, devono seguire provvedimenti legislativi. Da questo punto di
vista è già depositata da oltre un anno una proposta di legge che
assegna alle Aree Vaste “la personalità giuridica” detto in modo
semplice la possibilità di scegliere cosa fare sul proprio
territorio. Negli scorsi giorni ho sollecitato con una mail tutti i
sindaci delle Marche ad appoggiare tale iniziativa. Altre strade ad
oggi non garantiscono maggiori possibilità di incidere
concretamente. Rimarrà l'appello inascoltato com'è accaduto in
passato con le denunce su quanto sarebbe accaduto con l'applicazione
del Piano Socio Sanitario?
Giancarlo
D'Anna
Vice
Presidente Commissione Sanità Regione Marche
lunedì 8 aprile 2013
RIFORMA SANITARIA, D'ANNA SONO I TERRITORI A DOVER SCEGLIERE.BASTA IMPOSIZIONI.
SANITA': ENTRO 3 SETTIMANE PARERE COMMISSIONE SU RIORDINO
AVVIATO OGGI ESAME DOCUMENTI.D'ANNA, FAR SCEGLIERE AI TERRITORI
COMI, FARE IN FRETTA (ANSA) - ANCONA, 8 APR - Sara'' espresso entro tre settimane il parere della quinta commissione consiliare regionale (salute), presieduta da Francesco Comi (Pd), sui contenuti della riforma sanitaria. L''organismo ha cominciato oggi l''esame dei documenti nel corso di una seduta alla quale hanno preso parte, oltre a tutti i commissari (D''Anna, Giorgi, Busilacchi, Badiali, Camela, Natali, Pieroni), anche numerosi consiglieri regionali (Massi, Acquaroli, Bucciarelli, Marangoni, Bellabarba, Zaffini, Romagnoli). I contenuti della proposta e il percorso di confronto che precedera'' la sua approvazione sono stati illustrati dall''assessore alla Sanita'' Almerino Mezzolani e dal direttore dell''Asur Piero Ciccarelli. Comi ha richiamato la necessita'' di procedere in fretta alla riforma, non solo per razionalizzare la spesa ma soprattutto ''''per riorganizzare un servizio sanitario buono, ma non piu'' adeguato ai nuovi bisogni della comunita' Opinione diversa invece per il vice
presidente Giancarlo D'Anna (gruppo misto), secondo il quale
''il passaggio in Commissione e' importante, ma secondario
rispetto a decisioni di fatto gia' prese''. ''Una via d'uscita
c'e' ancora - ha aggiunto - ed e' quella dell'assegnazione della
personalita' giuridica alle Aree vaste. Ogni provincia avrebbe
la possibilita' di scegliere cosa fare all'interno del proprio
territorio, tenendo presenti gli input della Regione. Con questa
riforma e' Ancona che stabilisce cosa deve succedere a Pesaro,
Macerata, Ascoli e Fermo, questo e' fortemente sbagliato. Il mio
parere - ha concluso - e' sicuramente negativo sulla metodologia
e sui risultati che questa riforma portera' ai cittadini
marchigiani''' Il confronto iniziato oggi in
Commissione - ha aggiunto Comi - ''e' stato costruttivo e positivo e rispetta i percorsi decisionali caratterizzati da condivisione, partecipazione e trasparenza prescritti dalla legge n. 28 e auspicati dal Consiglio regionale. Sara' un confronto reale e faremo, insieme alla Giunta, le correzioni che servono''. Per il presidente della Commissione ''la Giunta e il Consiglio regionale devono individuare maggiori strumenti di controllo della gestione e di verifica costante sui bilanci delle aziende, anche attraverso report trimestrali della spesa, analitici e disaggregati''. Per garantire il massimo rigore nella gestione dei fattori produttivi, a giudizio di Comi - ''occorrono provvedimenti quali l'utilizzo della centrale unica per gli acquisti della sanita', la moralizzazione e il controllo severo della libera professione, la riduzione delle strutture complesse (sanitarie e amministrative), la gestione di tipo dipartimentale in area vasta, secondo modelli organizzativi adottati anche da imprese private, e maggiore incidenza del salario di risultato per incentivare la produttivita', intesa come strumento per l'integrazione di tutta la filiera produttiva''. Bisogna rafforzare la rete dell'emergenza investendo piu' risorse in mezzi e servizi ed eliminando alcuni sprechi. ''Il nostro obiettivo principale - ha spiegato ancora Comi - e' fornire la risposta piu' appropriata e tempestiva nel luogo dove si verifica l'evento, garantendo nel minor tempo possibile i bisogni diagnostici e terapeutici e trasportando in sicurezza il paziente nella struttura piu' idonea. Questo significa liberare risorse (4 centrali operative e due elicotteri eccedono del 30% gli standard di spesa previsti) per garantire una rete diffusa di potes medicalizzate su tutto il territorio regionale''. Pero' ''togliere il punto di primo intervento in una Casa della salute non e' possibile per presidi che garantiscono oltre 6.000 prestazioni annue almeno fino a quando non sara' possibile garantire un alternativo servizio h24 come richiamato dal decreto Balduzzi''. ''L'offerta sanitaria sul territorio regionale va riorganizzata - conclude Comi - tramite percorsi che prevedano: uniformita' nelle Marche della rete ospedaliera senza nessuna discriminazione, condivisione da parte degli operatori della sanita' con individuazione di obiettivi comuni, individuazione di parametri oggettivi da applicare sull'intero territorio (per esempio distribuzione delle strutture di lungodegenza in base al bacino di utenti ultra sessantacinquenni e alle caratteristiche del territorio), analisi degli attuali flussi di mobilita' sanitaria all'interno della regione Marche, utilizzo dell'epidemiologia per definire il bisogno sanitario''.
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