mercoledì 6 giugno 2012

ALTRO CHE RILANCIO, STANNO AFFOSSANDO IL SANTA CROCE.


Siamo pronti a tornare alla carica
LO CHIAMANO PIANO FERIE IN REALTA' CONTINUA LO SMANTELLAMENTO DEL SANTA CROCE DI FANO.


D'Anna, si perdono 16 posti tra lungodegenza e post acuzie fino a settembre



Lo chiamano pomposamente Piano Ferie estive 2012 dell'Ospedale Santa Croce ma in realtà si tratta di un Piano di svilimento del nosocomio al servizio della Vallata del Metauro e della città di Fano.

Può infatti chiamarsi Piano Ferie un periodo lungo 4 mesi di accorpamenti di reparti?

E' più semplicemente un piano tendente ad abituare i pazienti a servirsi di altre strutture, di altri medici, di una sanità diversa da quella a cui ci siamo abituati.

Con che faccia si presenteranno ai cittadini quanti ci hanno accusati di campanilismo nel momento in cui abbiamo e continuiamo a difendere il Santa Croce dal suo de potenziamento. Avranno il coraggio di guardare negli occhi quei cittadini ai quali hanno assicurato che non si depotenzia niente, anzi, all'Ospedale di Fano c'è e ci sarà di tutto e di più.

Ancora una volta carta canta. E dopo la “truffa” della nascita dell'azienda Marche Nord, attraverso la quale Fano è solo servita a mantenere in vita l'Azienda preesistente,il San Salvatore. Dopo il Piano Socio Sanitario che prevede “un nodo provinciale (Pesaro-Fano) per la copertura del bisogno di cura e assistenza al livello minimo di area vasta”. Oggi i fanfaroni trasversali della fanta-sanità devono prendere atto che andiamo al disotto del minimo di “cura e assistenza” con il così detto piano ferie.

A difesa del Santa Croce e delle Vallate del Meturo e del Cesano

Si tratta di un periodo lunghissimo :ben 4 mesi, ben 120 giorni, nei quali ci saranno i così detti accorpamenti di posti letto. Un periodo lunghissimo, senza precedenti e propedeutico a qeui cambiamenti tendenti a trasformare l'Ospedale di Fano un una struttura sempre meno attrattiva da giustificare nel prossimo futuro il suo ulteriore ridimensionamento, trasformazione o chiusura. Già perché oltre al disagio sono i numeri e le statistiche a fare le differenze nel momento in cui si decide a chi assegnare fondi, cosa tagliare, cosa eliminare. Impedire di “fare numeri” equivale a segnare il destino di una struttura, specie nel momento in cui, sulla base di quei numeri si decide il futuro della Sanità. Accorpare per 4 mesi, ad esempio il Post Acuzie (ex lungodegenza) e Geriatria perdendo 16 posti, indispensabili e utili , è indice di incapacità di tenere conto delle reali esigenze di chi, malato o famigliare, necessita di un servizio importante. Ma al caso eclatante appena citato si aggiungono i 9 posti in meno in medicina e qui oltre alle ferie la giustificazione si basa su alcuni lavori da effettuare nel reparto. Insomma l'Ospedale di Fano continua a portare la sua croce. Dalle camere operatorie profumatamente pagate e mai entrate in funzione, alle camere mortuarie pagate ma ancora inagibili tanto che attualmente le salme vengono esposte non nelle camere mortuarie, che dovrebbero essere le vecchie ristrutturate (i lavori sono fermi da 4 anni) ma bensì nelle stanze per il deposito, vestizione e tutto quello che precede l'esposizione delle salme. Una testimonianza che non si ha rispetto né per i vivi come per i defunti. Quella che alcuni hanno definito una battaglia di retroguardia è invece una battaglia morale contro cinismo,indifferenza ed affari. In molti dovrebbero rifletterci sopra, altri preso atto di quanto sta accadendo ,farebbero bene a dimettersi prima di essere “licenziati” dagli elettori.

martedì 5 giugno 2012

BRONZI, UN SEGNALE CHIARO



Bronzi di Pergola, una risoluzione dell'Assemblea Legislativa delle Marche afferma che la sede naturale deve essere il paese in cui, nel 1946, essi furono ritrovati. Il documento chiede che il Ministro competente che si pronunci in maniera definitiva sulla vicenda, tenendo conto della “competenza statale della materia” secondo il documento originario il Ministero avrebbe dovuto confermare quanto stabilito dalle precedenti sentenze sull'adozione delle sculture, senza specificare quali: se quelle a favore di Pergola o di Ancona. Poiché la prima sentenza, cronologicamente parlando, favoriva il Capoluogo di Regione sulla cittadina del pesarese, il Consigliere Giancarlo D'Anna, con un sub-emendamento approvato unanimemente, ha ottenuto che a Roma considerino solo le sentenze favorevoli all'assegnazione dei Bronzi alla città di Pergola. L'oggetto della disputa passa quindi dalla mani della Regione a quelle del Governo Centrale. Ribadisce D'Anna: “Pergola è il luogo deputato alla preservazione dei Bronzi”. E a chi afferma che si tratta di campanilismi, replica: “E' dovere della popolazione rivoltarsi contro qualsiasi sottrazione di beni comuni e territoriali. L'emendamento proposto delegava a Roma di esprimersi in modo definitivo basandosi sulle precedenti sentenze, ma senza specificare quali. Con la modifica approvata la Regione Marche chiede che al Ministero di prende in considerazione un solo sito: Pergola”.

sabato 2 giugno 2012

Quanti e quali sono gli edifici "vulnerabili" ad un evento sismico?


Oggetto: verifica rischio sismico edifici scolastici della Provincia di PU e delle Marche


Il sottoscritto Giancarlo D'Anna, Consigliere regionale delle Marche

PREMESSO

che tutta la penisola italiana e la Sicilia sono zone ad alta sismicità a causa dello scontro fra la zolla africana e quella eurasiatica;

che in particolare il territorio marchigiano è da sempre interessato da un’importante attività sismica sia per l’intensità che per frequenza. Infatti a partire dall’anno 1000 ad oggi, si possono contare circa venti eventi distruttivi con epicentro nel territorio marchigiano senza contare quelli con epicentro nelle regioni limitrofe che hanno prodotto danni anche nelle Marche;



CONSIDERATO



che nella Regione Marche sono presenti 1350 edifici scolastici di proprietà pubblica;

che dopo il terremoto nel Molise nel novembre 2002 e la strage nella scuola di San Giuliano fu introdotto l’obbligo di effettuare le verifiche di vulnerabilità sismica degli edifici strategici ai quali le scuole sono assimilabili (art. 2, comma 3, dell’Ordinanza Presidente Consiglio dei Ministri n. 3274 del 20 marzo 2003);

che le suddette verifiche avrebbero dovuto essere ultimate entro il 31.12.2003, termine più volte prorogato, in ultimo fino al 31.12.2012 (Decreto Legge 29 dicembre 2011 n. 216);

che l’Ordinanza 3274/03 non prevede che l’ente obbligato sia tenuto a comunicare ad altri l’esito della verifica e pertanto gli EE.LL. preposti potrebbero aver eseguito le verifiche e non averlo comunicato alla Regione;

che il possesso del certificato di abitabilità/agibilità non è esaustivo a valutare l’effettiva sicurezza strutturale dell’immobile se sottoposto a sollecitazioni dinamiche come avviene nel caso di un sisma, è possibile infatti che edifici in cemento armato, costruiti prima dell'entrata in vigore delle normative contro il rischio sismico, dispongano del certificato di agibilità ma non idonei a sostenere le sollecitazioni sismiche;

che per quanto sopra riportato, la Regione Marche non dispone di banche dati aggiornate e complete sulle verifiche di vulnerabilità sismica degli edifici pubblici, strumento considerato fondamentale per la prevenzione di disastri in caso di evento sismico





INTERROGA



Il Presidente della Giunta per conoscere:

Se alla luce di quanto esposto non intenda organizzare immediatamente un incontro con gli Enti proprietari delle strutture in questione per verificare quanti hanno adempiuto all'obbligo di verifica della vulnerabilità sismica degli edifici strategici (Ospedali, caserme..) ai quali le scuole sono assimilabili, in considerazione del fatto che tali controlli, originariamente previsti entro il 31.12.2003, sono stati con varie proroghe procrastinati al 31.12.2012 e che l'ordinanza non prevede che l'Ente sia tenuto a comunicare ad altri l'esito della verifica.

E conseguentemente, sulla base della reale e aggiornata situazione, prevedere un programma pluriennale di interventi che in modo definitivo mettano in sicurezza le strutture pubbliche ad iniziare da quelle scolastiche.





Giancarlo D’Anna