giovedì 8 luglio 2010

FARINAS, UN UOMO LE SUE IDEE I RISULTATI.


CUBA: FARINAS, DISSIDENTE 'VETERANO' SCIOPERI FAME / (ANSA) - L'AVANA, 8 LUG - Giornalista, psicologo e veterano degli scioperi della fame: e' il profilo di Guillermo Farinas, che negli ultimi mesi si e' detto pronto a morire e a farsi martire della liberta' a Cuba, pur di ottenere la liberazione di un consistente numero di prigionieri politici. Farinas - 48 anni, in gioventu' membro dei corpi scelti della rivoluzione di Fidel Castro - stava compiendo fino ad oggi quello che e' stato il suo 23/o digiuno dal 1995: poco fa, una fonte dell'ospedale di Santa Clara, dove il dissidente e' ricoverato dall'11 marzo, ha confermato all'ANSA che Farinas aveva posto fine al digiuno. La decisione e' stata presa a seguito degli annunci fatti ieri all'Avana sulla liberazione di un consistente gruppo (52 persone) di prigionieri politici. Nel 2006, Farinas aveva fatto uno sciopero della fame di sei mesi, chiedendo l'accesso libero a Internet per tutti i cubani. In quell'occasione, le autorita' mediche lo avevano alimentato per endovena, ponendo fine cos alla sua protesta. Questa volta, la ragione dello sciopero era stata la morte, lo scorso 23 febbraio, del dissidente detenuto Orlando Zapata, muratore di colore di 42 anni, deceduto dopo 85 giorni di digiuno per protestare contro gli abusi subiti in carcere. Zapata era stato il primo detenuto morto nell'isola per uno sciopero della fame dal 1972, e il suo decesso era stato un duro colpo per L'Avana. Poco dopo il governo di Raul Castro respinse le accuse della famiglia e dell'opposizione, affermando che i medici avevano fatto di tutto per salvare la vita di Zapata. Farinas aveva in quel momento denunciato di essere stato fermato e maltrattato, dalla polizia. Dopo essere stato rilasciato, aveva iniziato il digiuno per chiedere la liberazione di 26 ''prigionieri di coscienza'' con problemi di salute. Diverse decisioni prese dall'Avana nelle ultime settimane confermano che il governo di Castro ha cercato in tutti i modi di evitare il ripetersi della tragica morte di Zapata, che aveva innescato una lunga ondata di proteste in tutto il mondo. Mentre le condizioni di salute del giornalista si aggravavano, L'Avana ha fatto alcune mosse proprio per bloccare la possibilita' di un esito tragico della vicenda. Qualche giorno fa, il Granma, quotidiano del Pc cubano, aveva messo le avanti, preavvertendo che i medici di Santa Clara stavano facendo tutto il possibile per salvargli la vita. Subito dopo, Farinas aveva fatto sapere di essere ''consapevole'' che poteva morire, decesso che - aveva precisato - sarebbe stato un ''un onore'' e del quale ''gli unici responsabili saranno i fratelli Raul e Fidel Castro''. Ieri e' poi giunta la notizia che ha aperto una nuova fase nella vita politica cubana, l'annuncio della liberazione, in tempi diversi, di 52 prigionieri, a seguito del dialogo in corso da tempo tra il governo e la Chiesa cattolica: qualche ora dopo e' infine giunto l'annuncio della fine del digiuno da parte del dissidente.

sabato 3 luglio 2010

UN ANNO DOPO IN TURKESTAN ORIENTALE CONTINUA LA REPRESSIONE CINESE.


VIOLENZE XINJINAG, AMNESTY INTERNETIONAL CONTESTA VERSIONE UFFICIALE (ANSA) - PECHINO, 3 LUG - L'organizzazione umanitaria Amnesty International ha contestato la versione ufficiale delle autorita' cinesi sulle violenze che si sono verificate un anno fa ad Urumqi, capitale della provincia cinese del Xinjiang. In un comunicato inviato oggi ai mezzi d' informazione stranieri in Cina, Ai afferma che essa ''lascia troppe domande senza risposta''. La Cina ha accusato delle violenze, nelle quali afferma che hanno perso la vita 198 persone, i gruppi terroristici composti da uighuri, l' etnia turcofona e musulmana originaria della regione. Le testimonianze di uighuri fuggiti dalla Cina dopo le violenze, sostiene Ai, parlano di ''eccessiva forza'' usata dalle forze di sicurezza cinesi, di dimostranti bersagliati dalle armi da fuoco della polizia anti-sommossa. Questi episodi si sarebbero verificati prima che gruppi di giovani uighuri attaccassero le case e le proprieta' di immigrati cinesi. Pechino ha affermato che 198 persone sono state condannate per le violenze ma Ai parla di ''oltre mille'' arresti. Secondo i resoconti della stampa cinese almeno 26 persone sono state condannate alla pena capitale e almeno nove sono gia' state uccise. ''Invece di accusare agitatori esterni creando panico, il governo cinese dovrebbe usare l' anniversario per lanciare una vera inchiesta, tenendo conto anche delle lamentele che da lungo tempo esprime la comunita' uighura''.(nella foto Giancarlo D'Anna in un mercato Uiguro del Turkestan Orientale occupato dai cinesi e rinominato Xinjang)

giovedì 1 luglio 2010

D'Anna:più incisivi sulla lotta alla droga.


Lotta alla prostituzione, un plauso alle Forza dell'Ordine.
Le recenti operazioni eseguite dalle Forze dell'Ordine,(di routine e quelle predisposte dal Questore Italo D'Angelo) mettono in luce una diffusa e preoccupante presenza e di prostitute sul nostro territorio. La prostituzione non viene mai da sola e si accompagna spesso alla malavita e al traffico e spaccio di droga. Un plauso dunque va al Questore di Pesaro, agli uomini del Commissariato di Fano per le recenti operazioni come un plauso va a Carabinieri, Guardia di Finanza e Vigili Urbani per l'impegno profuso nel tempo. Questa è la strada giusta. Quella della prevenzione e repressione dei fenomeni criminosi. Resta diffusissimo l'uso e consumo di sostanze stupefacenti. In questo settore c'è molto lavoro da fare e ci auspichiamo una maggiore attività di indagine di controllo che individui le centrali di spaccio vero e proprio supermarket di quelle sostanze che minano la salute fisica e mentale dei giovani.