venerdì 26 febbraio 2010

D'Anna: Ospedale unico, calato il sipario, molta speculazione poca sanità.


D’Anna (PdL): «L’obiettivo non è migliorare la sanità per i cittadini, ma aprire una nuova stagione di appalti e speculazione edilizia»


26 febbraio 2010 – Per mesi, incalzato dalle mie pressanti e costanti richieste, l’assessore regionale alla sanità Almerino Mezzolani ha negato che l'obiettivo finale del riassetto avviato con la legge sugli Ospedali Riuniti sarebbe stato l'ospedale unico Pesaro-Fano.

Giusto ieri il Governatore uscente Gianmario Spacca lo ha sconfessato, affermando che, in caso di un’ipotetica riconferma alla guida della Regione, la costruzione di quell’ospedale “sarà una priorità da assolvere entro la prossima legislatura”.

Tutto d’un botto è calato il sipario. Il trucchetto del “dire per non dire” è durato fin troppo. Il gioco è scoperto, e così anche gli interessi in ballo.

La dichiarazione di Spacca, così esplicita e contraria alle aspettative e agli interessi legittimi di migliaia e migliaia di cittadini di Fano e della Valle del Metauro preoccupati per il futuro dell’ospedale, arriva a ridosso della campagna elettorale con lo scopo ben preciso di confermare alle lobby legate al centrosinistra che, anche nella prossima legislatura, ci sarà una stagione di sostanziosi appalti. E che appalti: ormai è purtroppo chiaro a tutti che il nuovo ospedale unico sarà costruito a Pesaro, nei pressi dell'uscita dell'autostrada. E non, come falsamente ipotizzato, a cavallo tra Fano e Pesaro, tra colline franose e viabilità inesistente.

E dove trovare i soldi necessari alla realizzazione? Semplice, nelle succose alienazioni dei comparti dove attualmente sorgono gli ospedali di Fano e Pesaro che, presumibilmente, si trasformeranno in appartamenti-residence tanto cari al gioco della speculazione edilizia.

Soldi e interessi. Peccato, però, che in tutto questo la parola “sanità”, ciò che realmente conta per i cittadini, non venga minimamente menzionata. Delle vergognose liste d'attesa, delle costosissime apparecchiature sottoutilizzate, delle attese bibliche nei pronto soccorso, del personale continuamente sotto organico e costretto a turni massacranti.

Solo e soltanto business: quello legato alle forniture, agli appalti, alle nomine. In una Regione dove oltre l'80% del bilancio è assorbito dalla sanità ci si occupa più di costruire che dare risposte e servizi. Votare Spacca significherebbe proseguire su questa strada.


Giancarlo D’Anna

martedì 23 febbraio 2010

Treni: ripristinate due fermate Eurostar a Fano



D'Anna: risultato della mobilitazione

Non sarà stata una battaglia inutile quella che ha visto scendere sui binari Ancona, alcune settimane fa, i rappresentanti delle istituzioni per il ripristino di alcune fermate Eurostar se come sembra oramai certo da marzo verranno ripristinate due fermate di Eurostarcity a Fano : la 9825 Milano - Ancona con fermata a Fano alle 22.30 e nella tratta sud nord il treno Eurocity Ancona-Milano con fermata a Fano alle ore 7.29.
Lo aveva anticipato il Ministro Matteoli ad un incontro sulle infrastrutture tenutosi ad Ancona subito dopo la cancellazione di alcune fermate sulla tratta adriatica. In quell'occasione il ministro è stato invitato e sollecitato da più parti, ad intervenire presso le Ferrovie per rendere giustizia su un provvedimento che fortemente penalizza alcune città delle Marche ad iniziare da Fano. Una prima importate risposta arriva quindi dopo le giuste rimostranze dei viaggiatori che per primi si sono attivati per una doverosa attenzione alle esigenze di chi ,per lavoro o per altri motivi sceglie di utilizzare i mezzi alternativi all'automobile, sopratutto in un momento cui le polveri sottili continuano imperterrite ad avvelenare le città della costa.
Una battaglia, quella del ripristino di alcune fermate Eurostar che non finisce qui perchè sopratutto in vista della stagione turistica si renderà necessaria una più attenta rete di collegamenti che possano contribuire ad offrire ai turisti una possibilità in più di raggiungere le nostre città. La mobilitazione continua.

sabato 20 febbraio 2010

DROGA, U.S.A., AFGANISTAN. DICONO CHE....


Gli americani sono profondamente coinvolti nel traffico di droga afghano
di Glen Ford - 19/02/2010

Fonte: Come Don Chisciotte [scheda fonte]




Gli Stati Uniti hanno preparato il terreno per la guerra afghana (e pakistana) otto anni fa, quando permisero il traffico di droga ai signori della guerra sul libro paga di Washington. Ora gli americani, agendo come il Capo dei Capi, hanno compilato liste nere dei rivali, i signori della guerra “talebani”. “È un’occupazione di bande, nella quale i trafficanti di droga alleati degli Stati Uniti sono incaricati di svolgere le attività di polizia e controllo dei confini”.

“I trafficanti di droga alleati degli Stati Uniti sono incaricati di svolgere attività di polizia e di controllo dei confini, mentre i loro rivali sono stati inseriti in liste nere americane”.

Se state cercando il capo del traffico di eroina in Afghanistan, esso è rappresentato dagli Stati Uniti. La missione americana si è evoluta in un’organizzazione di tipo mafioso che avvelena ogni alleanza militare e politica introdotta dagli USA e dal proprio governo fantoccio di Kabul.

È un’occupazione di bande, in cui i trafficanti di droga alleati degli Stati Uniti sono incaricati di svolgere attività di polizia e di controllo dei confini, mentre i loro rivali sono stati inseriti in liste nere americane, destinati alla morte o alla cattura. Come risultato di ciò, l’Afghanistan è stato trasformato in una piantagione di oppio che fornisce il 90 percento dell’eroina mondiale.

Un articolo nel numero attuale di Harper’s magazine esplora i meccanismi profondi dell’occupazione statunitense infestata dalla droga, si tratta di una dipendenza quasi totale sulle alleanze costruite con gli attori del traffico di eroina. L’articolo si focalizza sulla città di Spin Boldak, al confine sudorientale con il Pakistan, porta d’accesso ai campi di oppio delle province di Kandahar ed Helmand. Il signore della guerra afghano è inoltre a capo dei controlli ai confini e della milizia locale. L’autore è un giornalista infiltrato residente negli USA, che è stato assistito dai più importanti collaboratori del signore della droga ed ha incontrato i funzionari statunitensi e canadesi che collaborano quotidianamente con il trafficante di droga.

L’alleanza è stata costruita dalle forze americane durante l’invasione statunitense dell’Afghanistan nel 2001, ed è perdurata e cresciuta sin da allora. Il signore della droga, ed altri come lui in tutto il paese, non è solo immune da serie interferenze americane, ma è stato rafforzato attraverso denaro ed armi di origine statunitense per consolidare i propri affari nel settore della droga a spese degli altri trafficanti rivali delle altre tribù, costringendo alcuni di loro ad allearsi con i Talebani. Nell’Afghanistan di lingua Pashtun, la guerra è in gran parte tra eserciti guidati da trafficanti di eroina, alcuni schierati con gli americani, altri con i Talebani. Sembra che i Talebani stiano avendo il sopravvento in questa guerra tra bande mafiose, le cui origini trovano le proprie radici direttamente nelle politiche degli Stati Uniti.

“È una guerra il cui ordine di battaglia è ampiamente definito dal commercio di droga”.

C’è da sorprendersi, quindi, se gli Stati Uniti compiono così spesso attacchi aerei contro le feste di nozze dei civili, cancellando gran parte delle numerose famiglie dello sposo e della sposa? I trafficanti di droga alleati dell’America hanno spiato i clan e le tribù rivali utilizzando gli americani come supporto tecnologico nei loro feudi mortali. Ora gli americani ed i loro alleati occupanti europei hanno istituzionalizzato le regole della guerra tra bande con liste nere di trafficanti di droga da uccidere o catturare a vista, liste compilate da altri signori della droga affiliati con le forze di occupazione.

Questa è la “guerra di necessità” che il Presidente Barack Obama ha abbracciato come propria. È una guerra il cui ordine di battaglia è largamente definito dal commercio di droga. I generali di Obama fanno richiesta di decine di migliaia di nuove truppe nella speranza di diminuire la loro dipendenza dalle milizie e dalle forze di polizia attualmente controllate dai trafficanti di droga alleati degli americani. Ma, naturalmente, questo spingerà gli alleati afghani dell’America tra le braccia dei Talebani, che otterranno un accordo più vantaggioso. Allora i generali sosterranno di aver bisogno di ulteriori truppe statunitensi.

Gli americani hanno creato questo inferno saturo di droga, e la loro occupazione è ora dominata da quest’ultimo. Sfortunatamente, nel frattempo hanno anche dominato milioni di afghani

Per Black Agenda Radio, sono Glen Ford. In rete, visitate www.BlackAgendaReport.com

Titolo originale: "Americans Are Deeply Involved In Afghan Drug Trade "