INTERROGAZIONE URGENTE RELATIVA AI PRESUNTI TERRENI SU CUI SI DICE DI VOLER EDIFICARE L'OSPEDALE UNICO.
Il sottoscritto Giancarlo D'Anna Consigliere Regionale e Vice Presidente della commissione Sanità delle Marche
PREMESSO
di essere contrario alla costruzione di un Unico Ospedale in quanto segnerebbe la fine di tutte le altre strutture nella provincia di PU ed in considerazione della scelta della Regione Marche di concentrare tutte le eccellenze ad Ancona;
CONSIDERATO
che da tempo si parla della costruzione di un Ospedale Unico in provincia di Pesaro Urbino;
che da diverse parti sono state proposte alcune localizzazioni ove ubicare la struttura;
che l'attenzione si è concentrata su un'area in Zona Fosso Sejore nonostante forti opposizioni di cittadini e comitati;
che la competenza in Sanità e della Regione;
che il sindaco di Pesaro ha pubblicamente affermato relativamente all'Ospedale Unico «La trattativa tra le Fondazioni bancarie ed un privato che possiede una vasta area a Fosso Sejore è molto avanzata. La bozza d'accordo per una cessione del diritto di superficie temporaneo con successivo passaggio di proprietà è praticamente pronta...»
INTERROGA IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA PER CONOSCERE:
a quale titolo le Fondazioni stanno trattando il terreno citato;
come mai tale comunicazione è stata fatta dal Sindaco di Pesaro e com'è venuto a conoscenza di tali trattative;
se la Regione Marche ha invitato o richiesto alle Fondazioni tale intervento e con quale atto ufficiale;
se la Regione ha partecipato a tali trattative e chi altri insieme alla Regione o su sua delega o proposta della Regione;
perchè la commissione sanità è stata completamente tenuta all'oscuro di tali inizative:
se esistono verbali di tali trattative;
chi è il privato con il quale si sta trattando considerato che nella zona in questione ci sono diversi proprietari e se questi ultimi sono stati esclusi dalle trattative e per quali motivi;
se questa esclusione potrebbe creare problemi o incremento dei costi di acquisti degli ulteriori terreni necessari;
cosa prevede la”bozza di accordo” citata dal Sindaco Ceriscioli;
qual'è la richiesta economica del privato proprietario del terreno e quale l'estensione dell' oggetto di trattativa ;
quanto tempo intercorrerà tra la cessione del diritto di superfice e l'acquisizione del diritto di proprietà;
a chi verrà attribuita la proprietà dell'eventuale futuro ospedale considerato che il terreno stante a quanto dichiarato dal sindaco di Pesaro verrà acquistato dalle Fondazioni;
se i contatti e trattative sul prezzo dei terreni siano stati fatti e tenuti in considerazione prima di proporre il sito di Fosso Sejore;
cosa accadrebbe nel caso in cui il costo dei terreni di Fosso Sejore fosse antieconomico e non giustificabile considerato che altri siti proposti sono di proprietà pubblica?
Giancarlo D'Anna
venerdì 5 agosto 2011
mercoledì 3 agosto 2011
Rebiya Kadeer: “Triste per le violenze nel Xinjiang. Ma la colpa è di Pechino”
| Rebiya Kadeer durante una recente manifestazione a Roma |
Pechino (AsiaNews) - “Io non sostengo la violenza. Sono molto triste per la morte dei cinesi di etnia han e degli uighuri coinvolti negli scontri dei giorni scorsi. Ma allo stesso tempo non posso biasimare coloro che hanno condotto gli attacchi: sono stati spinti a farlo, disperati per le politiche cinesi”. Lo dice ad AsiaNews Rebiya Kadeer, leader dell’etnia uighura, a commento dei recenti scontri e violenze che hanno sconvolto la provincia settentrionale del Xinjiang.
L’ultimo episodio in ordine di tempo si è verificato ieri sera, quando la polizia cinese ha sparato a sangue freddo contro due uighuri sospettati di essere coinvolti nell’attacco che il 31 luglio ha provocato la morte di 6 persone in un bar di Kashgar. I due – Memtieli Tiliwaldi (29 anni) e Turson Hasan (34) – sono stati uccisi in un campo di granturco e lasciati lì. Il governo di Kashgar aveva messo una taglia di 100mila yuan (circa 10mila euro) per la loro cattura.
Prima di quest’ultimo episodio si sono verificati fatti di sangue nella città di Hotan e nella capitale provinciale, Urumqi. L’etnia uighura – turcofona e di religione islamica – è dal 1949 sotto il tallone del governo cinese che le ha imposto una serie di estreme limitazioni religiose e culturali. La provincia rivendica invece la sua indipendenza e chiede la restaurazione del Turkestan orientale, il governo legittimo prima dell’invasione dell’armata maoista.
La Kadeer, che guida il Congresso mondiale degli uighuri, commenta: “Senza fonti indipendenti di informazione, non possiamo sapere se queste cose sono vere. Non sappiamo con certezza chi ha condotto degli attacchi e di che natura questi siano. Se fosse terrorismo andrebbe condannato, ma Pechino ha imposto sul Xinjiang una cortina di fumo che rende impossibile verificare qualunque cosa”.
In ogni caso, aggiunge, “io condanno il governo cinese per quanto sta avvenendo. Pechino ha creato in maniera deliberata una atmosfera di disperazione, ha convinto gli uighuri che per loro non c’è più futuro nella loro stessa terra. È Pechino che si deve assumere la responsabilità di quanto sta avvenendo, perché è con la sua discriminazione folle che scatena la violenza”.
martedì 2 agosto 2011
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