lunedì 6 aprile 2009

AMIANTO: UN SILENZIO KILLER


Inizia oggi a Torino l’udienza preliminare del processo contro i vertici dell’Eternit per le morti da amianto il Killer del ‘900, com’è stato definito. Pericoloso, perché pressoché invisibile nelle sue particelle, il problema è stato sottovalutato per decenni ed oggi, le morti da amianto stanno raggiungendo picchi enormi.
A Torino ci saranno al processo quasi 3000 parti lese.

Ma nelle Marche, in Provincia di PU qual è la situazione visto che ci sono oltre 3000 edifici censiti contenenti amianto?
Giancarlo D’Anna, consigliere regionale PdL fa il punto della situazione e chiede interventi immediati con un’interrogazione.

Il sottoscritto Giancarlo D’Anna Consigliere regionale A.N. verso il PdL PREMESSO CHE L’amianto è un killer silenzioso, seriale, facile da identificare ma ancora in libertà nonostante che con la legge n. 257 del 1992 in Italia è stata vietata l'estrazione, l'importazione, l'esportazione, la commercializzazione e la produzione di amianto, prodotti di amianto o contenenti amianto.CHE La micidiale fibra- non esiste una soglia minima di rischio nell’esposizione all’amianto- con l’aria attraverso la bocca può raggiungere i polmoni, agendo lentamente e negli anni, dopo essere stata inalata, può provocare :l’asbestosi, un terreno fertile per l’insorgere di tumori polmonari e mesotelioni pleurici;il mesotelioma un tumore maligno che riveste le membrane de polmoni e gli organi addominaliil carcinoma polmonare, il più frequente e strettamente collegato all’asbesto(fibra di amianto)CHE Il problema non riguarda solo ed esclusivamente coloro che hanno lavorato con l’amianto, ma anche le famiglie (all’interno delle quali la micidiale fibra si è insinuata attraverso gli abiti di chi ne è venuto a contatto come dimostrano le statistiche di Casale Monferrato uno dei siti italiani tristemente colpiti dai tumori collegati all’amianto) e quanti possono inalare per motivi extraprofessionali le fibre di amianto presenti nell’aria nelle vicinanze di manufatti da cui si liberano le fibre. .CHE Nel 1997 con delibera di Giunta n. 3496 la Regione Marche adottò il “Piano di protezione dell’ambiente, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica, ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall’amianto”.CHE Il piano, come primo obiettivo, si proponeva “il censimento delle situazioni potenzialmente caratterizzate da presenza e/o esposizione all’amianto”.CHE Due anni dopo , nel giugno 1999, la Regione Marche con delibera n. 2197 Incaricava l’Azienda U.S.L n.2 di Urbino di espletare un “ Corso di formazione professionale per operatori e dirigenti d’imprese, dedite ad attività di bonifica, rimozione smaltimento di amianto”.CHE Sempre nel 1999 con delibera di Giunta 3372 la Regione Marche “Costituiva un gruppo di lavoro permanente per le problematiche relativamente all’amianto denominato GRUPPO REGIONALE AMIANTO “ per “occuparsi delle problematiche tecnico operative, interpretative ed organizzative, al fine di uniformare in ambito regionale le attività previste dalla normativa sull’amianto”.CHE Finalmente, se così si può scrivere, nel 2002 dopo 10 anni dalla legge 257 la Regione Marche con delibera 2014 deliberava il “Piano Operativo dell’anno 2002- Censimento amianto-Imprese ed edifici”stanziando 185. 924,48 euro integrando i contributi stanziati l’anno precedente cioè 190.00,00 euro, ai Dipartimenti di prevenzione delle AUSL conferendo, ancora una volta l’incarico di “organizzare e gestire i Corsi di Formazione” destinati questa volta agli “Operatori delle Strutture Sanitarie Regionali di controllo, finalizzati al funzionamento della rete di rilevazione dei casi di mesotelioma.CONSIDERATOCHESono trascorsi 17 anni dalla legge 257 relativa all’amianto;12 anni dal “Piano di protezione dell’ambiente, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica, ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall’amianto”;10 anni dal “ Corso di formazione professionale per operatori e dirigenti d’imprese, dedite ad attività di bonifica, rimozione smaltimento di amianto” e dalla costituzione del Gruppo Regionale Amianto;8 anni dai piani Operativi per il censimento dell’amianto;Da dati in mio possesso relativi al censimento effettuato in Provincia di Pesaro Urbino risultano circa 3000 strutture ( tra: capannoni in attività e dismessi, uffici pubblici, magazzini, stalle,autorimesse, civili abitazioni,mense,alberghi,stabilimenti balneari,ristoranti,banche, scuole,università,uffici postali,case di riposo,aziende agricole,carcere,porcilaie,distributori di carburante, e perfino ambulatori medici di pertinenza di una Usl) in chilogrammi stimati di amianto compatto presenti in ciascuna struttura variano da pochi kg. a decine fino centinaia di miglia di kg. ai quali inevitabilmente si debbono aggiungere molti altri presenti in strutture non censite.INTERROGAIl Presidente della Giunta per conoscerequanti casi di mesotellioma, asbestosi e carcinoma polmonare, malattie strettamente collegabili all’inalazione di fibre di amianto, sono stati rilevati negli ultimi anni dalla “Rete di rilevazione” e inseriti nel Registro Regionale dei casi di mesotelioma e quali sono le zone geografiche in cui si riscontrano i casi più numerosi;Quanti e quali sono gli edifici e strutture, pubbliche e private nella Regione Marche, su cui è stata rilevata la presenza di amianto e a quanto ammonta la quantità stimata di amianto friabile e amianto compatto;quanti quali i siti e/o gli edifici da bonificare il prima possibile perché pericolosi;se tra gli edifici su cui è stata rilevata la presenza di amianto ci sono strutture di proprietà della Regione Marche ed in tal caso quanti e quali;se non ritiene i provvedimenti presi sino ad oggi dalla Regione insufficienti rispetto all’ampiezza del fenomeno e al pericolo relativo alla presenza di amianto;quali risultati si sono ottenuti con il Gruppo Regionale Amianto a distanza di 10 anni dalla sua costituzione;se non ritiene assurdo che la Usl n.2 di Urbino , incaricata di espletare corsi di “Formazione per Operatori e dediti alle attività di bonifica, rimozione e smaltimento di amianto”sia proprietaria di tre ambulatori medici in cui risultano essere presenti complessivamente 37.600 Kg. di amianto ;cos’ha impedito alla proposta di legge n.108 del giugno 2006 di cui sono primo firmatario e che prevede “Assegnazione di contributi per l'incentivazione di interventi di rimozione e smaltimento dell'amianto da insediamenti civili “ di essere discussa e votata nonostante l’evidente necessità di mettere in condizione quanti sono disponibili a smaltire legalmente la pericolosa fibra di farlo ad un prezzo equo evitando, così , come purtroppo troppo spesso avviene, l’abbandono dell’amianto nell’ambiente per evitare gli alti costi di rimozione e conferimento in discarica speciale.

venerdì 3 aprile 2009

CRISTIANI VICINI AI BUDDISTI


Cristiani e buddisti: essere poveri e combattere la cattiva povertà

Messaggio del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso per la festa buddista di Vesakh. Vicini ai buddisti per la povertà come “distacco”. Un invito a operare insieme per combattere quella povertà che è umiliazione della dignità umana, disagio ed emarginazione.
Città del Vaticano (AsiaNews) – Un ringraziamento ai “cari amici buddisti” per la loro “illuminante testimonianza di distacco ed appagamento per ciò che si ha” e insieme un invito a “combattere” quella povertà “che impedisce alle persone e alle famiglie di vivere secondo la loro dignità; una povertà che offende la giustizia e l’uguaglianza e che, come tale, minaccia la convivenza pacifica”. Sono le due note su cui si basa il messaggio per la festa di Vesakh, che il Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso ha diffuso oggi. La festa di Vesakh è la più importante per i buddisti e ricorda la sua nascita, illuminazione e morte, avvenuti tutti nel mese di Vesakh. Quest’anno la festa cade l’8 aprile in Giappone e Taiwan, il 2 maggio in Corea e l’8 maggio in tutti gli altri Paesi di tradizione buddista.
Con parole semplici e amichevoli, il Messaggio esprime la vicinanza dei cattolici alle comunità buddiste. “Insieme – si dice - noi siamo in grado non solo di contribuire, nella fedeltà alle nostre rispettive tradizioni spirituali, al benessere delle nostre comunità, ma anche a quello di tutta la comunità umana”.
Ricordando le parole di Benedetto XVI su una povertà “da scegliere” e una “da combattere” (Messaggio per la Giornata mondiale della pace 2009; omelia alla messa del 1° gennaio), il Pontificio consiglio esprime apprezzamento perché “monaci, monache e molti laici devoti tra di voi abbracciano la povertà ‘da scegliere’, che nutre spiritualmente il cuore umano, arricchendo in maniera sostanziale la vita con uno sguardo più profondo sul significato dell’esistenza”.
Allo stesso tempo si precisa che “per un cristiano, la povertà che va scelta è quella che consente di camminare sulle orme di Gesù Cristo. Facendo così un cristiano si rende disponibile a ricevere le grazie di Cristo, che da ricco che era, si è fatto povero per noi, perché noi diventassimo ricchi per mezzo della sua povertà (cfr. 2 Cor. 8,9)”. Il Messaggio ricorda anche la “povertà da combattere”: “povertà relazionale, morale e spirituale”, l’emarginazione che si vive nelle società ricche e le “diverse forme di disagio nonostante il benessere” e invita le comunità buddiste a “promuovere la buona volontà dell’intera comunità umana”.

giovedì 2 aprile 2009

SANITA', D'ANNA: LE TAC DI VECCHIA GENERAZIONE SONO PERICOLOSE.




INTERROGAZIONE RELATIVA AL TIPO E CONDIZIONE DI APPARECCHIATURE TAC NELLE STRUTTURE OSPEDALIERE DELLA REGIONE MARCHE.


Il sottoscritto Giancarlo D’Anna Consigliere regionale PdL
CHE la Tac è un metodo diagnostico efficace e indispensabile in molti casi;
CHE la comunità scientifica sta rivalutando il rapporto rischio-beneficio delle procedure diagnostiche basate su radiazioni ionizzanti (come le tomografie computerizzate, Tac o Tc), alla luce dell’uso massiccio che ne è stato fatto nel corso degli ultimi decenni;
CHE le radiazioni ionizzanti possono danneggiare il Dna delle cellule sane;
CHE le persone che si sottopongono a molte Tac nel corso degli anni potrebbero aumentare il rischio di sviluppare un tumore;
CHE alla radiologia digitale serve metà dose di radiazioni erogate rispetto a quella analogica ad esempio permette di ottenere con una sola esposizione le stesse informazioni per cui prima ne occorrevano due;
CHE le recenti attrezzature hanno un dosimetro che consente di regolare e registrare con precisione le dosi erogate per tenere conto dei livelli di esposizione nel tempo;

INTERROGA
Il Presidente della Giunta della Regione Marche per conoscere:
quanti sono nella Regione Marche i macchinari Tac a disposizione delle strutture Ospedaliere pubbliche;
quanti sono i macchinari di nuova generazione cioè quelli che permettono di abbattere le dosi di radiazioni necessarie alla diagnostica e quante le apparecchiature di vecchia generazione (analogica);
quante persone si sono sottoposte alla Tac negli ultimi cinque anni e quante lo hanno fatto ripetutamente;
quanti macchinari analogici sono stati acquistati negli ultimi 5 anni e quanti ne sono stati sostituiti con quelli digitali;
se, alla luce delle ricerche scientifiche che evidenziano il rischio da esposizione alle radiazioni si stanno sostituendo le apparecchiature di vecchia generazione;
se la Tac viene consigliata e utilizzata solo quando indispensabile .
Giancarlo D’Anna