lunedì 6 luglio 2009

D'ANNA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO: PROTESTINO CON HU JINTAO PER LA STRAGE DI URUMCHI


Mentre il presidente cinese Hu Jintao a Roma in visita al Colosseo dichiarava di voler sviluppare “la cultura e il rapporto di amicizia tra i popoli” nel Turkestan Orientale occupato dai cinesi, che chiamano Xinjang, il mercato storico della Via della Seta di Kashgar veniva distrutto e a Urumchi i manifestanti del popolo Uighuro venivano massacrati dalla polizia cinese che ha lasciato sul terreno oltre 140 morti.I media internazionali parlano di scontri con la minoranza uighura ma in realtà i cinesi da decenni spostano, come hanno fatto in Tibet, milioni di cinesi di etnia Han con l’obiettivo di ridurre a minoranza chi ha sempre vissuto in quelle terre.
Dopo quanto sta accadendo nello Xinjang Presidente della Repubblica Italiana,Presidente del Consiglio e Presidenti della Camera e del Senato la Presidente di Confindustria non possono nei loro incontri odierni non protestare con forza contro la feroce repressione cinese che dal Tibet si estende con forza anche nel Turkestan Orientale e chiedere quel rispetto dei Diritti Umani immolati in questi anni sull’altare degli interessi economico-commerciali.
Giancarlo D’Anna
Consigliere regionale PdL Regione Marche
nella foto Giancarlo D'Anna durante un recente viaggio in Turkestan Orientale

LA CINA DISTRUGGE IL BAZAR DELLA VIA DELLA SETA MENTRE IL PRESIDENTE CINESE PASSEGGIA PER ROMA.


CINA: XINJIANG(Turkestan Orientale) LA DISTRUZIONE DEL BAZAR DI KASHGAR / ANSA (SCHEDA) (ANSA) - PECHINO, 6 LUG - La distruzione del vecchio bazar di Kashgar, la capitale della cultura uighura (foto scattata da Giancarlo D'Anna lo scorso anno al mercato Uiguro) nell'estremo nordovest della Cina, e' entrata alla fine di marzo nella sua fase decisiva ed e' oggi uno dei principali motivi di protesta per i circa nove milioni di uighuri che vivono in Cina. Le centomila famiglie che vivevano nel bazar, un labirinto di vicoli e di vecchie costruzioni tradizionali, sono state trasferite nelle nuove costruzioni alla periferia della citta'. La decisione di procedere alla distruzione - rimandata piu' volte e decisa definitivamente l'anno scorso dopo il terremoto del Sichuan - e' stata definita ''un affronto alla cultura uighura ed un tentativo di assimilazione degli uighuri'' dalla dissidente Rebiya Kadeer, che dopo aver trascorso sei anni in prigione vive in esilio negli Usa. ''Un vasto numero di comunita' uighure...sono state distrutte dall'inizio dell' amministrazione del Partito Comunista Cinese, nel 1949. La maggior parte di queste distruzioni sono avvenute nella forma di 'campagne', come la Rivoluzione Culturale (1966-76), durante la quale furono presi di mira gli aspetti storici della cultura uighura'', ha scritto la dissidente contestando le motivazioni del governo di Pechino, secondo il quale la distruzione e' una necessaria misura di sicurezza di fronte a nuovi possibili terremoti, che le vecchie costruzioni del bazar non sarebbero in grado di sostenere. Mentre il resto della Regione Autonoma del Xinjiang e' ''invaso'' da immigrati cinesi - come Urumqi, dove circa l' 80 per cento degli abitanti sono di etnia cinese han - Kashgar e' rimasta a maggioranza uighura. La citta', una volta una delle oasi piu' importanti sulla Via della Seta, e' anche la porta della Cina verso l'Asia centrale e meridionale. A pochi chilometri da Kashgar, sulle montagne del Pamir, si incontrano infatti i confini con Kazakhstan, Kirghizistan, Tagikistan, Afghanistan, Pakistan ed India.

SANITÀ, D'ANNA DENUNCIA:LISTE D'ATTESA PER CONTENERE SPESA SANITARIA


SANITÀ: SANITÀ: D'ANNA,LISTE D'ATTESA PER CONTENERE SPESA SANITARIA (ANSA) - PESARO, 5 LUGLIO- I tempi d'attesa per le visite spcialistiche presso gli ospedali della provincia di Pesaro Urbino, «come nel resto della Regione», superano «abbondamentemente i trenta giorni», mentre le stesse perstazioni, se richieste a pagamento, «vengono generalemnte erogate in 24-72 ore». Lo segnala il consigliere regionale Giancarlo D'Anna (Pdl-An), che ha presentato un'interrogazione sull'argomento. Nell'atto ispettivo, in particolare, l'esponente dell'opposizione osserva che «la lunghezza dei tempi di attesa e il ricorso alle prestazioni a pagamento determinano un evidente risparmio finanziario a favore del servizio sanitario regionale», una «forma di contenimento della spesa sanitaria, che alimenta il sospetto che le liste di attesa siano in qualche modo "favorite o sponsorizzate"»