martedì 7 febbraio 2012

EMERGENZA NEVE E SANITA'.



D'Anna: l'isolamento di molte realtà dimostra che è necessaria la presenza di ospedali diffusi nell'entroterra e sulla costa.



Il maltempo di questi giorni oltre a portare con se una lunga serie di inevitabili disagi è accompagnato anche da tante polemiche. Non è il momento di polemizzare piuttosto si tratta di agire con i mezzi e gli strumenti a disposizione per alleviare i disagi per poi riflettere e ragionare su quanto è accaduto e come organizzarsi per il futuro.



Si possono fare previsioni ma la natura non è obbligata a “rispettarle”.Così spetta all'uomo organizzarsi per gestire al meglio le emergenze, quelle che escono fuori dal quotidiano e che puntualmente con allagamenti, frane, mareggiate, nevicate fino alla più terribile : i terremoti, ciclicamente si fanno sentire. Accade invece che all'emergenza si pensi quando ci si trovi in mezzo e così le strutture e le infrastrutture pensate per il quotidiano di fronte ad eventi sempre meno “straordinari” vanno in tilt.



Le scelte dunque oltre a cercare di soddisfare le esigenze di tutti i giorni debbono necessariamente tenere conto anche degli eventi straordinari. Discorso valido nella progettazione delle strutture e infrastrutture ma anche nell'organizzazione dei soccorsi.



Questo principio non riguarda solo il ruolo della Protezione Civile, ma anche dei i Vigili del Fuoco i quali nonostante esperienza e professionalità continuano ad operare con pochi e antiquati mezzi, la Regione, la Province e i Comuni e lo stesso ruolo dell'Esercito anche alla luce di quanto denunciato in queste ultime ore con interventi ,da parte di quest'ultimo a “pagamento”.Questioni da affrontare il prima possibile senza attendere la prossima emergenza.



Ma una riflessione importante alla luce degli eventi calamitosi di questi giorni va necessariamente fatta sul servizio sanitario. Il Piano Socio Sanitario delle Marche ,che ho sempre avversato con forza, prevede nel futuro Ospedale Unico il “livello minimo di assistenza su Area Vasta (per tutta la Provincia di PU). Senza addentrami , ancora una volta,in particolari tecnici basta prendere atto dell'isolamento di molte realtà dell'entroterra ,comprese quelle che ospitano gli ospedali da chiudere , per rendersi conto di quanto poco si sia tenuto conto anche di queste situazioni, di quanto sia folle, anche da questo punto di vista, il Piano Socio Sanitario. Quello che necessita al territorio sono una serie di servizi diffusi, ad iniziare da quello sanitario. Servizio per le necessità del quotidiano e delle emergenze.



Giancarlo D'Anna

Consigliere Regionale

Vice Presidente Commissione Sanità

domenica 5 febbraio 2012

DOMANI GIORNATA MONDIALE CONTRO MUTILAZIONI FEMMINILI

INFIBULAZIONE: = LE HANNO SUBITE 140 MILIONI DI DONNE NEL MONDO

      Roma, 5 feb. (Adnkronos) - Sono circa 140 milioni le donne nel
mondo che hanno subito mutilazioni genitali. Mentre in Europa, secondo
stime del parlamento Ue, sono 500mila le donne e le bambine residenti
che portano le conseguenze permanenti di queste pratiche e altre
180mila sono a rischio ogni anno. Domani si celebra la Giornata
mondiale per l'abbandono delle mutilazioni dei genitali femminili. E
sono tante le associazioni, internazionali e nazionali mobilitate.

      Amnesty International e l'European Women's Lobby hanno rivolto
un appello all'Unione europea affinche' si impegni a porre fine alle
mutilazioni genitali femminili e ad altre forme di violenza contro le
donne. Dal 2010, quando la Commissione europea aveva promesso di
adottare una strategia sulla violenza contro le donne, comprese le
mutilazioni genitali femminili - ricorda Amnesty - non vi e' stato
alcun tentativo coerente e strutturato di affrontare questa violazione
dei diritti umani.

      Molto spesso - prosegue Amnesty - le bambine vengono portate
all'estero durante le vacanze estive e costrette a subire la
mutilazione dei genitali, garanzia del loro status sociale e della
loro idoneita' ad andare in spose. Pur se alcuni stati membri
dell'Unione europea si sono dotati di leggi e politiche in materia,
c'e' ampia disparita' tra Stato e Stato. In Francia, Regno Unito,
Svezia e altri paesi dove e' stata riconosciuta reato da oltre un
decennio, la pratica delle mutilazioni dei genitali femminili
prosegue.

venerdì 3 febbraio 2012

CAMBOGIA: CONDANNATO ALL'ERGASTOLO COMANDANTE DUCH DEI


Una cruda testimonianza dei crimini di Pol Pot
 CAMBOGIA: IL REGIME DEI KHMER ROSSI .
            Phnom Penh, 3 feb. (Adnkronos) -Con la condanna all'ergastolo di
Kaing Guek Eav, tristemente noto come compagno Duch, si chiude un
altro capitolo del terribile passato del regime cambogiano dei Khmer
Rossi che in soli quattro anni, fra il 1975 e il 1979, costo' la vita
a 2,5 milioni di persone
.
Sotto la guida del leader marxista Pol Pot,
il regime tento' di mettere in pratica una folla utopia agraria ed
ugualitaria, costringendo milioni di persone ad abbandonare le citta'
per lavorare in fattorie comunitarie.

      Pol Pot decise che la nazione doveva ricominciare completamente
da "l'anno zero". La Cambogia fu isolata dal resto del mondo, le
citta' furono vuotate, furono aboliti denaro e proprieta' privata e
vietata ogni forma di religione. Le persone sospettate di essere
intellettuali - spesso solo a causa degli occhiali o la conoscenza
delle lingue straniere- vennero uccise.

      Centinaia di migliaia di cambogiani della classe media vennero
torturati e uccisi in centri di detenzione come il famigerato carcere
S21 a Phnom Penh, di cui Duch fu il direttore e in cui furono
torturate e uccise oltre 15mila persone. Il resto della popolazione fu
inviato a lavorare nelle fattorie collettive dove in centinaia di
migliaia morirono di fame, stenti e malattia sotto la sorveglianza dei
militanti del regime, spesso adolescenti indottrinati dai Khmer rossi.